Non è mai troppo tardi per riscoprire il piacere di camminare. Se alcuni itinerari sono entrati da tempo nell’immaginario collettivo — dal Pacific Crest Trail al Cammino di Santiago — negli ultimi anni sono nati nuovi itinerari di lunga percorrenza in ogni angolo del mondo. Parallelamente, anche cammini meno conosciuti stanno guadagnando attenzione e visibilità, come racconta Jackie Randle, co-presidente internazionale del World Trails Network, organizzazione no-profit impegnata nella tutela e nella valorizzazione dei sentieri. All’origine di questa crescente varietà di itinerari ci sono diverse ragioni.
La più evidente è il boom globale dell’escursionismo, esploso durante la pandemia e rimasto forte anche negli anni successivi. Ma c’è un altro fenomeno, meno immediato, che sta contribuendo alla crescita dei cammini: sempre più governi li considerano uno strumento per spostare parte dei flussi turistici dalle destinazioni più affollate verso aree meno conosciute e, al tempo stesso, sostenere le economie locali. Ne sta nascendo una rete sempre più vasta di itinerari che porta i viaggiatori lontano dai circuiti più battuti, tra paesaggi rurali e territori ancora poco esplorati.
Oltre a offrire un’immersione totale nella natura, questi percorsi favoriscono l’incontro con i luoghi e le persone che li abitano. Un’opportunità particolarmente preziosa per chi viaggia da solo, perché il cammino favorisce l’incontro con le comunità locali e permette di entrare più profondamente in contatto con le realtà del territorio. Sulla Via Transilvanica, ad esempio — un itinerario di quasi 1.400 chilometri che attraversa la Romania —, i viaggiatori pernottano in piccoli villaggi e assaggiano piatti caserecci, contribuendo a mantenere vive aree che da anni devono fare i conti con lo spopolamento. «Non si tratta solo di pasti, ma di veri e propri incontri», spiega Alin Ușeriu, fondatore del cammino. «Restituiscono a questi luoghi quel senso di socialità che avevano quasi del tutto perduto».
Infine, c’è il fascino senza tempo di un lungo cammino in solitaria. «Mettersi in viaggio è un’attitudine profondamente umana», afferma Meagan Neal, direttrice del Transcaucasian Trail, un percorso che, una volta completato, si snoderà per oltre 3mila chilometri tra Armenia, Georgia e Azerbaigian (di cui quasi 1.900 già percorribili). In un’epoca in cui siamo costantemente bombardati da stimoli rapidi e contenuti brevi, dedicarsi a un’impresa a lungo termine può regalare una soddisfazione unica. Su un grande cammino «c’è un inizio in cui si commettono errori, si impara moltissimo e si incontrano personaggi incredibili lungo la strada». E infine, conclude, «quel profondo senso di appagamento per avercela fatta». Ecco cinque nuovi cammini a lunga percorrenza da scoprire in giro per il mondo.
Via Transilvanica – Romania
Ușeriu descrive la Via Transilvanica non solo come un cammino a lunga percorrenza, ma come un vero e proprio progetto sociale, nato per valorizzare i borghi rurali del Paese a rischio spopolamento e un modo di vivere legato alla terra. Gli abitanti delle 400 comunità dislocate lungo l’itinerario hanno custodito e curato attivamente il territorio per oltre un millennio, preservando la salute di foreste secolari e prati ricchi di fiori selvatici.
Percorrendo questo itinerario ben segnalato, che alterna strade sterrate e antichi sentieri, si attraversano tra pascoli dove il bestiame e i cani da guardia scandiscono il paesaggio mentre il rintocco delle campane, il tintinnio dei campanacci e il canto degli uccelli accompagnano il cammino. E, al termine, di ogni giornata, si può trovare ospitalità in accoglienti guesthouse, piccoli hotel o agriturismi a conduzione familiare. Il cammino attraversa la Romania in diagonale, snodandosi dal comune rurale di Putna fino alla città di Drobeta-Turnu Severin.
Pekoe Trail – Sri Lanka
Il primo cammino a lunga percorrenza dello Sri Lanka si snoda per circa 300 chilometri tra piantagioni di tè, montagne e piccoli villaggi. Lungo il percorso si alternano pernottamenti in strutture diverse, dagli eco-lodge ai boutique hotel, visite a storiche tenute del tè e soste all’insegna della gastronomia locale, con piatti della tradizione come i dosa, il curry e il puttu, un cilindro di riso aromatizzato con cocco grattugiato. Non è difficile immaginare di vivere un’esperienza simile a quella evocata da Pramudith Thenabadu, direttore esecutivo della Pekoe Trail Association: «Seduto accanto a una cascata, a sorseggiare una tazza di tè di Ceylon appena fatto, servito all’interno di un tradizionale guscio di noce di cocco».
Transcarioca Trail – Brasile
Questo itinerario di circa 179 chilometri vanta un curriculum davvero impressionante: si snoda all’interno di un sito Patrimonio dell’Umanità e di una Riserva della Biosfera Unesco, raggiunge una delle nuove sette meraviglie del mondo, la statua del Cristo Redentore, e attraversa un parco nazionale, un parco statale e sette aree comunali protette. A rendere il percorso ancora più straordinario è il suo passaggio attraverso Rio de Janeiro, una delle metropoli più grandi del mondo. In un Paese dove le infrastrutture dedicate all’escursionismo sono ancora in fase di sviluppo, il Transcarioca svolge anche un ruolo importante nella tutela degli spazi verdi, offrendo agli escursionisti l’opportunità di avvistare numerose specie selvatiche, tra cui scimmie, uistitì, coati, bradipi e tucani. È il più breve tra gli itinerari qui descritti e può essere completato in circa 12 giorni. Lungo il percorso si può scegliere tra il pernottamento in ostelli e campeggi oppure il comfort di hotel e guesthouse nei quartieri limitrofi.
King Charles III – Inghilterra
Una volta completato, questo nuovo itinerario diventerà il cammino costiero più lungo del mondo, con un’estensione di ben 4.300 chilometri. Oltre 3.300 chilometri sono già percorribili, permettendo ai viaggiatori di ammirare i celebri promontori, le scogliere, le spiagge e le dune dell’Inghilterra, ma anche castelli, località balneari e testimonianze belliche. Il percorso si snoda tra centri urbani come Liverpool, tratti di costa ricchi di storia come quella dell’Essex e aree selvagge come il Lake District.
Hitachinokuni Long Trail – Giappone
Percorrere questo itinerario di quasi 350 chilometri nella prefettura di Ibaraki, lungo la costa orientale dell’isola principale del Giappone, può regalare ai viaggiatori la suggestiva sensazione di compiere un viaggio nel tempo. Circa 275 chilometri, pari all’80% del tracciato, sono già aperti al pubblico, mentre il completamento della parte restante è previsto entro la fine di quest’anno.
Attraversando montagne e villaggi, il cammino ripercorre antiche vie di comunicazione risalenti al periodo Edo, vecchie strade minerarie e sentieri legati allo shugendō, una tradizione spirituale giapponese che affonda le radici nelle pratiche ascetiche condotte tra le montagne. Lungo il percorso, i villaggi offrono anche l’occasione di scoprire i sapori della gastronomia locale, dai soba Hitachi Aki, preparati con una varietà autoctona di grano saraceno, al pollo Okukuji Shamo, allevato all’aperto e apprezzato per le sue carni magre e dal gusto intenso.