La vendemmia è conclusa, i vigneti si preparano all’inverno e nelle cantine il mosto prosegue la sua trasformazione. È questo il momento dell’anno scelto per Cantine Aperte a San Martino 2026, l’appuntamento del Movimento Turismo del Vino che fino al 15 novembre invita a scoprire il mondo della produzione vinicola attraverso degustazioni, incontri con i produttori e attività legate alla stagione autunnale. Dall’Abruzzo al Veneto, passando per Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Umbria, le aziende partecipanti propongono un calendario di iniziative che mette al centro il vino nuovo, le annate precedenti e il patrimonio di tradizioni che accompagna questo periodo.
Il filo conduttore dell’edizione è il tempo: quello necessario al vino per evolvere, ma anche quello da dedicare alla scoperta dei luoghi in cui nasce. I visitatori potranno seguire percorsi che raccontano il passaggio dal mosto alla bottiglia, confrontare assaggi di diverse fasi di maturazione e conoscere le caratteristiche delle nuove annate attraverso il racconto diretto dei produttori.
La ricorrenza di San Martino, l’11 novembre, ha un legame storico con il mondo della viticoltura: coincideva tradizionalmente con il periodo della svinatura e della fine dei lavori legati alla vendemmia, diventando un’occasione di festa per le comunità rurali. Le cantine riprendono il tema con racconti, passeggiate tra i filari e attività dedicate al ciclo della vite e alle leggende legate al santo.
L’autunno offre anche l’occasione per allargare lo sguardo alle produzioni gastronomiche locali. Accanto alle degustazioni di vino trovano spazio assaggi di olio nuovo, castagne, tartufo e ricette della tradizione in abbinamento che raccontano la ricchezza delle diverse regioni. Il programma comprende pranzi e cene con menu stagionali, pizza night e visite alle grotte di affinamento e alle distillerie, con degustazioni di grappe, brandy e altri distillati.
Non soltanto calici e visite guidate. Tra le proposte non mancano merende davanti al camino, laboratori creativi con foglie e materiali naturali, raccolte autunnali e cacce al tesoro pensate anche per coinvolgere i più piccoli. Per chi desidera approfondire la componente sensoriale, sono previsti giochi dedicati al riconoscimento dei profumi del vino, dei frutti e delle spezie.
Il calendario include inoltre mostre fotografiche, percorsi culturali e artistici, passeggiate nei vigneti e walking tour: un insieme di attività che trasforma la visita in cantina in un’occasione per conoscere non soltanto i prodotti, ma anche le persone, le storie e le consuetudini dei territori.
L’iniziativa si inserisce in una fase di crescita dell’enoturismo. Secondo l’Indagine Nazionale 2025–2026 realizzata dal Movimento Turismo del Vino con CESEO–Università LUMSA e presentata a Vinitaly 2026, quasi il 60% delle cantine associate ha registrato un aumento dei visitatori, mentre per circa il 30% delle aziende gli ospiti stranieri rappresentano oltre la metà delle presenze. Novembre diventa così un’occasione per valorizzare un periodo meno affollato, quando la visita può assumere un ritmo più disteso e lasciare maggiore spazio all’incontro con chi lavora in cantina.