Un’onda gigantesca sembra sul punto di travolgere la Biblioteca Apostolica Vaticana, un’illusione dal fortissimo impatto visivo. Sulla facciata cinquecentesca di questo antico luogo di conservazione e di ricerca a Città del Vaticano è comparsa infatti Diluvium, installazione monumentale firmata dallo street artist francese JR. Una distesa d’acqua che irrompe simbolicamente in uno dei luoghi che più di ogni altro rappresentano la conservazione della memoria. L’opera, ispirata alle celebri incisioni di Gustav Doré dedicate al diluvio, mette così in scena un paradosso: la forza della natura che minaccia ciò che l’uomo ha trascorso secoli a proteggere.
È da questa immagine che prende avvio AQVA, la mostra che, fino al prossimo 14 maggio, conduce il pubblico dentro la Biblioteca Vaticana per esplorare il rapporto tra acqua, conoscenza e memoria. Si tratta del primo capitolo di Catastrofe e Meraviglia, un ciclo espositivo quinquennale pensato per mettere in dialogo il patrimonio della Biblioteca con la creatività contemporanea.
L’acqua è il primo degli elementi scelti come chiave di lettura: indispensabile alla vita, ma anche capace di distruggere in pochi istanti ciò che è stato costruito e conservato nel tempo. È una minaccia particolarmente concreta per una biblioteca, dove carta, pergamena, inchiostri e materiali antichi sono estremamente vulnerabili. Da qui nasce una riflessione che supera il tema della conservazione e arriva alle paure contemporanee, compresa quella legata alla crisi climatica.

Il percorso mette insieme manoscritti, libri antichi, incisioni e oggetti delle collezioni vaticane con tre sguardi contemporanei. Accanto a JR ci sono il tipografo americano Bill Moran, che con i suoi Letterfish trasforma lettere, numeri e segni tipografici in creature marine, e lo chef Fulvio Pierangelini, chiamato a raccontare attraverso ricette e storie il rapporto fra acqua, pesce, cucina e memoria.
Al centro dell’esposizione c’è il trattato Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani (pubblicato nel 1557), straordinario incontro tra osservazione scientifica, incisione e cultura gastronomica. Attorno a questo volume si sviluppa un viaggio nelle diverse forme con cui l’acqua è stata raccontata nei secoli: dai testi di cucina di Apicio ai resoconti di viaggio di Giovanni Battista Ramusio, fino ai bestiari dedicati agli animali marini e agli oggetti legati all’immaginario acquatico.