Iași, la città che pochi visitano ma che vale il viaggio

Iași, la città che pochi visitano ma che vale il viaggio

Palazzi neogotici, monasteri secolari, teatri storici e università, fanno da cornice al principale centro culturale della Romania, ancora lontano dagli itinerari più frequentati.
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La vista del monumento simbolo della città Foto da Shutterstock

Quando si pensa a un viaggio in Romania, l’immaginario corre quasi sempre alla capitale Bucarest, all’affascinante Brașov o ai paesaggi della Transilvania legati al mito di Dracula. Eppure c’è una città che racconta un’altra storia del Paese e che continua a rimanere ai margini del turismo internazionale. Si tratta di Iași, il più importante centro culturale della regione della Moldavia romena, una destinazione di oltre 300 mila abitanti che, negli ultimi anni, ha consolidato il suo ruolo di polo universitario, artistico e creativo.

Situata nel nord-est del Paese, a poca distanza dal confine con la Repubblica di Moldavia, Iași è stata capitale del Principato di Moldavia per quasi tre secoli e, tra il 1916 e il 1918, anche della Romania durante la Prima guerra mondiale. Oggi conserva una forte identità storica e rappresenta una delle città europee più interessanti per chi cerca un viaggio lontano dalle mete più frequentate. Qui non troverete il turismo di massa. Troverete invece una città che si scopre a piedi, tra grandi viali alberati, palazzi monumentali, monasteri ortodossi e una vivace popolazione studentesca che ne scandisce il ritmo quotidiano.

Perché visitare Iași

Iași viene spesso definita la capitale culturale della Romania. La città ospita l’università più antica del Paese, cinque atenei pubblici e oltre 60 mila studenti. Qui si trovano anche il teatro nazionale più antico della Romania, una delle librerie storiche più importanti e un calendario fitto di eventi dedicati alla letteratura, al cinema e alla musica. È una città che riesce a mettere insieme il patrimonio storico e una dimensione contemporanea molto evidente. Da una parte ci sono i monasteri del Seicento e le architetture monumentali; dall’altra, caffè frequentati dagli studenti, spazi collettivi e quartieri moderni che convivono con il centro storico. Per questo motivo Iași funziona bene anche per un soggiorno breve di due o tre giorni, soprattutto come porta d’accesso al delta del Danubio e ai monasteri dipinti della Bucovina.

Il Palazzo della Cultura è il simbolo della città

Ogni itinerario parte dal Palazzo della Cultura, il monumento più riconoscibile di Iași. Costruito all’inizio del Novecento sul sito dell’antico Palazzo Reale, è un edificio neogotico che domina il centro cittadino con la sua torre dell’orologio e una facciata che ricorda alcuni grandi palazzi mitteleuropei.

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Il palazzo della cultura. Foto da Shutterstock

Al suo interno trovano spazio quasi 300 ambienti distribuiti su oltre 35 mila metri quadrati. Oggi il complesso ospita quattro istituzioni museali: il Museo d’Arte, il Museo di Storia della Moldavia, il Museo Etnografico e il Museo della Scienza e della Tecnologia. La torre dell’orologio resta uno degli elementi più caratteristici. Il quadrante, del diametro di oltre tre metri, è suddiviso in dodici sezioni che rappresentano i segni zodiacali. Intorno al palazzo si sviluppa anche il moderno complesso Palas, uno spazio urbano che unisce giardini, aree verdi, ristoranti e luoghi d’incontro molto frequentati dai residenti.

Il Teatro Nazionale racconta la storia culturale della Romania

Il Teatro Nazionale Vasile Alecsandri è un altro luogo imprescindibile. È il più antico della Romania e uno dei più prestigiosi dell’Europa orientale. La struttura originaria risale al 1840, ma fu quasi completamente ricostruita alla fine dell’Ottocento dopo un incendio. Oggi può ospitare oltre 1.200 spettatori e colpisce per il contrasto tra la facciata neoclassica e gli interni decorati in stile barocco e rococò.

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L’esterno del teatro. Foto da Shutterstock

Il grande lampadario centrale, realizzato con oltre cento elementi in cristallo veneziano, è uno dei dettagli più famosi dell’edificio. Anche senza assistere a uno spettacolo, vale la pena entrare per comprendere il ruolo che la città ha avuto nella costruzione dell’identità culturale romena.

I monasteri sono il volto spirituale di Iași

Una parte fondamentale del viaggio riguarda i suoi monasteri, che raccontano il profondo legame tra Iași e la tradizione ortodossa. Il monastero di Trei Ierarhi, costruito nel XVII secolo, è uno dei più straordinari dal punto di vista architettonico. Le sue facciate sono interamente decorate in pietra scolpita e uniscono influenze gotiche, rinascimentali, armene, persiane e ottomane.

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Il parco che circonda il monastero Frumaosa. Foto da Shutterstock

Accanto alla chiesa si trova una sala gotica che ospita un piccolo museo di arte religiosa. Qui sorse anche una delle prime istituzioni di istruzione superiore della Moldavia. Poco distante si trova il monastero Frumoasa, il cui nome significa letteralmente “bellissimo“. Il complesso attuale è frutto di numerosi interventi successivi e presenta un’impronta neoclassica. Oltre alla chiesa di San Voievozi, comprende la torre campanaria, il mausoleo di Grigore Sturdza e gli edifici che un tempo ospitavano la vita monastica.

Il Parco Copou è il luogo che racconta l’anima letteraria della città

Per capire davvero Iași bisogna allontanarsi per qualche ora dai monumenti e raggiungere il Parco Copou, il parco pubblico più antico della Romania.

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Il famoso albero di 500 anni. Foto da Shutterstock

Creato nel 1834, si estende per circa dieci ettari e rappresenta uno dei luoghi più amati dagli abitanti. Qui si trova l’Obelisco dei Leoni, dedicato al Regulamentul Organic, il primo testo normativo che regolò l’organizzazione politica e amministrativa della Romania moderna. Ma l’elemento più celebre è il Tiglio di Eminescu, un esemplare di Tilia tomentosa che avrebbe circa 500 anni. Secondo la tradizione, sotto la sua chioma il poeta nazionale Mihai Eminescu scrisse alcune delle sue opere più importanti.

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