Pamplona è diventata una meta turistica grazie a Hemingway

Pamplona è diventata una meta turistica grazie a Hemingway

Il romanzo "Fiesta" del 1926 rese celebre nel mondo l'encierro di San Fermín.
Corridori pericolosamente vicini ai tori
Corridori pericolosamente vicini ai tori. Foto di Asier Solana Bermejo/Wikimedia

Un secolo fa usciva Fiesta, il romanzo con cui Ernest Hemingway trasformò una tradizione locale navarrese in un appuntamento conosciuto in tutto il mondo. Pubblicato il 22 ottobre 1926 e uscito negli Stati Uniti con il titolo The Sun Also Rises, il libro raccontava la festa di San Fermín e le corse dei tori per le strade di Pamplona. Da allora il flusso di visitatori stranieri non si è più fermato: agli oltre 200mila abitanti della città se ne aggiunge ogni anno circa un milione durante gli otto giorni della festa, con una quota di stranieri tra il 15 e il 20%. Gli statunitensi sono la nazionalità più rappresentata, tre o quattro volte più numerosi di australiani e francesi.

Hemingway arrivò a Pamplona per la prima volta nel 1923, quando era corrispondente da Parigi per il Toronto Star. Affacciato al balcone del suo albergo, vide un fiume di persone correre inseguite dai tori e ne scrisse su quel giornale, notando come Pamplona permettesse a ogni uomo e ragazzo di diventare un torero. Tornò l’anno seguente e corse per la prima volta l’encierro, pare in modo piuttosto prudente. Nel 1924 assistette anche alla morte di un partecipante incornato: l’episodio finì nel libro, che racconta la coesistenza tra festa e morte.

Come funziona l’encierro

La formula della corsa dei tori è rimasta sostanzialmente identica in cento anni. Il percorso misura 850 metri lungo le vie del centro storico, delimitato da recinzioni di legno e dagli edifici. Ogni mattina alle 8 un gruppo di tori, accompagnato da buoi addestrati che fungono da guida, viene fatto correre insieme alle persone, che cercano di evitare le incornate correndo il più vicino possibile agli animali.

Il tracciato termina nella Plaza de Toros, dove in serata si tengono le corride. Ogni edizione della festa comporta l’uccisione di una cinquantina di tori. Il programma si ripete identico per otto giorni, dal 6 al 14 luglio.

Negli anni sono stati introdotti alcuni accorgimenti tecnici per ridurre gli incidenti: una vernice particolare applicata sul selciato limita gli scivolamenti dei tori nelle curve, e la regolamentazione della corsa è diventata più stringente. I “puristi” sostengono che questi interventi abbiano reso l’encierro troppo prevedibile rispetto alle edizioni descritte da Hemingway. I turisti stranieri sono invece spesso accusati di partecipare impreparati o ubriachi, aumentando i rischi per tutti.

Il dibattito sulla corrida

La spettacolarizzazione della violenza sugli animali è oggetto di critiche crescenti, in Spagna e soprattutto all’estero. Gruppi animalisti organizzano ogni anno proteste contro l’encierro e contro le corride serali. Chi difende la pratica la considera una tradizione storica parte della cultura locale; chi la contesta la ritiene crudele e anacronistica.

Nonostante il dibattito, la festa non è mai stata realmente a rischio di soppressione. Le stesse critiche hanno investito retroattivamente la figura di Hemingway: a partire dagli anni Settanta lo scrittore è diventato una presenza divisiva, sia per i suoi atteggiamenti nei confronti delle donne sia per la centralità nella sua opera di pratiche come la caccia e la corrida. Quest’ultima è al centro di tre romanzi e di diversi racconti.

I luoghi di Hemingway a Pamplona

Molti dei locali frequentati dallo scrittore esistono ancora, in parte proprio grazie alla notorietà che la sua presenza garantì loro. Nella Plaza del Castillo, la piazza principale della città, sopravvivono il Café Iruña (con una scultura in bronzo a grandezza naturale occupa un angolo dedicato allo scrittore) e il Txoko, mentre hanno chiuso il Café Bar Torino, il Café Kutz e il Café Suizo. Davanti alla Plaza de Toros si trova una statua di granito da 8mila chili, accompagnata da uno striscione con una citazione dal romanzo: «A mezzogiorno di domenica 6 luglio, la festa è esplosa. Non c’è un altro modo per dirlo».

Al Gran Hotel La Perla la stanza 217 è ancora arredata come ai tempi di Hemingway. Si affaccia su calle Estafeta, uno dei tratti più celebri del percorso dell’encierro, e permetteva allo scrittore di osservare la corsa direttamente dal balcone. L’albergo ospita anche una suite dedicata con varie edizioni internazionali di Fiesta.

Hemingway e la Spagna

Hemingway frequentò la festa quasi ogni anno fino al 1931, alternando la Plaza de Toros alle giornate di pesca nei fiumi vicini. Poi mancò per ventidue anni. Aveva scritto articoli a favore della Repubblica e in Per chi suona la campana aveva raccontato la guerra civile spagnola dal punto di vista delle forze democratiche, il che rendeva difficile il rientro nella Spagna del dittatore fascista Francisco Franco. Solo dopo il ripristino dei rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Spagna, in chiave anticomunista, poté tornare: accadde nel 1953.

Nelle ultime visite era ormai egli stesso un’attrazione della festa: tutti volevano incontrarlo, fotografarlo, bere con lui. L’ultima partecipazione risale al 1959. Morì suicida nel luglio del 1961, pochi giorni prima della data per cui aveva prenotato nel suo albergo di Pamplona.

Fiesta aveva intanto contribuito a definire la cosiddetta “Generazione perduta”, quella di chi era diventato adulto durante la Prima guerra mondiale. Il protagonista è un giornalista statunitense; le vicende si muovono tra Francia e Spagna e coinvolgono un gruppo di espatriati, artisti e reduci che riempiono il proprio vuoto interiore tra bevute, amori impossibili e viaggi. Lo stile del romanzo avrebbe influenzato profondamente la letteratura statunitense.

Quando andare

La festa di San Fermín si tiene ogni anno dal 6 al 14 luglio. L’apertura ufficiale è il chupinazo, il razzo sparato a mezzogiorno del 6 luglio dal balcone del municipio, mentre gli encierros si corrono ogni mattina alle 8 dal 7 al 14. Gli alloggi in città si esauriscono con largo anticipo e i prezzi aumentano sensibilmente in quei giorni: chi non prenota con mesi di anticipo trova sistemazione nei paesi vicini o a Estella e Tudela.

Fuori dal periodo della festa, Pamplona resta visitabile con calma: il percorso dell’encierro si può ripercorrere a piedi seguendo le targhe sul selciato, dalla cuesta de Santo Domingo fino alla Plaza de Toros, e la cinta muraria rinascimentale che circonda il centro storico è tra le meglio conservate della Spagna.

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