Dove vedere fenomeni naturali rari in Italia senza andare dall’altra parte del mondo

Dove vedere fenomeni naturali rari in Italia senza andare dall’altra parte del mondo

Dai vulcani di fango alle fumarole, destinazioni mozzafiato da visitare almeno una volta a due passi da casa.
fenomeni-naturali-italia-da-vedere-vulcani
La lava che zampilla durante un'eruzione dell'Etna | Foto da Shutterstock

Siamo abituati a pensare ai grandi fenomeni naturali come lontani e irraggiungibili a meno di viaggi intercontinentali e invece l’Italia è un paradiso per i geologi che, da tutto il mondo, vengono qui per studiare il nostro territorio. No, non abbiamo l’aurora boreale ma tra grotte carsiche, vulcani di fango, fumarole, formazioni rocciose modellate dall’acqua c’è da divertirsi. Per un fine settimana o un viaggio breve potete quindi passare dalle Alpi Liguri alla Sardegna, dalla Toscana all’Emilia-Romagna, incontrando paesaggi che raccontano un’Italia fin troppo sottovalutata.

Grotte di Bossea (e le sue sorelle)

fenomeni-naturali-italia-da-vedere-grotte
La cascata sotterranea. Foto dal sito ufficiale della Grotta di Bossea

Nelle Alpi Liguri, all’interno del Parco naturale del Marguareis, le Grotte di Bossea costituiscono uno dei principali sistemi carsici del Piemonte. Il complesso si trova in Valle Corsaglia, nel comune di Frabosa Soprana, e si sviluppa attraverso ambienti sotterranei modellati dall’acqua.

La grotta è nota anche per i ritrovamenti paleontologici e per la presenza di tracce che testimoniano la frequentazione dell’ambiente da parte degli orsi delle caverne. Il Parco naturale del Marguareis, gestito dall’Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime, tutela un importante sistema carsico delle Alpi Liguri.

La visita permette di leggere il fenomeno carsico non soltanto attraverso le concrezioni, ma anche osservando come l’acqua abbia progressivamente scavato e modificato la roccia. È la prima grotta turistica della storia italiana ma se vi piacciono questo tipo di “attrazioni” vi suggeriamo anche le Grotte di Frasassi, nelle Marche, famose per l’enorme Abisso Ancona, una sala gigantesca che potrebbe contenere il Duomo di Milano; le Grotte di Castellana, offrono un percorso di circa 3 chilometri tra caverne ricche di concrezioni spettacolari, culminando nella celebre Grotta Bianca; la Grotta Gigante, in Friuli, detiene il record mondiale per la sala turistica ipogea più grande del mondo, con un immenso vano naturale ricco di imponenti stalagmiti; le Grotte di Pertosa-Auletta, in Campania, sono uniche in Italia perché permettono di navigare un fiume sotterraneo (il Negro) su piccole barche e le Grotte di Nettuno, in Sardegna, una perla marina accessibile via mare o tramite la lunga scalinata della Caprola, famosa per le sue fantastiche formazioni calcaree e il lago interno.

Saline di Cervia, dove il mare diventa sale

fenomeni-naturali-italia-da-vedere-saline-cervia
Il tramonto sulla salina. Foto da Shutterstock

La Salina di Cervia occupa 827 ettari ed è una delle aree umide più importanti d’Europa. Si trova all’interno del Parco regionale del Delta del Po ed è costituita da oltre 50 bacini collegati da una rete di canali attraverso cui l’acqua dell’Adriatico entra nella salina. Qui il fenomeno naturale è legato all’evaporazione dell’acqua marina: il sole e il vento ne aumentano progressivamente la concentrazione fino alla formazione del sale. La raccolta, chiamata cavadura, conserva in parte metodi tradizionali; nella Salina Camillone, sezione del Museo del Sale, viene ancora praticata manualmente. L’area è inoltre un habitat per numerose specie di uccelli e rappresenta un punto di osservazione per i fenicotteri, che frequentano i bacini salanti.

Rocce Rosse di Arbatax, il granito sulla costa sarda

fenomeni-naturali-italia-da-vedere-rocce-rosse-arbatax
L’incantevole paesaggio in Sardegna. Foto da Shutterstock

A Arbatax, frazione di Tortolì sulla costa orientale della Sardegna, le Rocce Rosse sono una formazione di porfido rosso che emerge dal mare accanto al porto. Il contrasto tra la roccia e l’acqua è particolarmente evidente nelle diverse condizioni di luce e durante il tramonto. Il sito è diventato negli anni uno dei paesaggi riconoscibili della costa ogliastrina. Le Rocce Rosse sono anche legate al cinema italiano: qui venne ambientata la parte finale di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, il film del 1974 diretto da Lina Wertmüller con Mariangela Melato e Giancarlo Giannini.

Bagni San Filippo, le formazioni create dalle acque termali

fenomeni-naturali-italia-da-vedere-bagni-san-filippo
La Balena Bianca. Foto da Shutterstock

In Toscana, ai piedi del Monte Amiata, le acque termali di Bagni San Filippo hanno modellato nel tempo un paesaggio fatto di depositi calcarei, piccole cascate e vasche naturali immerse nel bosco. La formazione più nota è la cosiddetta Balena Bianca, un grande deposito di calcare creato dalla sedimentazione delle acque termali. Le acque più calde sgorgano a circa 48 °C. La formazione calcarea è delicata e non deve essere toccata o percorsa; le vasche naturali si trovano nelle aree circostanti.

