Oman: dalla valorizzazione dei siti archeologici ai nuovi alberghi, come il Sultanato punta sul turismo per crescere entro il 2040

Oman: dalla valorizzazione dei siti archeologici ai nuovi alberghi, come il Sultanato punta sul turismo per crescere entro il 2040

La recente prima visita ufficiale in Italia del ministro del Patrimonio culturale e del Turismo omanita rilancia la collaborazione tra i due Paesi.
Muscat, Oman

L’Oman guarda al nostro Paese per consolidare la propria presenza sul mercato europeo e rafforzare un’offerta turistica che affianca patrimonio storico, paesaggi naturali e ospitalità di alto livello. Al centro di questa strategia c’è anche la volontà di preservare l’identità culturale del Sultanato, mentre nuovi investimenti puntano a rendere più accessibili le diverse aree del Paese.

È in questo contesto che si è inserita la prima visita ufficiale in Italia di Sayyid Ibrahim bin Said Al Busaidi, ministro del Patrimonio culturale e del Turismo dell’Oman, che ha guidato una delegazione in una serie di incontri istituzionali e con gli operatori del settore tra Firenze e Roma. Un’occasione per fare il punto sulle relazioni bilaterali e sulle prospettive di sviluppo turistico, con particolare attenzione al mercato italiano.

Dall’archeologia alla promozione turistica, il dialogo con l’Italia

A Firenze, il confronto si è concentrato sulla collaborazione scientifica e culturale tra i due Paesi. Sono attualmente 12 le missioni di università italiane impegnate in Oman, dove conducono attività di scavo, ricerca e recupero di siti archeologici. Un contributo importante per approfondire la storia del Sultanato e favorire la conservazione e la valorizzazione del suo patrimonio.

A Roma, il ministro omanita ha incontrato il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Al centro dei colloqui, la possibilità di sviluppare progetti comuni per la tutela dei beni culturali e la promozione delle rispettive destinazioni, condividendo esperienze e competenze.

Il legame con l’Italia si riflette anche nell’evoluzione dei flussi turistici. Secondo i dati presentati dal ministro, i viaggiatori italiani diretti in Oman sono passati dai circa 7.000 del 2010 a oltre 80.000 nel 2025, facendo dell’Italia il terzo mercato europeo per arrivi nel Sultanato. Un risultato che, nelle parole di Al Busaidi, testimonia il consolidamento delle relazioni con gli operatori e i partner dell’industria turistica.

La Vision 2040 e gli investimenti per il turismo

Il turismo è destinato ad assumere un peso crescente nell’economia omanita. La strategia nazionale Vision 2040 punta ad aumentare il contributo del settore al prodotto interno lordo dall’attuale 2,9% a oltre il 3,5% entro il 2030, con l’obiettivo di superare il 5% entro il 2040. Tra le priorità figurano la creazione di occupazione qualificata per la popolazione locale e lo sviluppo di un modello capace di coniugare crescita economica, tutela dell’ambiente e salvaguardia delle tradizioni.

Il quadro per il 2026 resta legato anche all’evoluzione della situazione nell’area del Golfo, ma il Sultanato punta sulla solidità della domanda e sul rafforzamento dei collegamenti e dell’offerta ricettiva.

Il piano di sviluppo comprende 28 nuovi progetti alberghieri, per un totale di oltre 4.800 camere, e il potenziamento delle infrastrutture di trasporto. Tra gli interventi annunciati figurano nuovi aeroporti regionali in aree strategiche come Jabal Akhdar, l’isola di Masirah e Sohar, oltre a una funivia a Muttrah, nella capitale Muscat, prevista entro la fine del 2026.

Muscat, la costa e le nuove destinazioni da scoprire

Una parte significativa degli investimenti riguarda la riqualificazione urbana e costiera, con progetti che puntano a diversificare le esperienze offerte ai visitatori. A Muscat, il rinnovamento del lungomare di Muttrah sarà affiancato dalla nuova funivia, mentre sono previsti l’ampliamento del polo di lusso di Al Bustan e il completamento del complesso di Yiti.

L’attenzione si estende anche alle aree montane. Jabal Akhdar, destinazione d’altura nota per i suoi paesaggi e il clima più fresco rispetto alle zone desertiche, è stata designata Capitale del Golfo 2027 ed è interessata da interventi infrastrutturali. Il suo sviluppo rientra nella strategia di valorizzazione di un territorio che consente di affiancare al soggiorno balneare e alla visita della capitale esperienze legate alla natura e alle attività all’aria aperta.

Panorama all’alba nel deserto omanita

Dalle montagne al deserto, il richiamo degli eventi sportivi

Accanto al patrimonio culturale e alle nuove strutture ricettive, il calendario degli eventi internazionali è un altro strumento con cui il Sultanato intende ampliare la propria attrattività. L’obiettivo è valorizzare la varietà dei paesaggi omaniti attraverso manifestazioni che richiamano gli appassionati di sport outdoor e offrono occasioni per esplorare il territorio.

Tra gli appuntamenti annunciati tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 c’è l’attesissimo IRONMAN Muscat. Nel deserto di Sharqiya Sands si svolgerà invece la Oman Desert Marathon, mentre il Tour of Oman, gara ciclistica a tappe su strada, attraverserà i dintorni della capitale.

Raggiungibile dall’Italia con meno di sei ore di volo, con una differenza oraria di due o tre ore a seconda del periodo dell’anno, il Sultanato propone dunque un’esperienza che accosta fortezze antiche e souq tradizionali a resort di lusso, centri benessere e attività sportive. La sfida dei prossimi anni sarà far crescere questa offerta senza compromettere ciò che rende il Paese riconoscibile: il rapporto tra cultura, paesaggio e tradizioni.

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