Alle Hawaii si celebrano i 125 anni della “First Lady di Waikiki”: lo storico Moana Surfrider

Alle Hawaii si celebrano i 125 anni della “First Lady di Waikiki”: lo storico Moana Surfrider

Il lusso più grande non è semplicemente soggiornare in un posto bellissimo ma farlo in un posto che non potrebbe mai esistere in nessun altro luogo.
Credit: Moana Surfrider

Il primo segno che ti fa capire di essere arrivato alle Hawaii non sono le palme ondeggianti o le acque turchesi di Waikiki. È la colorata ghirlanda di fiori che ti viene delicatamente messa al collo mentre varchi la soglia del Moana Surfrider, A Westin Resort & Spa. Un gesto semplice, forse, ma capace di cambiare all’istante il tuo stato d’animo. In quel momento, con il profumo dei fiori freschi nell’aria e il Pacifico che luccica oltre la hall, pensi: sono alle Hawaii.

Molto prima che Waikiki diventasse una delle spiagge più famose al mondo, prima delle boutique di lusso, delle scuole di surf e dei resort sul lungomare, c’era il Moana. Inaugurato nel 1901, l’hotel non si è limitato a essere testimone della storia di Waikiki, ma ha contribuito a scriverla. Oggi, affettuosamente conosciuto come la “First Lady di Waikiki”, celebra il suo 125° anniversario con un’attenta ristrutturazione che onora il suo straordinario passato, proiettandolo al contempo in una nuova era.

Credit: Moana Surfrider

Varcando il suo maestoso ingresso, si ha la netta sensazione di ripercorrere le orme della storia. Nel corso dei decenni, personaggi del calibro di Amelia Earhart, Marilyn Monroe, Shirley Temple e l’icona del surf hawaiano Duke Kahanamoku hanno varcato le sue porte, ognuno aggiungendo un nuovo capitolo alla straordinaria storia del Moana.

Le camere rinnovate trovano un perfetto equilibrio tra tradizione e modernità. Ispirate all’eleganza rilassata di una casa sulla spiaggia hawaiana, sono luminose e ariose, caratterizzate da legni naturali, morbidi tessuti in vimini intrecciato e una palette di colori rilassante che richiama la sabbia e il mare. È un design contemporaneo che non oscura mai il carattere dell’edificio, ma che ne esalta il lusso più grande: il suo senso di appartenenza al luogo. Perché la vera magia del Moana non risiede nelle sue sistemazioni ma vive nei rituali che si svolgono qui da oltre un secolo.

Quella ghirlanda di fiori che ti viene messa al collo all’arrivo. La giornata che si dispiega sull’ampia veranda anteriore, dove file di sedie a dondolo in legno invitano gli ospiti a rallentare. Alcuni arrivano con un caffè mattutino, altri si intrattengono con un cocktail pomeridiano, ma quasi tutti finiscono per assistere allo spettacolo che si svolge a Waikiki davanti ai loro occhi: i surfisti cavalcano le onde, le famiglie passeggiano lungo Kalākaua Avenue e la vita isolana appena oltre la balaustra.

Credit: Moana Surfrider

La storia qui si rivela nei dettagli più piccoli. Fotografie in bianco e nero e immagini d’archivio a grandezza naturale di surfisti adornano gli spazi comuni, celebrando sia il passato dell’hotel sia il legame duraturo delle Hawaii con l’oceano. Non sembrano mai reperti da museo, ma delicati promemoria del fatto che generazioni di viaggiatori si sono innamorate di questo luogo.

Al centro di tutto si erge il magnifico albero di banyan. Piantato nel 1904, appena tre anni dopo l’apertura della struttura, è diventato un simbolo del Moana tanto quanto l’edificio stesso, con la sua chioma rigogliosa che ha assistito a un susseguirsi di celebrazioni e pomeriggi più tranquilli.

Come molti dei grandi alberghi sul lungomare di Waikiki, il Moana è costantemente animato da un viavai di persone. Gli invitati ai matrimoni si riuniscono sotto il baniano, le coppie si scambiano le promesse nella cappella dell’hotel e i commensali affollano le terrazze affacciate sull’oceano. È probabile che durante il vostro soggiorno vedrete una o due spose. Al calar della sera, melodie di pianoforte si diffondono dal bar della hall, accompagnate dal tintinnio dei bicchieri, dalle risate e dal suono degli ospiti che ballano, a ricordare che questo è sempre stato un luogo di festa.

Eppure, in mezzo al trambusto, sono i momenti più tranquilli che vi riportano all’anima di questo indirizzo storico: lo scricchiolio di una sedia a dondolo, il profumo di una ghirlanda fresca (lei, in hawaiano), l’ombra di alberi secolari e il suono infinito delle onde che si infrangono sulla spiaggia di Waikiki. L’Oceano Pacifico non è mai solo un panorama, diventa la colonna sonora del vostro soggiorno. Addormentarsi e svegliarsi con il suono delle onde che si infrangono sulla riva è uno di quei piccoli lussi che rimangono impressi a lungo dopo il ritorno a casa.

Credit: Moana Surfrider

La celebrazione della storia del Moana continua a tavola. Al Beachhouse del Moana, uno speciale menu per il 125° anniversario ripropone alcuni dei piatti iconici della struttura, tra cui un filetto mignon cucinato alla perfezione abbinato a una squisita coda di aragosta. Questo degno tributo all’epoca d’oro della ristorazione nei grandi hotel viene servito a pochi metri da una delle spiagge più famose al mondo. Anche le mattine iniziano con grazia. La colazione combina l’abbondanza di un buffet tradizionale con tocchi à la carte ricercati come pancake e waffle preparati al momento, prima che un’altra giornata abbia inizio in riva al mare.

Ci sono resort più grandiosi alle Hawaii. Ce ne sono certamente di più recenti. Ma pochi possiedono la tranquilla sicurezza del Moana Surfrider. Più che un hotel splendidamente restaurato, rimane un pezzo iconico di Waikiki: un luogo dove la storia non è solo conservata dietro una teca di vetro, ma vissuta ogni giorno. Forse questo è il suo più grande successo perché non è semplicemente diventato parte di Waikiki ma ha contribuito a plasmarla.

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