Quasi un cittadino europeo su quattro pedala almeno una volta alla settimana. È uno dei dati emersi dal New Cycling Counts, il primo studio della Commissione europea che nel 2026 ha tracciato un quadro comparabile della ciclabilità nei Paesi dell’Ue: la rete del Vecchio Continente supera oggi i 900.000 chilometri tra piste e percorsi ciclabili, mentre i servizi di bike sharing sono presenti nella maggior parte delle quasi 300 città analizzate con almeno 150.000 abitanti.
Ma avere una pista ciclabile non significa necessariamente vivere in una città dove spostarsi in bicicletta è semplice. Contano la continuità dei percorsi, la sicurezza, la possibilità di combinare bici e trasporto pubblico, la disponibilità di parcheggi e servizi, ma anche il modo in cui le strade vengono progettate e condivise con gli altri utenti.
È in questo scenario che è arrivata la nuova classifica di Time Out dedicata alle città più bike friendly del mondo. La graduatoria 2026 non misura soltanto il numero di chilometri di piste ciclabili o gli investimenti pubblici, ma fotografa soprattutto la percezione di chi quelle città le vive ogni giorno: oltre 24.000 persone hanno risposto al sondaggio annuale della testata indicando quanto fosse facile muoversi in bicicletta nella propria città. Il risultato restituisce una geografia delle due ruote meno scontata del previsto, con Cambridge in testa e una top 20 che attraversa Europa, Asia, Nord America, Medio Oriente e America Latina. Per rendere il confronto internazionale più omogeneo, Time Out ha inserito una sola città per ciascun Paese.
Cambridge
A conquistare il primo posto è Cambridge, nel Regno Unito, dove l’83,2% degli intervistati giudica positiva o molto positiva la possibilità di spostarsi in bicicletta. Il risultato è legato a una combinazione di fattori: una città compatta e prevalentemente pianeggiante, un clima relativamente favorevole e una pianificazione urbana che negli anni ha dato spazio alle due ruote. Tra le infrastrutture citate da Time Out ci sono le cycle streets, strade pensate per favorire la circolazione delle biciclette, e un grande parcheggio multipiano per bici presso la stazione ferroviaria. Non sorprende quindi che circa un terzo degli spostamenti cittadini avvenga sulle due ruote.

Montréal
Al secondo posto c’è Montréal, con l’82,5% di giudizi positivi. Un dato interessante perché la città canadese deve fare i conti con inverni rigidi e un territorio non completamente pianeggiante. La risposta è stata una rete ciclabile molto estesa e una politica che punta a rendere la bicicletta utilizzabile anche nei mesi più freddi. La città dispone di oltre 1.000 chilometri di percorsi ciclabili e sta sviluppando l’Express Bike Network, una rete di piste protette destinata a raggiungere i 171 chilometri e progettata per essere mantenuta percorribile anche durante l’inverno. Nel 2023, inoltre, il sistema di bike sharing BIXI è stato utilizzato dal 25% dei residenti, secondo i dati riportati da Time Out.
Copenaghen
Il terzo posto va a Copenaghen, con il 79,2%. La capitale danese rappresenta uno dei casi più noti di integrazione della bicicletta nella mobilità quotidiana: secondo Visit Copenhagen, i residenti percorrono complessivamente circa 1,44 milioni di chilometri in bici ogni giorno. Oltre alla rete di piste dedicate, la città ha lavorato sulla sicurezza attraverso interventi che rallentano il traffico, dai limiti di velocità alla conformazione delle carreggiate. È un esempio di come la ciclabilità non dipenda soltanto dalla presenza di una corsia per le biciclette, ma dall’intero disegno dello spazio urbano.

Shanghai
Al quarto posto, con il 78%, compare Shanghai, una delle metropoli più grandi e trafficate della classifica. Qui la bicicletta convive con automobili e scooter elettrici, ma alcuni percorsi dedicati permettono di muoversi lontano dal traffico. È il caso della Pudong Riverside Greenway, un itinerario senza automobili lungo circa 24 chilometri sulle rive dell’Huangpu, che attraversa la città offrendo anche una prospettiva particolare sul suo skyline.
Vienna e Varsavia
La quinta posizione è occupata da Vienna, con il 77,7%. La capitale austriaca dispone di una rete ciclabile di circa 1.800 chilometri e di un sistema di bike sharing integrato con il trasporto pubblico, WienMobil Rad. Al sesto posto c’è invece Varsavia, che raggiunge il 76,6% grazie a circa 500 chilometri di percorsi ciclabili. Tra gli itinerari più interessanti c’è quello lungo la riva sinistra della Vistola, che consente di attraversare la città passando vicino ad alcuni dei suoi principali luoghi d’interesse.

Marrakech, Taipei e Stoccolma
La classifica prosegue con tre città molto diverse tra loro. Marrakech è settima, con il 75%: la medina non è certo il luogo più semplice da attraversare in bicicletta, ma nelle aree più moderne, come Gueliz, le strade più ampie e alcune piste dedicate rendono gli spostamenti più agevoli. Taipei, all’ottavo posto con il 74,5%, sfrutta invece soprattutto i percorsi lungo i fiumi e nei parchi, mentre Stoccolma, nona con il 73,7%, combina piste ciclabili, percorsi sul waterfront e aree verdi distribuite sulle sue numerose isole.
Siviglia
Al decimo posto si trova Siviglia, con il 72,3%. La città andalusa parte da una condizione geografica favorevole, essendo prevalentemente pianeggiante, ma ha costruito nel tempo una rete di circa 180 chilometri di piste ciclabili. I percorsi raggiungono anche alcune delle principali attrazioni turistiche, mentre il bike sharing SEVici e i semafori dedicati alle biciclette contribuiscono a rendere le due ruote parte integrante della mobilità urbana.
La top 20 delle città più bike friendly
Dopo Siviglia, la classifica di Time Out prosegue con:
11. Seoul (72,2%)
12. Medellín (71%)
13. Rotterdam (69,3%)
14. Helsinki(69,3%)
15. Abu Dhabi (69,2%)
16. Orlando (68,7%)
17. Francoforte (65,3%)
18. Lussemburgo (64,7%)
19. Lubiana (64,4%)
20. Brasilia (64,4%).
Il confronto con altri studi restituisce, però, una fotografia leggermente diversa. Nel 2025, per esempio, il Copenhagenize Index, che utilizza dati quantitativi, documenti sulle politiche urbane e interventi realizzati, aveva messo Utrecht al primo posto tra 30 città, seguita da Copenaghen e Gand. Le due classifiche non sono quindi direttamente sovrapponibili: Time Out misura soprattutto l’esperienza e la percezione degli abitanti, mentre il Copenhagenize Index valuta un insieme più ampio di indicatori relativi a infrastrutture, utilizzo, politiche e servizi.
Ed è proprio questa differenza a rendere interessante il confronto: non esiste un solo parametro per stabilire quanto una città sia realmente adatta alla bicicletta. La qualità delle infrastrutture, la sicurezza, i servizi e la frequenza con cui le persone scelgono di pedalare contribuiscono tutti a costruire un ambiente urbano più o meno favorevole alle due ruote. La classifica di Time Out aggiunge a questi indicatori un elemento più quotidiano: come viene percepita la città da chi la attraversa ogni giorno in bicicletta.