Non è soltanto una questione di numeri. Per capire come sta cambiando il mondo dell’ospitalità bisogna guardare anche alle idee che circolano, alle collaborazioni che nascono e alle opportunità che si sviluppano ben oltre i giorni di una manifestazione. È questa la prospettiva con cui si è conclusa nei giorni scorsi, a Bolzano, la 50ª edizione di Hotel, la fiera internazionale dedicata ai professionisti dell’hôtellerie e della ristorazione. Quattro giornate di incontri, con oltre 20.000 ingressi, più di 400 espositori e un aumento del 10% dei visitatori rispetto alla precedente edizione.
Un bilancio positivo, che per Greti Ladurner, presidente di Fiera Bolzano, va letto considerando anche la qualità delle relazioni e le prospettive che possono aprirsi dopo la chiusura della manifestazione. «Non possiamo ridurre il successo di una fiera a un solo indicatore. Naturalmente il numero delle persone che partecipano conta, ma altrettanto decisivi sono la tipologia di visitatori, quanto approfonditi siano i colloqui e quali opportunità ne derivino. Il vero successo di una fiera spesso comincia soltanto quando le sue porte si sono chiuse».
Accanto alle proposte di prodotti e servizi per hotel e ristoranti, l’edizione del cinquantenario ha dato spazio a strumenti e modelli di business pensati per rispondere alle nuove esigenze del settore. Tra le novità, la New Entry Zone, dedicata alle aziende presenti per la prima volta. Fra queste anche TeamSystem, con soluzioni digitali che coprono diverse attività delle strutture ricettive e della ristorazione: dalla gestione delle prenotazioni e del servizio ai tavoli fino all’analisi dei dati e alla reportistica in tempo reale.

Tra i momenti centrali del programma è tornato l’Hotel Sustainability Award, giunto all’ottava edizione. Il riconoscimento valorizza le imprese capaci di tradurre la sostenibilità in interventi concreti, con ricadute ambientali e sociali nei mondi dell’ospitalità, della ristorazione e del design.
L’interesse crescente per il premio è testimoniato dal numero record di 75 candidature raccolte nel 2026. Un risultato che riflette anche l’evoluzione dell’approccio alla sostenibilità: non più una serie di iniziative isolate, ma un elemento da integrare nelle strategie aziendali e nelle scelte di lungo periodo.
Prima della premiazione, Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano, ha ribadito questa visione: «Da otto edizioni, con l’Hotel Sustainability Award promuoviamo un approccio alla sostenibilità che sia parte integrante delle strategie d’impresa nel settore. Crediamo che integrare responsabilità ambientale e sociale nei modelli di business non sia solo una scelta di valore, ma una leva per costruire imprese più solide e competitive nel lungo periodo. Il nostro obiettivo è contribuire a rendere questo approccio la normalità per tutto il settore».
Un segnale importante è arrivato dalla categoria Sustainable Tourism Pioneers 360°, vinta da Il Borro, tenuta in Toscana. Per la prima volta il riconoscimento è andato a una realtà fuori dall’Alto Adige, ampliando la prospettiva del premio oltre il territorio regionale. A convincere la giuria è stato il progetto di recupero di un borgo medievale, che coniuga tutela del patrimonio storico e valorizzazione del territorio, creando opportunità di lavoro e coinvolgendo le imprese locali.
L’innovazione ha trovato spazio anche attraverso le startup, chiamate a confrontarsi con le necessità concrete di hotel, ristoranti e operatori dell’HoReCa. In tutto hanno partecipato 16 realtà emergenti; sei sono state selezionate da To the Peak, punto di riferimento per l’ecosistema startup italiano, sulla base dell’innovazione tecnologica dei prodotti e della loro aderenza alle esigenze del mercato B2B.
Tra i progetti presentati c’era Someli, azienda italiana wine-tech che propone bottiglie da 100 millilitri per sperimentare nuovi formati di degustazione, rivolti sia alle cantine sia agli operatori dell’ospitalità. Club Joy, invece, è una piattaforma digitale che mette in contatto il pubblico con artigiani e creator locali, proponendo laboratori ed esperienze manuali in diverse località italiane.
Proposte differenti, accomunate dalla ricerca di nuovi modi per arricchire l’esperienza del cliente e offrire alle imprese strumenti per distinguersi in un mercato sempre più competitivo, dove tecnologia, qualità del servizio e attenzione alla sostenibilità sono fattori strategici.

Per passare dalle idee alla loro applicazione concreta, il programma ha incluso anche gli Hotel Tours, visite che hanno permesso ai partecipanti di osservare da vicino alcune strutture del territorio e il modo in cui storia, architettura e gestione contribuiscono a definire l’identità di un albergo.
La prima tappa è stata l’Adler Historic Guesthouse, nel centro di Bressanone. Da oltre cinque secoli accoglie viaggiatori e testimonia, attraverso la propria storia, i cambiamenti della città e il dialogo tra patrimonio architettonico e contemporaneità.
Il secondo itinerario ha portato i partecipanti all’Hotel Kabis, in Val di Funes, dove l’atmosfera familiare e l’attenzione agli ospiti rappresentano elementi distintivi dell’accoglienza altoatesina.
A cinquant’anni dalla sua prima edizione, Hotel si conferma così un punto d’incontro per imprese, professionisti e innovatori, chiamati a confrontarsi con un settore in continua evoluzione. L’appuntamento con la prossima edizione è già fissato: la fiera tornerà a Bolzano dal 18 al 21 ottobre 2027.