Arrivata al Thompson Madrid, ho lasciato il bagaglio a mano in camera e sono salita direttamente al ristorante sul tetto, parte del trittico gastronomico dell’hotel. Il locale, di ispirazione mediterranea, sfrutta al meglio la vista panoramica sulla città grazie a vetrate a tutta altezza che, aprendosi, creano una sorta di balconata vetrata che circonda lo spazio.
Già prima del rinnovamento che ha interessato il settore dell’ospitalità madrilena – avviato qualche anno fa, quando la capitale spagnola ha visto l’arrivo di numerosi hotel e ristoranti di alto livello, trasformandosi in una delle principali mete gastronomiche d’Europa – era evidente che la città possedesse un autentico spirito culinario. Da 12 anni torno a Madrid quasi ogni anno per incontrare amici che mi hanno fatto scoprire eccellenti tapas bar in quartieri come Malasaña e La Latina.
Con l’apertura del Thompson Madrid, situato a pochi passi dalla vivace Puerta del Sol, nella rinnovata Plaza del Carmen, la capitale spagnola continua ad arricchire la propria offerta gastronomica. L’hotel rappresenta il primo avamposto europeo del marchio di origine newyorkese – a cui seguiranno, entro la fine dell’anno, le aperture del Thompson Siviglia e del Thompson Roma – e ciascuna struttura mira a diventare un “punto di riferimento culturale per il rispettivo quartiere”, spiega Amar Lalvani, presidente e direttore creativo di The Lifestyle Group, parte di Hyatt.

Tra gli ultimi tocchi che hanno accompagnato l’inaugurazione dell’hotel, che si sviluppa su dieci piani, spicca La Barra de Ultramarines. Questo tapas bar è il fiore all’occhiello della piazza riqualificata – oggi costellata di terrazze all’aperto – e incarna lo spirito castizo della città, fatto di convivialità e buona cucina. Un pomeriggio, mi sono unita a un folto gruppo attorno a un tavolo che correva lungo l’intera terrazza, riparata da ombrelloni; per l’occasione, il Thompson Madrid ha organizzato una sfilata di moda nella piazza, accompagnata dalla distribuzione di paella ai frutti di mare, preparata in enormi padelle a forma di disco.
“L’arrivo del Thompson Madrid, insieme alla riqualificazione di Plaza del Carmen, ha infuso nuova energia e rilevanza in un’area che un tempo appariva quasi isolata dal resto della città”, afferma Carlos Erburu, direttore generale dell’hotel. “Il nostro obiettivo è sempre stato quello di integrarci nel tessuto culturale del quartiere; la piazza ha ritrovato la sua vitalità ed è tornata a essere un accogliente punto di ritrovo, tanto per i residenti quanto per i viaggiatori”.
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Le Camere

Gli interni dell’hotel, ispirati allo stile moderno di metà secolo, fondono ottone, pelle e caldi legni locali. Nelle 174 camere, grandi sfere di marmo sono appese alle pareti: richiamano la luna e si abbinano ai bagni, realizzati in un marmo nero come l’inchiostro. La vista spazia dalla città al cortile interno, rigoglioso di vegetazione. (La mia camera “King Bed Deluxe”, di circa 38 metri quadrati, affacciava proprio su quest’ultimo).
Per godere di una delle migliori viste sullo skyline di Madrid, c’è il “Penthouse“: una suite di oltre 220 metri quadrati, raggiungibile tramite un ascensore privato, che si sviluppa sugli ultimi due piani dell’edificio. Dispone di un balcone collegato a una delle due camere da letto e di un’area dedicata all’intrattenimento al piano inferiore.
Cibo e bevande
La colazione a buffet presso il Makáá, situato sulla terrazza panoramica, è allestita attorno a una cucina a vista che, a pranzo e a cena, si trasforma in uno spazio dedicato alla cucina alla fiamma, proponendo un mix di piatti mediterranei e classici della tradizione spagnola. Non posso che ritenermi soddisfatta della mia scelta: il maiale iberico nutrito a ghiande – uno dei piatti principali basati sulla filosofia “dal produttore al consumatore” – e la sobrasada accompagnata da un’ensaimada (dolce tipico di Maiorca) alla piastra, guarnita con insaccati stagionati e un filo di miele.

Ispirato ai tradizionali bar di tapas spagnoli, il locale La Barra de Ultramarines – caratterizzato da pareti rivestite in piastrelle tipo metropolitana – si affaccia su Plaza del Carmen. Qui si possono gustare classici come le croquetas de jamón e i boquerones en vinagre (acciughe marinate nell’aceto), oltre a piatti più sostanziosi, tra cui i callos a la Madrileña (trippa alla madrilena). Nelle giornate più calde, il consiglio è di accaparrarsi subito un lettino a bordo della piscina a sfioro. Ho trascorso i miei pomeriggi rilassandomi vicino all’acqua, concedendomi un pranzo tardivo a base di gildas (spiedini di acciughe, olive e peperoncini guindilla sottaceto) e patatas bravas con salsa aioli, il tutto accompagnato da un calice di fresco Ars Collecta Blanc de Blancs Brut.
Sebbene Barcellona sia considerata la capitale della vita notturna in Spagna, se vi capita di trascorrere la serata a Madrid, sappiate che nei fine settimana il Jack’s Club rimane aperto quasi fino all’alba. Situato all’interno di un ex edificio ecclesiastico risalente a 200 anni fa, questo locale in stile speakeasy offre una selezione di distillati di alto livello e cocktail preparati con grande maestria, il tutto in un’atmosfera seducente. Per quanto il piano bar – arredato con divani in pelle – sia estremamente fotogenico, tenete presente che segue le regole dei club privati britannici: è severamente vietato scattare fotografie o girare video.

La Spa
L’hotel non dispone di una spa, ma offre una palestra aperta 24 ore su 24 e sessioni di yoga all’aperto con vista sullo skyline della città.
Accessibilità
L’hotel è completamente accessibile grazie ad ampi ascensori e segnaletica in Braille. Sei camere con letto matrimoniale grande (King Bed) e vista sulla città sono dotate di docce a filo pavimento, servizi igienici attrezzati e interruttori della luce posizionati a un’altezza ridotta.