Un rifugio di design sulla costa incontaminata di Mykonos: The Wild Hotel by Interni 

Un rifugio di design sulla costa incontaminata di Mykonos: The Wild Hotel by Interni 

Cosa resta addosso dell’isola greca, quando la spogli del suo abito da festa.
THE WILD HOTEL Photo @ Salva Lopez

La pietra calda scivolava sulla schiena come un ciottolo levigato dal mare, liscio e piatto, con un movimento lento e profondo che distendeva e risanava la pelle. Jane, la terapeuta, alternava il calore delle pietre bollenti a panni tiepidi imbevuti di olio alla lavanda. In cabina la luce era bassa, l’aria profumava di Mediterraneo, e la melodia Nature Sound Healing di Chantress Seba — un canto morbido, che avanza e si ritira come un’onda — permeava lo spazio.

Quando ho aperto la porticina della cabina e sono uscita all’esterno, la golden hour di Mykonos accendeva la pietra grezza del resort, porosa e color miele. Il The Wild Hotel by Interni si dispiegava nella sua architettura essenziale: volumi bassi in pietra e intonaco chiaro, curve organiche che seguono la scogliera, scale che scendono verso il mare tra la vegetazione lussureggiante. 

Un albergo selvaggio a picco sull’Egeo

THE WILD HOTEL Photo @Yiorgos Kaplanidis

The Wild Hotel by Interni sorge su una scogliera sopra la spiaggia di Kalafatis, affacciato su una piccola baia riparata che un tempo ospitava i pescatori di Mykonos chiamati “i Selvaggi”. Un’insenatura tranquilla, protetta dal vento, con l’acqua che cambia colore durante il giorno: turchese al mattino, blu profondo nel pomeriggio, argento al tramonto.

Il resort è costruito secondo l’architettura cicladica, con materiali locali e un uso della pietra che dialoga con il paesaggio. Le 39 camere, suite e ville sono disposte ad anfiteatro, tutte rivolte verso il mare. Gli interni sono volutamente sobri: arredi essenziali, tessuti naturali, pareti chiare che riflettono la luce.

La Wild Spa, nascosta ai margini del resort, ruota attorno a una piscina idroterapica incastonata in una grotta naturale, con l’acqua che scende da una cascata scavata nella roccia. Uno spazio raccolto, quasi segreto, che amplifica la sensazione di trovarsi lontane da tutto.

Il calore della famiglia  

MEZÉ Photo @Mikel Ponce

La struttura alberghiera nasce dall’universo Interni Group, fondato dalla famiglia Varveris, che da oltre cinquant’anni plasma il design greco con un’estetica personale, emotiva, legata ai materiali e alla luce.  

Alex e Philip Varveris sono cresciuti respirando architettura, artigianato e cultura visiva. La loro idea di ospitalità è costruita su dettagli che parlano del luogo, su materiali che hanno una storia, su un modo di abitare che non separa mai interno ed esterno. Ne deriva un hotel che lascia spazio all’isola, alla vegetazione, agli elementi e alle forze della natura. La sensazione è quella di un calore continuo, avvolgente, che rimane sulla pelle: l’area benessere, le superfici che trattengono la luce, il vento che soffia dalla baia, i piatti del ristorante che arrivano fumanti.

Tra artigianato popolare e ceramiche di Creta

Negli interni, il calore non è più quello delle pietre o del sole, ma quello dei materiali. Toni sabbia, terracotta, miele. Pavimenti artigianali, piastrelle pregiate, legno chiaro, lino, cotone. Oggetti materici nella tonalità della terra: cestini intrecciati, lampade fatte a mano, ceramiche di Creta.

Il design fonde artigianato popolare greco e gusto contemporaneo, con l’intervento del marchio di moda RIANNA + NINA, che porta stampe vivaci e tessuti colorati nei lettini, nei cuscini, nelle apparecchiature della Taverna. Piatti, ciotole e pezzi da portata sono realizzati al tornio e dipinti a mano, reinterpretando motivi tradizionali. Le candele profumate, infuse con rosmarino e timo selvatico, restituiscono l’odore delle sere cicladiche. Ogni dettaglio concorre a plasmare un’atmosfera accogliente e rassicurante: un calore visivo che accompagna durante tutta la permanenza.

Mediterraneo olio su tela

TAVERNA Photo @Mikel Ponce

Soffiava il vento freddo della sera quando ho assaggiato la feta “Bougiourdi”. Servita ancora rovente, in un coccio caldo, e aperta al tavolo dai camerieri. Il pomodoro che sfrigolava, l’olio bollente che si mescolava al formaggio e lo trasformava in una crema densa, profumata, dal richiamo irresistibile. Al Mezé, il nuovo ristorante dell’hotel affacciato sulla baia, la cucina punta sulla convivialità: piatti da condividere, passare, assaggiare insieme. È un modo di mangiare che appartiene alla Grecia autentica di ieri e di oggi, quella dei raduni familiari, delle lunghe conversazioni tra un piatto e l’altro, delle bevute fino a tardi.

Da non perdere il manzo a bassa temperatura con fasolada, il filetto di branzino al limone, i dolmadaika tiepidi — foglie di vite che avvolgono riso ed erbe, con olio e limone. Piatti semplici, che si scambiano come confidenze tra vecchi amici, che lavorano sui condimenti, sulle consistenze, sulla generosità dei sapori. Tutto è di stagione e arriva dall’Egeo: materie prime locali, frammenti d’isola che all’assaggio lasciano una traccia impalpabile. Come il sale dopo un tuffo, a fior di pelle.

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