Dormire nella sala dove un tempo venivano prese alcune delle decisioni economiche più importanti d’Italia. Affacciarsi da una terrazza privata sui tetti di Roma e su Palazzo Montecitorio. Succede al Corinthia Rome, nuovo indirizzo dell’ospitalità di lusso inaugurato a marzo in Piazza del Parlamento, che completa il suo debutto con l’apertura delle Signature Suites: ambienti unici nati dal recupero dell’ex sede della Banca d’Italia e pensati per trasformare un soggiorno nella Capitale in un’esperienza immersa nella storia.
L’edificio che oggi ospita il cinque stelle del brand maltese Corinthia Hotels non è un palazzo qualsiasi. Costruito tra il 1913 e il 1921 su progetto di Pio e Marcello Piacentini, fu concepito come sede di rappresentanza della Banca d’Italia a pochi passi dai centri del potere politico del Regno. Dietro la severa facciata neoclassica si celavano ambienti riccamente decorati con affreschi, marmi policromi, stucchi e bassorilievi, oltre a soluzioni tecnologiche d’avanguardia per l’epoca, come un sistema di posta pneumatica lungo quasi un chilometro e sei linee telefoniche dedicate.
Dopo decenni di utilizzi e trasformazioni che ne avevano alterato parte dell’identità originaria, il palazzo è stato oggetto di un accurato intervento di recupero che ha riportato alla luce dettagli architettonici dimenticati, restituendo nuova vita a uno degli edifici più significativi del Novecento romano.
Le nuove Signature Suites rappresentano il capitolo più affascinante di questa rinascita: vi portiamo a scoprirle.

L’ambiente più straordinario dell’hotel è, senza dubbio, la Theodoli Heritage Suite, ricavata nell’antica Sala del Consiglio della Banca d’Italia e affacciata direttamente su Montecitorio. Qui il restauro ha riportato alla luce uno dei cicli decorativi più importanti del primo Novecento romano. Le pareti conservano gli affreschi originali di Giulio Bargellini, una sequenza di figure allegoriche e scene civiche ispirate alla tradizione rinascimentale italiana. Ancora più sorprendente è il soffitto dipinto da Guglielmo Janni, che racconta l’evoluzione della moneta italiana attraverso sessantadue rosette, dalle origini etrusche fino al Novecento.
Una curiosità rende questa sala unica: Janni lasciò intenzionalmente due rosette incompiute, immaginando che fosse il futuro a completare simbolicamente il racconto della prosperità italiana. Oggi quelle stesse assenze continuano a dialogare con gli ospiti della suite, trasformando un antico luogo di potere in uno spazio dedicato al tempo, alla bellezza e all’esperienza del viaggio.

Hanno invece il carattere di residenze urbane le Campo Marzio Suites, pensate come vere townhouse su due livelli. La zona giorno è attraversata dalla luce che filtra attraverso grandi vetrate colorate, mentre una scala scultorea conduce al piano superiore, dove si trovano la camera da letto, due bagni in marmo e una cabina armadio di dimensioni generose. La sensazione è quella di abitare un appartamento privato nel centro storico, con scorci che si aprono sul Parlamento, sulle vie di Campo Marzio o sul cortile interno dell’hotel.

Al quinto piano si trova la Chigi Suite, costruita intorno al dialogo continuo tra interno ed esterno. Dal patio privato una scala a chiocciola conduce a una terrazza panoramica di 90 metri quadrati, arredata con area dining e lounge. Da qui lo sguardo corre sui tetti di Roma fino a Montecitorio, regalando una prospettiva rara anche per chi conosce bene la città. È uno di quei luoghi in cui il rumore del centro storico sembra improvvisamente allontanarsi.

Più raccolta ma estremamente raffinata è l’Arte Suite, al sesto piano. Il soggiorno dialoga con una dining room per quattro persone, mentre una terrazza privata di 70 metri quadrati è pensata come un piccolo osservatorio sul tramonto romano. Il guardaroba walk-in e il bagno padronale in marmo completano un ambiente che privilegia continuità e fluidità degli spazi.

A dominare il palazzo è infine l’Aurea Penthouse, la suite più esclusiva del Corinthia Rome. Il nome richiama la Domus Aurea di Nerone e l’atmosfera degli ambienti si ispira alle tonalità dell’oro e del rosa. Due camere da letto con bagno en suite e cabina armadio si affacciano su una grande zona living e dining che si prolunga verso una serie di terrazze private arredate con lettini e salotti all’aperto. Più che una suite, un vero attico panoramico nel cuore della città.
Il racconto del palazzo continua anche attraverso una collezione d’arte contemporanea realizzata appositamente per l’hotel in collaborazione con Visto. Oltre venticinque opere, molte delle quali site-specific, dialogano con l’architettura storica senza cadere nella nostalgia.
Nella lobby spicca l’intervento tessile monumentale di Elisa Grezzani, mentre sopra la reception un dipinto di David Kingrichiama la stratificazione urbana di Roma. Le suite ospitano lavori di artisti come Helen Ballardie ed Elena Ceretti, concentrati sull’idea della città come paesaggio mentale. La scelta più interessante, però, è forse quella di mostrare anche schizzi e studi preparatori accanto alle opere finite, trasformando i corridoi in una piccola galleria dove il processo creativo rimane visibile.
A pochi passi dal Pantheon, da Piazza di Spagna e dalle vie più eleganti del centro storico, il Corinthia Rome non offre dunque soltanto un nuovo indirizzo di lusso nella Capitale ma l’opportunità di abitare, anche solo per una notte, un frammento di storia italiana normalmente nascosto dietro le porte di un palazzo che per oltre un secolo è rimasto inaccessibile al pubblico.