Gli aeroporti sono spesso considerati luoghi felici perché profumano di partenza e di nuove esperienze. Il viaggio inizia realmente una volta chiusa la porta di casa, valigia alla mano, momento che però spesso coincide anche con l’inizio delle disavventure legate in primis agli spostamenti per arrivare a destinazione. Ma non solo. Nonostante molti scali presentino un’architettura all’avanguardia e un’offerta commerciale e ristorativa degna di nota, ciò che conta realmente per i passeggeri è che tutto fili liscio e che nulla comprometta la partenza.
Come evidenzia la nuova edizione del World Consumer Airport Index, redatto dal Consumer Choice Center, il gradimento e l’esperienza positiva dei passeggeri dipendono da una pluralità di fattori. Avvalendosi di un sistema statistico basato su una metodologia avanzata, l’indice ha analizzato 60 aeroporti in tutto il mondo — suddivisi tra 25 scali di grandi dimensioni (con oltre 47,2 milioni di passeggeri all’anno) e 35 più piccoli (al di sotto dei 47,2 milioni di passeggeri all’anno) — assegnando un punteggio sulla base di 16 criteri.
Tra questi rientrano la vicinanza al centro, i collegamenti diretti con metropolitana e treni, la presenza di hotel in loco, il numero di compagnie e l’efficienza operativa (misurata tramite puntualità dei voli e velocità ai controlli). Vengono inoltre assegnati punti bonus per l’assenza di restrizioni notturne e applicate penalità in caso di disservizi o problemi infrastrutturali.
I risultati della classifica
Gli aeroporti europei continuano a dominare la scena. Tra gli scali di dimensioni minori trionfa Düsseldorf: servito da 67 compagnie aeree e con un network di 171 destinazioni, l’hub tedesco eccelle per i controlli di sicurezza praticamente privi di attese (con una media di 0 minuti). Seguono al secondo posto Zurigo (25,511) e al terzo Copenaghen (24,509). Ottima prestazione per l’Italia, che si qualifica quinta con l’aeroporto di Milano Malpensa, capace di scalare ben 11 posizioni rispetto all’anno precedente.
Passando agli aeroporti di maggiori dimensioni, lo scettro va a Barcellona-El Prat. Sostenuto da un’ampia scelta per i passeggeri e da tempi medi di attesa ai controlli di soli tre minuti, lo scalo catalano conquista il primato con 23,835 punti, scavalcando Tokyo Haneda (ora nono). Il podio dei grandi hub si completa con il brillante secondo posto di Roma-Fiumicino (22,948) e il terzo di Los Angeles International (22,204). A penalizzare lo scalo londinese di Heathrow, che ha conquistato la settima posizione, sono i limiti sui voli notturni che vanno a ridurre notevolmente la disponibilità di coincidenze di prima mattina e durante la notte.
I peggiori e le criticità
In fondo alla classifica si piazzano, per i piccoli scali, Seoul Gimpo (6,859), Punta Cana (12,496) e Londra Stansted (12,838). Tra i grandi hub invece, nelle ultime posizioni figurano Antalya (14,345), Guangzhou Baiyun (15,113) e Francoforte (15,754) che, ad esempio, continua a soffrire per le difficoltà di accesso ai terminal, i ritardi nei lavori infrastrutturali e la chiusura temporanea del treno interno Skyline. Ad accomunare le strutture penalizzate sono problematiche diffuse: eccessiva distanza dal centro città, scarsi collegamenti con ferrovie o metropolitane, assenza di app di ride-hailing indipendenti dai taxi, negozi e ristoranti sovraffollati, lunghe code ai controlli ed un’alta percentuale di voli in ritardo.
I risultati vanno comunque letti all’interno di un contesto globale complesso, caratterizzato da conflitti geopolitici, shock energetici, flotte aeree invecchiate e una domanda di passeggeri altalenante. In questo scenario, diversi scali hanno dimostrato una straordinaria resilienza: è il caso dell’Aeroporto Internazionale di Dubai, capace di conquistare la 10ª posizione tra i grandi hub ripristinando rapidamente le operazioni ed evidenziando alti standard di efficienza, nonostante sia stato bersaglio diretto di attacchi con droni durante il conflitto in Iran.