Perché dovreste andare almeno una volta nella vita al Parco degli Arches

Perché dovreste andare almeno una volta nella vita al Parco degli Arches

Sentieri, panorami e consigli pratici per scoprire questo spettacolo nel cuore rosso dello Utah.
Il Parco Nazionale Arches di notte.
Il Parco Nazionale Arches di notte. Foto da Shutterstock

Il Parco Nazionale degli Arches è una di quelle tappe che non andrebbe inserita in un viaggio in America come una semplice deviazione. Situato nel sud-est dello Utah, a pochi chilometri dalla cittadina di Moab, si estende nel cuore del Colorado Plateau, il vasto altopiano che abbraccia Utah, Arizona, Nuovo Messico e Colorado e che custodisce alcuni dei paesaggi più spettacolari del Paese, oltre a nove parchi nazionali. La sua particolarità è semplice da enunciare ma difficile da immaginare prima di vederla: conserva la più alta concentrazione di archi di arenaria del pianeta, oltre 2mila, frutto di un lavoro geologico durato circa 65 milioni di anni.

Cosa rende il paesaggio degli Arches così riconoscibile

Il colore è la prima cosa che colpisce: tonalità ocra, rosso e arancio che cambiano con la luce e che danno al parco quell’aspetto quasi irreale di cui parlano spesso i viaggiatori. Gli archi non sono formazioni statiche: si modificano nel tempo, alcuni crollano, altri si formano. Dal 1970 a oggi, ad esempio, sono crollati 42 archi a causa dell’erosione. Il paesaggio che vedete è quindi una fotografia momentanea di un processo molto più lungo.

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La Balanced Rock. Foto da Shutterstock

Oltre agli archi, il parco offre pinnacoli, monoliti, scarpate e formazioni come la celebre Balanced Rock, un masso di oltre 16 metri appoggiato in equilibrio su un basamento di 22 metri. È un repertorio geologico straordinariamente ricco, che vale la pena osservare con calma, andando oltre il “collezionismo” dei soli archi più fotografati.

Le quattro zone principali del parco

Per orientarvi facilmente, conviene immaginare il parco come diviso in quattro sezioni, collegate dalla Arches Scenic Drive, la strada panoramica di 29 chilometri che attraversa il parco da sud a nord. La prima area che incontrerete è Courthouse Towers, l’unica grande zona priva di archi ma dominata da monoliti imponenti come The Organ, Tower of Babel, Sheep Rock e Three Gossips. È qui che si trova Park Avenue, un sentiero spettacolare che si snoda tra pareti rocciose verticali che ricordano i palazzi di una grande città moderna.

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Vista sui monoliti al tramonto. Foto da Shutterstock

Proseguendo, una deviazione vi porta nella Windows Section, raggiungibile dalla Windows Road. È una delle zone più “concentrate” del parco: in pochi chilometri trovate North Window, South Window, Turret Arch e Double Arch, tutti raggiungibili con brevi camminate. Una seconda deviazione, attraverso la Delicate Arch Road, conduce all’area del Delicate Arch, il simbolo del parco e dello Utah stesso. È l’arco che vedete sulle targhe (e nella cover di questo articolo), alto circa 18 metri e collocato in una posizione naturale di straordinaria scenografia. L’ultima area, alla fine della Scenic Drive, è Devils Garden, la zona più ricca di archi di tutto il parco, dove si trovano Landscape Arch, Tunnel Arch, Pine Tree Arch, Partition Arch, Navajo Arch, Private Arch e Double O Arch.

I sentieri da non perdere

La forza di questo posto sta anche nel fatto che molte attrazioni sono accessibili con camminate brevi e semplici, mentre chi cerca esperienze più impegnative trova sentieri capaci di tenerlo occupato per ore. Tra le passeggiate facili, The Windows Trail è una delle più appaganti: meno di due chilometri totali per vedere North Window, South Window e Turret Arch, con la possibilità di scendere brevemente dietro a North Window per godere di un panorama molto suggestivo. Subito di fronte parte il sentiero per Double Arch, ancora più breve, che porta sotto un maestoso arco a doppia volta.

