Geometrie nette e lineari, ambienti essenziali ma ricchi di anima e di racconto del luogo, materiali nobili e legati alle tradizioni locali e al territorio, colori naturali, soluzioni bioclimatiche e un rapporto diretto con la natura circostante, vale a dire la giungla messicana che circonda la struttura nei 2.500 m² e oltre: Naboa Tulum è un nuovo boutique hotel appena fuori dalla città nello stato messicano di Quintana Roo, in cui il lusso è fatto di dettagli sobri, ritmi lenti e un approccio contemplativo (ma anche di una cucina raffinata e ispirata ai sapori locali).
Improntato a un modello di ospitalità che reinterpreta la tradizione dello Yucatán attraverso il rigore formale, la cura dei dettagli e il rispetto per il territorio, è una soluzione ideale tanto come base per visitare i vicini siti archeologici e la Riviera Maya, quanto come meta per un soggiorno di relax assoluto e riconnessione interiore.
Architettura, interior design e paesaggio si integrano

I volumi rigorosi e gli spazi puliti immaginati da Jaque Studio sono valorizzati dalle scelte di interior design di Studio Wenden, che privilegiano materiali naturali come pietra, travertino, legno e utilizzano spesso il chukum – rivestimento e stucco naturale di origine maya, ricavato mescolando al cemento o alla polvere di calcare la resina estratta dalla corteccia dell’albero Havardia albicans, o albero del chukum, nativo dello Yucatán – che riveste pareti e superfici, contribuendo a dare agli ambienti un aspetto caldo e delicato.
Quasi impercettibili, ovunque sono state adottate soluzioni che uniscono rispetto dell’ambiente e comfort, ispirate all’architettura tradizionale del luogo. Immaginati per favorire un ritmo di vita più lento e contemplativo, gli ambienti sono in dialogo costante con la natura che circonda la struttura e ne è parte integrante, grazie anche alle soluzioni curate da Hugo Sánchez Paisaje.
Gli edifici che compongono la struttura, sviluppati su un lotto a pianta quadrata circondato da alberi e vegetazione spontanea, si sviluppano attorno alla piscina e a un giardino tropicale che rappresentano il cuore del complesso, creando una corte interna rilassata e vibrante: una sorta di intima oasi, da cui si snodano percorsi quasi nascosti tra pareti in pietra calcarea, ombreggiature e aperture sapientemente calibrate.

Il progetto comprende 10 suite, disposte su due livelli: quelle al piano terra sono dotate di terrazze e bagni con collegamenti tra interno ed esterno, e affacciano direttamente sul giardino; le quattro suite al piano superiore – tra cui la Tropical Suite, con vasca da bagno scultorea e piscina privata – dispongono di un’area soggiorno a doppia altezza, con un soppalco che ospita due camere da letto con bagno privato. La ventilazione trasversale, le altezze generose dei soffitti e l’orientamento ben studiato delle aperture favoriscono la circolazione naturale dell’aria e l’ingresso della luce diurna, riducendo la necessità di impianti di condizionamento altrimenti essenziali nel clima caldo-umido di Tulum.
La sostenibilità e l’integrazione con l’ambiente in cui è inserita la struttura sono infatti dei punti cardine dell’ospitalità di Naboa: il mantenimento di gran parte della vegetazione esistente, ad esempio, offre ombra, mitiga il calore e migliora il microclima del sito, mentre le scelte architettoniche favoriscono la ventilazione naturale. Soluzioni tecnologiche a basso impatto, come pannelli solari, illuminazione a LED, sistemi di controllo intelligenti e ventilatori a basso consumo contribuiscono a ridurre il fabbisogno elettrico garantendo il pieno comfort degli ospiti, mentre un sistema provvede alla filtrazione e depurazione dell’acqua.
Dal relax profondo ai piaceri della tavola

Se le suite garantiscono il massimo della privacy, le aree comuni sono concepite come padiglioni leggeri che invitano – senza forzature – alla vita sociale e alla convivialità. La hall è un ambiente lineare che si sviluppa su un basamento in calcestruzzo e chukum, sormontato da una copertura in legno che sembra fluttuare tra gli alberi, sostenuta da colonne slanciate che si intrecciano con la vegetazione. Una sala per lo yoga, aree relax all’aperto e camminamenti collegano i vari elementi architettonici tra muri in pietra e radure accuratamente progettate, rafforzando la sensazione di essere costantemente immersi nella natura e offrendo agli ospiti un programma wellness incentrato sulla riconnessione profonda.
Il ristorante LU_LO è invece ambientato in uno spazio a doppia altezza, con cucina a vista e una terrazza rialzata che affaccia sulla piscina e sul giardino centrale. A guidare la cucina è lo chef Carlos Bordonave, che interpreta in chiave culinaria lo spirito di calma e lusso sussurrato alla base di Naboa Tulum, all’insegna di immediatezza gustativa, equilibrio, rispetto per gli ingredienti e connessione sensoriale con il territorio.
Il menu, di respiro internazionale e con sottili influenze messicane, segue l’andamento delle stagioni e mette al centro soprattutto i prodotti ittici, come nel caso del ceviche “della casa” o del polpo alla griglia; ma non mancano paste e tagli di carne preparati con cura, spesso utilizzando tecniche locali.
Qui viene servita anche la prima colazione, con un menu che spazia da frutta di stagione e bowl salutari a classici della tradizione messicana rivisitati, come i chilaquiles con salse fatte in casa e uova preparate al momento. E se a pranzo ci sono anche bocconi veloci da gustare in piscina, la mixology d’autore a cura di Koki Yokoyama – mixologist giapponese di stanza a Città del Messico e vincitore della World Class, che ha sviluppato la carta dei cocktail in stretta collaborazione con la cucina – propone drink eccellenti come il fresco e agrumato Naboa 75 o il Coffee Paloma.
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