Il fenomeno è interessante proprio perché permette di osservare in superficie gli effetti di un processo geologico ancora in corso: l’acqua che emerge dal sottosuolo deposita minerali e modifica progressivamente il paesaggio.

Balze del Valdarno, le forme lasciate da un antico lago

fenomeni-naturali-italia-da-vedere-balze
L’incredibile insieme di rilievi. Foto dal Fai

Tra le province di Firenze e Arezzo, le Balze del Valdarno sono il risultato di una lunga storia geologica legata all’antico bacino lacustre che occupava questa parte della Toscana. Se non fosse per la vegetazione, somiglierebbe a un paesaggio del Nevada o dell’Arizona negli Stati Uniti, infatti è chiamata anche la Death Valley italiana.

L’erosione ha modellato i sedimenti formando pilastri, pareti, calanchi e guglie. Tra le formazioni più note ci sono i pilastri di Poggitazzi e Piantravigne, nell’area naturale protetta delle Balze. Il paesaggio è particolarmente riconoscibile per l’alternanza di pareti color ocra, boschi e aree agricole.

Fumarole di Sasso Pisano, il calore che arriva dal sottosuolo

fenomeni-naturali-italia-da-vedere-fumarole-sasso-pisano
Il fumo che mostra l’attività sotterranea. Foto da Shutterstock

Sempre in Toscana, nella zona di Castelnuovo Val di Cecina, la presenza dell’attività geotermica è visibile direttamente sul terreno. Fumarole e putizze permettono ai gas e al vapore provenienti dal sottosuolo di raggiungere la superficie.

L’area geotermica comprende rocce alterate dal calore, sorgenti calde, vapori e depositi minerali. In prossimità delle fratture si possono osservare anche cristallizzazioni di zolfo. Un breve percorso consente di attraversare questa zona e di osservare il fenomeno senza dover affrontare un’escursione impegnativa.

Salse di Nirano, i vulcani di fango dell’Emilia-Romagna

fenomeni-naturali-italia-da-vedere-salse-nirano
Le montagne di fango. Foto dell’Ufficio del Turismo di Fiorano

A Fiorano Modenese, in provincia di Modena, si trova la Riserva naturale delle Salse di Nirano, un’area caratterizzata da emissioni di fango freddo. Il fenomeno non è legato a un vulcano caldo come quelli che si trovano in Sicilia o nelle isole Eolie. Dal sottosuolo risalgono invece acqua, gas e argilla che formano piccoli coni e colate di fango, in un processo continuo che modifica lentamente la superficie.

I vulcani attivi italiani

fenomeni-naturali-italia-da-vedere
Il cono del Vesuvio. Foto da Shutterstock

L’Italia è anche uno dei pochi Paesi europei dove è possibile osservare vulcani ancora attivi e sono senza dubbio il fenomeno più famoso anche ai meno appassionati. L’Etna, in Sicilia, alterna emissioni di cenere e colate laviche, mentre Stromboli è noto per la sua attività eruttiva persistente. Sono fenomeni naturali che non possono essere trattati come semplici attrazioni turistiche: le condizioni di accesso dipendono dall’attività del vulcano e dalle indicazioni delle autorità.

Il più famoso vulcano italiano è senza dubbio il Vesuvio, che troneggia sul golfo di Napoli. Attualmente in fase di quiescenza ma fortemente monitorato per la sua pericolosità esplosiva. Ci sono diverse modalità d’accesso: il Gran Cono è l’attrazione principale e permette di camminare lungo il bordo del cratere (largo circa 450 metri e profondo 300), osservando da vicino le fumarole attive e ammirando una vista spettacolare che spazia da Napoli a Capri. C’è poi il Monte Somma è l’antico vulcano originario, dentro la cui caldera si è formato il Vesuvio attuale. Punta Nasone (1.131 m) ne rappresenta la cima più alta e offre percorsi più selvaggi e panoramici. Tra le due alture c’è la Valle dell’Inferno, una profonda depressione caratterizzata da suggestivi accumuli di lava consolidata. Infine c’è il Fiume di Lava, un percorso più breve che consente di camminare direttamente sulla colata lavica risalente all’ultima eruzione del 1944, immersi in un paesaggio lunare.

Piramidi di Zone, le colonne di terra modellate dall’erosione

fenomeni-naturali-italia-da-vedere-piramidi-zone
Alcune delle piramidi. Foto da Shutterstock

In Lombardia, sopra il lago d’Iseo, l’acqua ha contribuito a modellare un paesaggio fatto di colonne di terra sormontate da grandi massi. Le formazioni raggiungono anche i 30 metri di altezza e si sono sviluppate su un terreno morenico lasciato dal ritiro dei ghiacciai. L’erosione degli agenti atmosferici ha progressivamente asportato il materiale più friabile, mentre i massi hanno protetto il terreno sottostante formando le caratteristiche piramidi.

Il fenomeno continua ancora oggi: nuove piramidi possono formarsi mentre altre vengono progressivamente erose. È proprio questa evoluzione a rendere il paesaggio un esempio concreto di come l’acqua possa modificare la morfologia di un territorio nel corso del tempo.

Articoli Correlati

Iscriviti alla newsletter