NoMad sbarca a Singapore: l’oasi verticale firmata Woha conquista Orchard Road

NoMad sbarca a Singapore: l’oasi verticale firmata Woha conquista Orchard Road

Il primo hotel del brand in Asia sfoggia una facciata verde con cascata su 14 livelli e ospita 173 camere (tra cui 25 suite) distribuite su 12 piani.
NoMad Hilton Singapore. Render di NoMad Hilton Singapore
NoMad Hilton Singapore. Render di NoMad Hilton Singapore

Dopo l’apertura di Londra a Covent Garden del 2021, nello storico Bow Street Magistrates’ Court, il brand di lusso del gruppo Hilton guarda a Oriente: entro la fine del 2026 debutterà lungo Orchard Road, a pochi minuti dal Central Business District, il nuovo NoMad Singapore. Il colpo d’occhio è immediato: a rapire l’attenzione è la sua architettura di impronta biofilica, con una futuristica facciata ricoperta di verde e una cascata sospesa su quattordici livelli. L’edificio, progettato dallo studio di architettura WOHA, sorge sul sito dell’ex Faber House, occupando una superficie di oltre 10mila metri quadrati e si sviluppa su 19 piani, svettando sullo skyline cittadino. Dall’arredamento alla cucina, tutto è pensato per coniugare l’anima cosmopolita del brand, profondamente legato alle sue radici newyorkesi, con un forte senso di appartenenza al territorio che lo accoglie.

Lo studio Kevin Klein Design ha firmato le 173 camere disposte su 12 livelli di cui 25 suite come le Parlour Suite e le NoMad Suite di 43 metri quadrati progettate con particolare attenzione alla distribuzione degli spazi e al comfort. Il risultato è un arredo sospeso tra l’eleganza dell’Art Déco, i colori, i motivi decorativi e le influenze culturali della tradizione Peranakan: il tutto si traduce in superfici di marmo, radica, paraventi, tappeti in lana su misura e una palette che spazia tra le tonalità dell’azzurro e il verde delle pareti richiamando le facciate delle caratteristiche case a schiera di Emerald Hill, ricoperte da variopinte piastrelle in ceramica.

Il verde è una presenza costante: lo si percepisce sin dall’arrivo al quinto piano, dove gli ospiti saranno accolti in una reception open-air affacciata sul Lù bar, esteso su una terrazza panoramica con piscina, circondato da una vegetazione rigogliosa.

Guest Room. Foto di Studio Periphery/NoMad Hilton Singapore

L’arte qui è di casa: al suo interno ci saranno oltre 1.860 opere di cui il 90% proveniente da artisti che vivono e lavorano nel Paese comprendendo sia opere originali sia lavori commissionati appositamente per la struttura tra dipinti a olio su rame, fotografie su supporti acrilici e grandi installazioni a bassorilievo. L’obiettivo è costruire un racconto visivo capace di celebrare la varietà culturale di Singapore e di esprimere l’energia creativa della città oltre a promuovere l’inclusione nel mondo artistico. NoMad Singapore, infatti, collabora con ART:DIS, un’organizzazione non profit impegnata a creare opportunità di formazione e lavoro nel settore artistico per le persone con disabilità.

Tre outlet di ristorazione come ponte tra Oriente e Occidente

Sul fronte della ristorazione, i diversi outlet sono pensati per unire eleganza e convivialità con una proposta gastronomica di qualità fortemente radicata nel territorio. All’ultimo piano si trova il NoMad Grill, ispirato alle classiche chophouse newyorkesi, con un menu che alterna carni pregiate a preparazioni crude, come ostriche e altri frutti di mare.

NoMad Grill. Render di NoMad Hilton Singapore

Al piano terra, con accesso diretto dalla strada, Sticky Fingers è un nuovo concept dedicato ai più golosi – compresi gli esterni – dove, in un ambiente raccolto e informale, vengono serviti sundae di gelato soft proposti in chiave gourmet. Non solo cibo perché a dare ritmo al soggiorno ci pensa The Tropicana Club, un cocktail bar d’autore che rievoca lo spirito festoso dei grandi cabaret d’epoca. Il locale rende omaggio al leggendario Tropicana Club dell’Avana, fondato nel 1939 e successivamente ampliato dall’architetto Max Borges Recio che ne ripensò gli spazi, integrando architettura moderna e natura. Un tributo anche all’omonimo club inaugurato nel 1968 che, con la sua atmosfera glamour, ha contribuito a segnare la scena dell’intrattenimento di Singapore.

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