Speciale Identità Golose 2026: autenticità e legame con il territorio al centro delle nuove sfide dell’hôtellerie

Speciale Identità Golose 2026: autenticità e legame con il territorio al centro delle nuove sfide dell’hôtellerie

La seconda giornata del congresso milanese ha esplorato il futuro dell’ospitalità, con uno sguardo alle nuove generazioni e all’evoluzione del lusso alberghiero.
Da sinistra Gianvito Mangano, Biagio Spagnuolo, Elisabetta Canoro, Giovanni Torre Avallone e Francesco Monti
Da sinistra Gianvito Mangano, Biagio Spagnuolo, Elisabetta Canoro, Giovanni Torre Avallone e Francesco Monti

Non solo talk e masterclass con chef, pasticcieri e pizzaioli: la ventunesima edizione di Identità Golose va ben oltre la cucina. Forte del successo dello scorso anno, torna protagonista negli spazi dell’Allianz MiCo North Wing il Pavillion Hospitality, confermando la centralità del dialogo tra gastronomia e ospitalità di alta gamma.

Il tema di quest’anno “Identità Future: la libertà di pensare” invita a riflettere sul valore della libertà, intesa come strumento per mettere in discussione i modelli consolidati ed esplorare nuove prospettive in un contesto internazionale complesso, segnato da incertezze, sfide e opportunità. La seconda giornata del congresso ha dato voce alle nuove generazioni di albergatori e analizzato le frontiere delle nuove aperture, con uno sguardo al futuro dell’accoglienza. Anche quest’anno Travel + Leisure Italia e Food & Wine Italia partecipano al congresso in qualità di media partner con un corner dedicato e i panel “La ristorazione come volano del business alberghiero” e “Wine Tourism” moderati all’interno dello Spazio Arena dal direttore responsabile Federico De Cesare Viola.

Da proprietari a custodi: le nuove generazioni stanno riscrivendo il concetto di lusso

Essere alla guida di un hotel oggi non significa solo puntare sul potenziamento di spazi e servizi bensì assumersi la responsabilità di preservare ciò che esiste cercando di adattare l’offerta alle preferenze di un mercato che premia sempre più il valore esperienziale: si assiste dunque a un passaggio da una concezione quantitativa del lusso a una visione qualitativa. È quanto è emerso durante il talk “Radici profonde, sguardi inediti: la nuova generazione dell’hôtellerie italiana” che ha visto protagonisti i nuovi interpreti dell’ospitalità italiana, ovvero Biagio Spagnuolo (general manager del Sant’Angelo, Matera e Sant’Angelo, Ostuni e ceo del Gruppo Bema); Francesco Monti (co-owner Hotel Mediterraneo, Sorrento); Gianvito Mangano (owner Canne Bianche Lifestyle Hotel) e Giovanni Torre Avallone (maître de maison e chief experience officer del Grand Hotel Parker’s di Napoli).

Gli hotel indipendenti, liberi dalle logiche della standardizzazione, si distinguono per la capacità di offrire soggiorni autentici, fondati sul dialogo e sull’empatia, sia con l’ospite sia con il personale. Nonostante l’indiscusso valore dell’innovazione e degli strumenti digitali emerge una visione condivisa: la tecnologia non può sostituire il valore umano. «Oggi la sfida è tornare a quello che si faceva prima», afferma Spagnuolo che invita a privilegiare una telefonata rispetto a un messaggio WhatsApp, perché la voce crea fiducia, prossimità. Aprirsi all’ascolto è, per Monti, una delle sfide della leadership contemporanea: «Il manager deve essere un portatore sano di entusiasmo, capace di trasmettere energia e motivazione al team affinché questa arrivi agli ospiti».

Accanto alla dimensione relazionale, emerge un altro tratto distintivo dell’hôtellerie indipendente: il legame con il territorio e la responsabilità di custodirne l’identità. Una visione che, secondo Giovanni Torre Avallone, fa degli albergatori i custodi di un patrimonio da preservare e tramandare. Questo approccio si traduce nel rispetto delle cosiddette “5 C” — calma, carattere, cucina, charme e cortesia — elementi che permettono di accogliere le esigenze dei clienti e rinnovarsi in chiave costruttiva. Una visione condivisa anche da Spagnuolo. Richiamando l’esperienza di Matera, sottolinea come l’investimento nel territorio abbia contribuito a trasformare la città in una destinazione di rilevanza internazionale. Lo stesso principio guida oggi il Sant’Angelo – Il Palazzo, la nuova realtà pugliese della famiglia Ruscigno che, seppure in un contesto diverso, interpreta l’ospitalità come uno strumento di valorizzazione dell’identità locale.

