Croazia, il ritmo lento dell’Adriatico

Croazia, il ritmo lento dell’Adriatico

Dalle dolci conserve di fichi al patrimonio storico di Zara fino alle scogliere verticali delle Kornati: il territorio si svela come un mosaico di tessere sensoriali.
Dugi Otok, Croazia
Dugi Otok. Foto di Ilija Ascic/Shutterstock

Quante cose si possono fare in un’ora? Il tempo di attraversare la città da una parte all’altra è lo stesso che separa l’Italia dalla Croazia (in aereo), una destinazione sorprendentemente vicina, capace di riportarmi ai ricordi d’infanzia quando con la mia famiglia trascorrevo le estati a caccia di calette nascoste, intime taverne e passeggiate culturali. Negli anni sono tornata a farle visita e, questa volta, è stata l’occasione perfetta per ritrovare quel mix di relax, natura e storia che la rende una meta sempre affascinante. Il viaggio è volato: il tempo di qualche chiacchiera e mi ritrovo sulla costa dalmata. In circa una mezz’ora di auto raggiungo Petrčane dove si trova il Falkensteiner Resort Punta Skala, una delle proprietà del gruppo Falkensteiner Hotels & Residences, ovvero la mia base per una tre giorni di scoperta.

Falkensteiner Resort Punta Skala tra relax, sport e divertimento

La struttura occupa un’intera penisola privata con 1,4 km di costa e, una volta varcato il cancello d’ingresso, si entra in un vero e proprio microcosmo dove lo sguardo vaga curioso tra piante curatissime e una pluralità di edifici al cui interno si celano indirizzi dell’ospitalità, ristoranti, aree benessere, impianti sportivi e spazi dedicati agli eventi. Il tutto raccolto in un’unica grande proprietà di circa 85 ettari. L’offerta del Falkensteiner Resort Punta Skala è pensata per soddisfare le esigenze di ogni tipologia di cliente: la mia scelta è ricaduta sull’Hotel & Spa Iadera, la soluzione ideale per una vacanza incentrata su pace, tranquillità e benessere. Una struttura cinque stelle, caratterizzata da ampie superfici vetrate, il cui progetto architettonico porta la firma di Boris Podrecca, mentre gli spazi interni sono curati da Matteo Thun: ogni elemento è pensato per offrire un’esperienza immersiva nel paesaggio dell’Adriatico.

Falkyland

Basta però spostarsi di qualche minuto per ritrovarsi in un’atmosfera completamente diversa: il Family Hotel Diadora, come lascia intendere il nome, è un vero paradiso a misura di famiglia con 1.200 metri quadrati di aree gioco, un parco acquatico, una spa dedicata ai più piccoli, una parete d’arrampicata e persino uno Science Camp dove imparare divertendosi. E per i più golosi c’è Candyland ovvero la stanza delle golosità: un regno colorato che tra caramelle e marshmallow sembra uscito dalla fiaba di Hänsel e Gretel.

Se si preferisce vivere la vacanza con una maggiore libertà, ci sono i Residences Senia, eleganti appartamenti con vista mare, mentre il massimo dell’esclusività è rappresentato dalle Falkensteiner Luxury Villas Punta Skala, cinque ville immerse nella vegetazione mediterranea con piscina riservata, area barbecue e un servizio di assistenza dedicato capace di soddisfare qualsiasi esigenza. Una delle cose che ho apprezzato di più è che, indipendentemente dalla struttura in cui si soggiorna, si può accedere ai servizi comuni dell’intero resort.

Per continuare a offrire un’esperienza in linea con le nuove tendenze dell’ospitalità, il Falkensteiner Resort Punta Skala si prepara a un significativo restyling: dall’ottobre 2027 l’intero complesso rimarrà chiuso fino a Pasqua per una completa ristrutturazione che interesserà interni ed esterni, dalla lobby ai ristoranti, dalle camere ai balconi fino alla facciata. Il piano di sviluppo guarda anche al futuro: entro il 2030 è prevista la realizzazione di un acquapark nell’area adiacente al Diadora, aperto sia agli ospiti del resort sia al pubblico esterno.

