Cinque città che brillano anche sotto la pioggia

Cinque città che brillano anche sotto la pioggia

In autunno, il meteo può fare le bizze ma non spegne la sete di scoperta. Realtà come Bruges o Kyoto, danno il meglio di sé anche in caso di maltempo.
Kyoto sotto la pioggia
Kyoto sotto la pioggia

“Singin’ in the Rain” cantava Gene Kelly nell’omonima pellicola: sono tante le città che, quando il cielo è terso, non si incupiscono e non smorzano l’entusiasmo dei viaggiatori curiosi di osservare il paesaggio trasformato dall’acqua. La conferma arriva da eDreams che ha individuato cinque destinazioni che non deludono le aspettative anche quando il meteo è avverso. Ciò non significa rivedere necessariamente i propri piani e rifugiarsi tra musei, caffè e centri commerciali. E nemmeno rimanere chiusi in hotel osservando la città che pulsa di vita al di là del vetro. Vuol dire semplicemente aprire l’ombrello e cambiare prospettiva, nonché palette. Dai variopinti murales di Lione alle vivide sfumature della natura a Kyoto, ecco le realtà che danno un twist gioioso alle giornate uggiose.

Edimburgo – Scozia

Greyfriars Kirkyard, Edimburgo. Foto di MOSTO photography/Shutterstock

Edimburgo ha un fascino spettrale, alimentato da un cielo mutevole che, con i suoi colori, contribuisce ad avvolgere la città in un’atmosfera misteriosa. A rendere il quadro ancora più suggestivo sono le storie di streghe e fantasmi, l’architettura gotica e i vicoli medievali del centro storico. Non sorprende che la città sia stata scelta da Guillermo del Toro come set per il suo Frankenstein. Se in superficie lo sguardo si sofferma sul contrasto visivo tra le facciate colorate di Victoria Street e le lapidi del cimitero di Greyfriars, spostandosi sotto il South Bridge, nella Città Vecchia, si cambia scenario con i South Bridge Vaults, stanze sotterranee con soffitti a volta in pietra costruite alla fine del XVIII secolo e descritte nel programma televisivo Most Haunted Live come uno dei luoghi più spaventosi al mondo.

Bruges – Belgio

Minnewaterpark, Bruges. Foto di Rolf E. Staerk/Shutterstock

Una città a misura d’uomo: Bruges conquista con il suo centro storico (riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco), l’atmosfera medievale e il labirinto di canali navigabili che le è valso il soprannome di “Venezia del Nord”. Quando piove, i riflessi dell’acqua, le facciate storiche e la luce soffusa rendono il paesaggio ancora più suggestivo. Merita una visita – e naturalmente una foto – il Minnewaterpark ovvero il Parco del Lago dell’Amore abitato, secondo una credenza popolare, dai minnen (spiriti dell’acqua). Anche nelle giornate di pioggia, qui non servono filtri: avvolto dall’umidità e da una leggera nebbia, il parco incanta al primo sguardo.

Lione – Francia

Murale del Mur des Canuts, Lione. Foto di saiko3p/Shutterstock

Lione, in attesa della Festa delle Luci, brilla di luce propria. A rallegrare la vista sono il centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco dal 1998, e le facciate ocra dei suoi palazzi che caratterizzano le vie e le piazze della città, tra cui Place Bellecour. Per gli appassionati di arte urbana, il quartiere artistico Croix-Rousse è una tappa da non perdere: la street art incontra l’architettura con il Mur des Canut, maestoso murale realizzato con la tecnica del trompe-l’œil. Passeggiando nel Vieux Lyon, si scoprono i tradizionali traboule, passaggi segreti che attraversano edifici privati e strade, creando una rete pedonale alternativa e a tratti riparata. Per facilitarne l’esplorazione, l’ufficio del turismo mette a disposizione una mappa gratuita.

Bergen – Norvegia

Il molo di Bryggen, Bergen. Foto di ben bryant

In molte città del Nord Europa, come a Bergen, la pioggia è familiare. Una compagna di vita con cui imparare a convivere e a condividere le giornate. Non è però tutto grigio all’orizzonte: a saltare agli occhi è la palette cromatica che contraddistingue il molo di Bryggen, antico porto considerato Patrimonio Mondiale dell’Unesco, divenuto un vero e proprio hub creativo. Passeggiando per i suoi vicoli, infatti, è possibile imbattersi in un microcosmo colorato fatto di laboratori di ceramica, gioielli e tessuti. Spostandosi invece nei quartieri di Nordnes e Sandviken è il bianco a dominare, quello delle case in legno la cui luce è in contrasto con il cielo coperto.

Kyoto – Giappone

Saiho-ji temple, Kyoto. Foto di IceOsiris/Shutterstock

Kyoto ha fascino da vendere in ogni stagione, e non soltanto durante la sakura – la fioritura dei ciliegi – che, in primavera, tinge la città di rosa. In autunno, la pioggia esalta le sfumature dei suoi polmoni verdi, rendendo i colori della natura più vividi. Al tempio Saiho-ji, ad esempio, si scopre un giardino zen articolato su due livelli dove oltre 120 varietà di muschio creano un tappeto verde. Un luogo da esplorare in silenzio, rispettandone l’atmosfera raccolta e meditativa. Per preservare la delicatezza dell’ecosistema, l’accesso è limitato e richiede una prenotazione anticipata. Altrettanto suggestivo è il tempio Gio-ji, immerso nella vegetazione e circondato da un rigoglioso giardino di muschio dove, in autunno, le foglie degli alberi si tingono di rosso, arancione e giallo, creando un contrasto cromatico con le tonalità del sottobosco.

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