C’è chi parte e chi rientra. Ma anche chi rimane. Le stazioni ferroviarie metropolitane rappresentano una realtà sempre più dinamica: non una prerogativa dei viaggiatori ma degli spazi che si aprono alla città mettendo a disposizione una pluralità di servizi che contribuiscono a renderle più accoglienti. Luoghi funzionali da vivere e non solo da attraversare a testa bassa con lo sguardo fisso sullo schermo del telefono. Infrastrutture di grande appeal dal punto di vista architettonico, frutto della collaborazione con importanti studi che ne hanno valorizzato l’estetica facendosi interpreti di una città che si rinnova. Sono sette le realtà entrate nella selezione mondiale del Prix Versailles 2026 che, oltre alla bellezza, tiene conto anche del rapporto con il patrimonio locale, l’efficienza ecologica e l’impatto sociale e culturale.
Ben due nomi sono italiani: si tratta della stazione di Monte Sant’Angelo a Napoli e quella romana del Colosseo, esempi in cui l’architettura, l’arte e la storia si raccontano in uno spazio pubblico rendendo la metropolitana non un luogo di transito, ma un vero e proprio spazio culturale. L’architettura, infatti, non deve soltanto rispondere a una funzione pratica, ma anche riempire gli occhi di meraviglia raccontando l’identità di un luogo. Bisogna però aspettare il 10 dicembre per sapere se riceveranno uno dei tre titoli mondiali – Prix Versailles, Menzione Interni, Menzione Esterni – che saranno assegnati a Parigi presso la sede dell’Unesco.
«Il Prix Versailles porta alla luce luoghi d’eccellenza che dimostrano quanto la qualità del design possa rappresentare un motore di progresso. Nel caso delle stazioni ferroviarie, si tratta di garantire la mobilità rivitalizzando al tempo stesso i quartieri, accompagnare la modernità integrando ciò che già esiste: le sfide sono grandi quando si vuole dare vita a espressioni culturali che siano al tempo stesso belle, contemporanee e sostenibili. Questi approcci, capaci di coniugare il radicamento locale con la promozione degli scambi, sono ancora troppo rari a livello mondiale. Riuscendo in questa sfida, i poli premiati mostrano come le stazioni ferroviarie, nel XXI secolo, possano diventare interpreti di un futuro desiderabile», ha dichiarato Jérôme Gouadain, segretario generale del Prix Versailles.