Una volta disfatta la valigia, c’è solo l’imbarazzo della scelta. La mia giornata inizia in spiaggia: indosso il costume, prendo la crema solare e in un attimo sono già a riva. Niente sabbia ma piccoli ciottoli e un’acqua talmente cristallina da rendere quasi impossibile resistere al richiamo di un tuffo. Anche se la temperatura non è propriamente tropicale, non ha prezzo immergersi e trovarsi alle spalle il profilo del Velebit, massiccio montuoso dichiarato Riserva mondiale della biosfera Unesco nel 1978. Una dimensione pacata che, in passato, era il punto di riferimento per i naturisti.

Nel pomeriggio mi sposto nell’Acquapura Spa, un’oasi wellness di oltre 7mila metri quadrati dove mi rilasso facendo la spola tra le piscine di acqua salata interne ed esterne per poi abbandonarmi al tocco magico della terapista con un trattamento realizzato con estratti marini e botaniche mediterranee dall’effetto rinvigorente. Curiosando, noto che c’è anche un altro accesso: si tratta della Black Spa, l’area naturista – sia indoor che outdoor – che segue la cultura del benessere altoatesina (da non dimenticare l’origine del gruppo). Qui, infatti, si entra senza costume o coperti da un asciugamano in un contesto di totale discrezione.

L’ozio è una possibilità, ma non sempre rappresenta la scelta più allettante. Passando davanti al Fortis Club, anche i più pigri potrebbero essere tentati: l’Health Club, un moderno centro fitness di 800 metri quadrati, propone corsi di yoga, pilates, boot camp e allenamenti HIIT, con il mare a fare da scenografia e da stimolo. Per chi preferisce stare all’aria aperta, le possibilità non mancano: campi da tennis, padel e beach volley, ma anche attività come sup e kayak invitano a tenersi attivi. Quando sale la sete di competizione, si può passare alla Fun & Gaming Zone per sfidarsi tra bowling, biliardo, freccette e tante altre attività di intrattenimento. La sensazione che ho è che qui, anche volendo, è difficile annoiarsi.

Ristorante la Bracera

Il movimento, inevitabilmente, stuzzica l’appetito: non resta che scegliere tra i 14 outlet gastronomici, con un’offerta che spazia dalle specialità locali ai sapori internazionali. Per un light lunch, la Spa Bistro propone bevande rinfrescanti e piatti leggeri mentre lungo la spiaggia si raggiungono i ristoranti stagionali dedicati alla cucina di mare e di terra.

La Steak House Planika

Alla Bracera il pescato dell’Adriatico è protagonista mentre la Steak House Planika propone piatti regionali alla griglia come i ćevapčići, serviti con il tradizionale pane lepinja, cipolla e ajvar, una salsa ai peperoni, oppure la pljeskavica, hamburger di manzo locale farcito con kajmak e pancetta da accompagnare con la tipica patata al cartoccio alla dalmata, arricchita con Skuta dell’isola di Pag, panna acida, rosmarino ed erbe aromatiche fresche. E per i nostalgici di casa, il menu include anche una selezione a base di pasta e pizza. Uno dei sapori più piacevoli, però, è legato alla colazione servita al Jadran Restaurant dove assaggiare i fichi della Dalmazia che, spalmati su una fetta di pane ancora caldo, rendono più dolce il risveglio.

Alla scoperta di Zara

La città vecchia di Zara. Foto di Mazur Travel/Shutterstock

Il Falkensteiner Resort Punta Skala rappresenta un ottimo punto di partenza per muoversi alla scoperta del territorio: da non perdere la città di Nin (Nona), dove si possono vedere la fabbrica di sale e le sue piscine o ancora, per gli amanti delle avventure en plein air ci sono le cascate di Krka, il monte Paklenica e i Laghi di Plitvice. Tappa imperdibile è Zara, a soli dieci chilometri dal resort, una città che conquista con il suo centro storico interamente pedonalizzato caratterizzato da un intreccio di vicoli, piazze e palazzi che custodiscono oltre tremila anni di storia.

