Sicilia in autunno: viaggio tra borghi, tesori nascosti e sapori

Sicilia in autunno: viaggio tra borghi, tesori nascosti e sapori

Da Palermo a Ragusa, passando per Catania e l’Etna, questo periodo dell’anno è un ottimo momento per scoprire l'isola meno affollata tra palazzi storici, antiche terme, siti archeologici e ristoranti
Ragusa Ibla

L’autunno cambia il ritmo della Sicilia. Le temperature più miti invitano a riscoprire le sue città, mentre i piccoli centri e i paesaggi dell’entroterra offrono un’alternativa alle spiagge che si sono prese la scena durante l’estate. È anche la stagione in cui l’isola torna ad aprire le porte di luoghi spesso difficili da visitare durante l’anno, creando l’occasione per costruire itinerari che mettono insieme arte, storia, gastronomia e ospitalità.

Tra gli appuntamenti che possono diventare il filo conduttore di un viaggio ci sono Le Vie dei Tesori, il festival che fino a novembre porta in diverse località siciliane aperture speciali e visite in luoghi normalmente non accessibili. Un’occasione per attraversare l’isola seguendo percorsi diversi, dalle architetture barocche ai palazzi nobiliari, dalle antiche cave ai paesaggi vulcanici, alternando alle visite una sosta nei ristoranti e nelle strutture dell’associazione La Sicilia di Ulisse, che riunisce realtà d’eccellenza della ristorazione, dell’ospitalità e dell’enologia siciliana.

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Palermo, tra palazzi storici e indirizzi d'autore

Palermo, tra palazzi storici e indirizzi d'autore

Palermo offre un buon punto di partenza per entrare nell’atmosfera della stagione con il centro storico che si presta a essere esplorato a piedi, alternando visite culturali a soste gastronomiche. Tra gli indirizzi segnalati da La Sicilia di Ulisse ci sono Gagini, guidato dall’executive chef Tiziana Francoforte, Osteria dei Vespri dello chef Alberto Rizzo e MEC Restaurant, affidato allo chef Carmelo Trentacosti.

Anche il soggiorno può diventare parte del viaggio. Il cinque stelle Grand Hotel et Des Palmes porta con sé una lunga storia cittadina, mentre il boutique hotel Palazzo Brunaccini, vicino al mercato di Ballarò, permette di rimanere nel cuore della città e di proseguire l’esplorazione anche dopo la fine delle visite.

foto: Grand Hotel et Des Palmes

Catania, tra il Barocco e i paesaggi dell'Etna

Catania, tra il Barocco e i paesaggi dell'Etna

Fino all’8 novembre, la tappa da segnare è Catania dove Le Vie dei Tesori conduce tra antichi complessi termali, palazzi nobiliari e luoghi legati al particolare paesaggio lavico della città. È un itinerario che permette di leggere Catania attraverso la sua storia e la sua architettura, prima di spingersi verso l’Etna.

Nel centro storico, la componente gastronomica passa da Coria, degli chef Domenico Colonnetta e Francesco Patti, e da Sapio, dello chef Alessandro Ingiulla. Per dormire in città c’è Bastiò Suites, mentre il viaggio può proseguire verso le pendici dell’Etna.

Qui il paesaggio cambia e con lui anche il tipo di ospitalità. A Riposto, Zash abbina soggiorno e cucina dello chef Giuseppe Raciti; a Linguaglossa, Shalai propone l’esperienza dello chef Giovanni Santoro. A Donna Carmela, invece, tra campagna e vulcano, l’accoglienza incontra la cucina dello chef Piergiorgio Alecci.

Per chi cerca una pausa dedicata al benessere, si può proseguire verso Zafferana Etnea, dove si trova il luxury resort Monaci delle Terre Nere, oppure raggiungere Viagrande e soggiornare al Relais San Giuliano, ospitato all’interno di una dimora storica.

foto: Relais San Giuliano

Nell'entroterra occidentale, tra archeologia, borghi e vigneti

Nell'entroterra occidentale, tra archeologia, borghi e vigneti

Il percorso proposto da Le vie Dei Tesori abbraccia anche una Sicilia diversa fatta di piccoli centri, archeologia e paesaggi dell’entroterra. Le tappe comprendono Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca, Termini Imerese, Santa Flavia e Castelvetrano, con itinerari (fino al 25 ottobre) che permettono di alternare visite culturali e scoperta del territorio.

A Caltanissetta, le aperture del festival riportano l’attenzione su palazzi storici e spazi espositivi. Spostandosi nel territorio nisseno, Feudi del Pisciotto, a Niscemi, offre invece l’opportunità di fermarsi tra i vigneti in un wine relais, trasformando la visita in un soggiorno immerso nella campagna siciliana.

Il viaggio continua verso Corleone e poi Marsala, dove la scoperta del territorio può passare anche dalla tavola. Da Le Lumie, lo chef Emanuele Russo porta la cucina siciliana al centro dell’esperienza gastronomica. Più avanti, l’itinerario raggiunge Sciacca e Termini Imerese, per poi toccare Santa Flavia, dove il paesaggio torna a incontrare il mare, e Castelvetrano, utile punto di partenza per esplorare i dintorni.

foto: Feudi del Pisciotto

Ragusa e il Val di Noto, tra Barocco e luoghi nascosti

Ragusa e il Val di Noto, tra Barocco e luoghi nascosti

Fino al 15 novembre, anche il sud-est dell’isola offre un itinerario particolarmente ricco. A Ragusa, e soprattutto a Ragusa Ibla, il Barocco convive con una Sicilia più appartata, fatta di giardini privati, antiche cave e gallerie sotterranee normalmente lontane dai percorsi più conosciuti.

Qui anche la cucina diventa una chiave per leggere il territorio. A Ragusa Ibla, la Locanda Don Serafino riunisce ristorante e boutique hotel all’interno di una dimora storica, con la cucina dello chef Vincenzo Candiano. Da Ragusa l’itinerario può poi scendere verso il mare, fino a Marina di Ragusa, dove Votavota, degli chef Giuseppe Causarano e Antonio Colombo, propone una cucina legata al territorio.

Verso l’interno, invece, vale la pena raggiungere Modica, dove la scena gastronomica comprende Lorenzo Ruta Restaurant, dello chef Lorenzo Ruta, e Radici – L’Osteria di Accursio, dello chef Accursio Craparo.

foto: Votavota

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