Sempre a livello facile, il Landscape Arch Trail parte dal parcheggio di Devils Garden e conduce, in circa 2,6 chilometri tra andata e ritorno, davanti a uno degli archi di arenaria più lunghi al mondo, quasi 100 metri di apertura, sottile e fragilissimo. Salendo di livello, Park Avenue è un trail di circa 3 chilometri di moderata difficoltà, perfetto per chi vuole una camminata significativa fin dall’ingresso del parco.

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Vista su uno degli archi con il bosco sullo sfondo. Foto da Shutterstock

Il sentiero più popolare resta però il Delicate Arch Trail: 4,8 chilometri totali, 150 metri di dislivello, con una parte in salita su roccia liscia completamente esposta al sole. È un percorso impegnativo, soprattutto in estate, e richiede un’organizzazione attenta. Il consiglio è semplice: partire presto, possibilmente all’alba, sia per evitare il caldo sia per trovare parcheggio. Anche al tramonto è molto affascinante se volete evitare il caldo: il sole calante fa risaltare al massimo il colore dell’arenaria, le fotografie sono davvero mozzafiato, ma di contraltare potreste trovare molta folla.

Per chi ha meno tempo o meno energie, esiste un’alternativa: l’Upper Delicate Arch Viewpoint Trail, una breve passeggiata che permette di vedere il Delicate Arch da una distanza di circa 2 chilometri, con un’angolazione diversa da quella classica. Infine, c’è Devils Garden Trail nella sua versione completa fino al Double O Arch: 6,8 chilometri totali, impegnativi, con tratti in cui bisogna arrampicarsi sulla roccia. In cambio offre alcune delle viste più belle sull’insieme del parco e sulle La Sal Mountains in lontananza. Capitolo a parte merita Fiery Furnace: un labirinto naturale tra pareti di roccia, accessibile solo con guida ranger o con permesso specifico ottenibile al Visitor Center. È un’esperienza diversa rispetto al resto del parco, più intima e tecnicamente più impegnativa.

Quando andare e come gestire il clima

Il clima è desertico: estati molto calde, inverni rigidi, primavera e autunno decisamente più miti. I mesi migliori per visitarlo restano da aprile a maggio e da settembre a ottobre, quando le temperature sono ancora gestibili e i panorami particolarmente nitidi. In estate, da giugno ad agosto, il caldo può rendere faticosi i sentieri esposti.

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Lo spettacolo che si ammira durante una passeggiata. Foto da Shutterstock

In inverno, il parco resta aperto ma neve e ghiaccio possono rendere impraticabili alcune strade e sentieri. In compenso, l’affluenza diminuisce drasticamente e i paesaggi innevati offrono una versione del tutto inedita degli Arches. Se cercate tranquillità e siete pronti ad affrontare qualche limitazione logistica, è una stagione che vale la pena considerare.

Una visita completa richiede idealmente due giorni, sufficienti per esplorare le quattro zone principali e affrontare uno o due sentieri impegnativi. In un giorno intero, ben organizzato, riuscite comunque a vedere quasi tutto. Con mezza giornata potete concentrare la visita sulla Scenic Drive e su una camminata, possibilmente il Delicate Arch Trail al mattino presto.

Ingressi, prezzi e prenotazione

L’ingresso al parco costa 30 dollari per auto, 25 per moto ed è valido per sette giorni. È accettata anche la tessera dei parchi nazionali (America the Beautiful Pass), molto conveniente se prevedete di visitare più realtà nel vostro viaggio. Il parco è aperto tutto l’anno, 24 ore su 24. Il Visitor Center segue invece orari stagionali, indicativamente 7:30-18 nei mesi di alta stagione e 9-16 in inverno, con chiusura a Natale. Per gli orari aggiornati conviene sempre consultare il sito ufficiale del National Park Service. Un punto importante riguarda la prenotazione: nei periodi di maggiore affluenza, indicativamente da aprile a ottobre, è richiesto un permesso a tempo (timed entry) per accedere al parco nelle fasce orarie più frequentate. È una misura introdotta proprio per gestire l’aumento dei visitatori e va organizzata con anticipo.

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