Un patrimonio culturale straordinario che dal Foro Romano alla chiesa di San Donato, dalla Cattedrale di Sant’Anastasia alla Piazza dei Cinque Pozzi, fino alle mura veneziane (riconosciute Patrimonio Unesco), invita a compiere, passo dopo passo, un viaggio attraverso epoche e stili diversi. Vale la pena prevedere una sosta al vivace mercato cittadino per acquistare i prodotti più genuini della terra e, per un’altra memorabile esperienza enogastronomica, basta attraversare la strada per addentrarsi nel Wine Garden.

Un localino ricavato nel cortile dell’antica chiesa di San Rocco, dove accomodarsi tra le sue botti trasformate in sedute per degustare i vini della regione e il celebre liquore Maraschino, prodotto con l’antica ciliegia autoctona Maraška che cresce soprattutto nella regione di Ravni Kotari. Un liquore delicato, con un perfetto equilibrio tra note alcoliche, dolcezza e freschezza. Hanno tutt’altro sapore le proposte della bottega del caseificio Gligora dove, accanto al tipico Paški sir, trovano spazio specialità più curiose come il formaggio alla lavanda.

Organo marino. Foto di trabantos/Shutterstock

La passeggiata prosegue poi sul lungomare, imperdibile al tramonto, che Alfred Hitchcock definì «il più bello del mondo». Qui si trovano le due installazioni moderne più rappresentative della città, entrambe firmate dall’architetto croato Nikola Bašić: il Saluto al Sole, che trasforma l’energia solare in uno spettacolo di luci, e l’Organo Marino, capace di convertire il movimento delle onde in una melodia naturale. La giornata termina a tavola, al ristorante Kornat dove gli arredi in stile anni Venti fanno da cornice a una proposta gastronomica che intreccia i sapori del mare e della terra. Prima di lasciare il locale, una sosta in bagno è quasi d’obbligo: più che un semplice ambiente di servizio, è un angolo scenografico capace di sorprendere per la sua teatralità, tra specchi dorati, imponenti lampadari e pareti dalle tonalità brillanti.

Navigando lungo le Kornati

Le escursioni non si fermano alla terraferma: dal Falkensteiner Resort Punta Skala l’avventura prosegue anche via mare, alla scoperta di uno dei gioielli naturali della Croazia: l’arcipelago delle Incoronate (Kornati), formato da circa 150 tra isole ed isolotti. “Arrivato all’ultimo giorno della creazione Dio, volendo coronare la propria opera, mise insieme lacrime, stelle e respiro e creò le isole Incoronate”, così le definì lo scrittore George Bernard Shaw. Una volta a bordo, il vento accompagna la navigazione quasi come una colonna sonora, mentre attraversiamo un paesaggio selvaggio e labirintico, caratterizzato da scogliere rocciose a picco sul mare.

Il faro di Veli Rat, Dugi Otok. Foto di Ilija Ascic/Shutterstock

Tra gli itinerari toccati, il piccolo borgo marinaro di Božava, sull’isola di Dugi Otok. Il tempo di un gelato, un bagno e si riprende la navigazione. Il capitano ci conduce poi all’interno di un tunnel militare scavato nella roccia ai tempi della Guerra Fredda dalla Marina jugoslava per scopi difensivi per poi approdare nei pressi dal faro di Veli Rat, dove giace il relitto del cargo italiano Michelle, affondato nel maggio del 1983: oggi dell’imbarcazione restano in superficie soltanto la prua e l’albero maestro, divenuti punti di sosta per molti uccelli marini.

Basta però immergersi per vedere da vicino la silhouette della nave che giace a poca profondità. Il souvenir più prezioso che mi porto a casa dalla Croazia? La fjaka. Nulla di materiale, si tratta di una vera e propria filosofia di vita tipica della cultura dalmata che invita a godersi il presente, senza affanno e senza l’ansia di dover fare sempre qualcosa.

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