Da Venezia a Cortina passando per Roma: le novità dell’ospitalità di alta gamma italiana

Il presente e il futuro tornano al centro del dibattito con il talk “Nuove aperture, nuove leadership: i GM raccontano le nuove geografie del lusso tra Venezia e Cortina”, che ha visto la partecipazione di Étienne Petitpez (general manager Airelles Palladio, Venezia); Claudio Ceccherelli (director of operations Le Graal); Christian Zandonella (general manager Danieli, A Four Seasons Hotel, Venezia) e Bartolomeo Fusco (general manager Orient Express, Venezia) i quali hanno raccontato alcune delle novità introdotte dai grandi player internazionali dell’hôtellerie di lusso. Oltre agli eventi trainanti che hanno reso Roma, con il Giubileo, e Cortina con i Giochi olimpici invernali, due palcoscenici particolarmente attrattivi, il 2026 sembra segnare la centralità di Venezia, definita da Claudio Ceccherelli «una città di grande appeal internazionale, da riscoprire», grazie alla combinazione di patrimonio storico e nuove opportunità di sviluppo.

In questo contesto si inserisce il crescente interesse dei grandi gruppi per il recupero e la valorizzazione di dimore storiche, trasformate in nuove destinazioni dell’ospitalità di lusso. Riapre sotto rinnovate vesti, in collaborazione con il Gruppo Statuto, il Danieli sotto il marchio Four Seasons la struttura, composta da tre edifici Palazzo Dandolo (XIV secolo), Palazzo Casa Nuova (XIX secolo) e Palazzo Danieli Excelsior (inaugurato nel 1950), è stata sottoposta a un ampio progetto di ristrutturazione firmato dal designer Pierre-Yves Rochon.

Cuore dell’offerta gastronomica, la Terrazza Danieli, con una cucina italiana profondamente legata al territorio lagunare. «L’occhio è sempre rivolto al mare», spiega Christian Zandonella sottolineando la collaborazione con pescatori locali e un’attenta ricerca della materia prima. Nel sestiere autentico di Cannaregio, invece, Orient Express Venezia ha trovato casa a Palazzo Donà Giovannelli, capolavoro architettonico del XV secolo riportato a nuova vita da Arsenale Group. Nella storica Orangerie prende forma l’offerta gastronomica firmata da Heinz Beck, con un ristorante di fine dining da venti coperti che reinterpreta la cucina locale attraverso un menu ispirato alla laguna e ai prodotti del territorio.

A conferma del forte richiamo esercitato dall’Italia a livello internazionale, Airelles – brand francese dell’ospitalità di lusso – che ha scelto l’Isola della Giudecca per l’apertura del Palladio Venice. Tra i punti di forza, una serie di outlet dedicati al food & beverage, affidati a firme di primo piano come Nobu Matsuhisa, Jean-Georges Vongerichten, Norbert Niederkofler e Cédric Grolet. «La novità più attesa – annuncia Étienne Petitpez – arriverà però il primo ottobre con l’apertura dell’Elton’s Club, realizzato in collaborazione con Elton John e David Furnish». Uno spazio esclusivo ispirato all’universo creativo dell’artista e al suo rapporto con la città lagunare.

Le Graal, una novità sul mercato nazionale, ha messo a segno un tris di aperture accomunate dalla valorizzazione di location storiche di grande fascino. A Cortina il gruppo ha rilevato lo storico Hotel Italia, un palazzo degli anni Venti, dove l’offerta food guidata dallo chef Giovanni Guarneri, costruisce un ponte gastronomico tra Sicilia e Dolomiti.

Anche Roma – protagonista del dibattito dello scorso anno firmato Travel + Leisure Italia sull’hôtellerie di lusso – continua ad attrarre nuovi investimenti accogliendo Le Graal Private Club, uno spazio riservato ai soli soci all’interno di Palazzo Medici Clarelli, in via Giulia, dove la proposta gastronomica punta alla convivialità e alla condivisione con un ristorante fine dining e un secondo outlet dalla vocazione internazionale. A completare il percorso sarà, nella primavera del 2028, l’apertura di un relais & spa a Desenzano del Garda, all’interno di Villa La Tassinara, storica dimora di impianto palladiano. Un fil rouge lega i progetti: la volontà di creare luoghi capaci di generare un’ospitalità fatta di legami ed esperienze che lasciano il segno.

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