Un cancello anonimo velato di ruggine separa la strada asfaltata dall’ingresso: benvenuti al Domaine de Murtoli, uno di quei luoghi che sfuggono alle definizioni. Resort? Tenuta agricola? Hotel diffuso? Rifugio di lusso? In realtà è un po’ di tutto questo. Una ventina di alloggi distanti l’uno dall’altro chilometri di strada sterrata, lungo saliscendi, orti, colline, pascoli e vigneti. Una Corsica in miniatura incastonata tra Sartène e Bonifacio e racchiusa dentro 2.500 ettari (10 volte le dimensioni del Principato di Monaco) tra le montagne e 8 chilometri di costa selvaggia. Il fotografo di moda Peter Lindbergh, innamorato del luogo, diceva che “abbraccia tutti i paesaggi del mondo, tranne i palmeti”. Nel suo logo spiccano il sole, l’ulivo, i pesci del mare e le montagne, dolcezza e asprezza dell’isola. Murtoli è un piccolo “reame” dove il lusso perde il suo significato prosaico e acquista un valore profondo e immateriale.
Privacy, silenzio, spazio
“Qualità” è la parola adatta a definire questo luogo secondo Paul Canarelli, fondatore e proprietario del Domaine de Murtoli, oggi passato sotto la guida della giovane, talentuosa figlia Santa Canarelli, mentre gli altri tre fratelli si occupano delle attività agricole e di sostenibilità. I 100 orologi in edizione limitata (andati ovviamente sold-out) che Audemars Piguet ha voluto dedicare al Domaine de Murtoli sono il tributo a un luogo unico al mondo che non impressiona con l’ostentazione, il glamour e la magnificenza.
In un’epoca sopraffatta dall’overtourism, a fare la differenza sono la privacy e gli spazi enormi che dividono le varie bergerie, ex ovili elegantemente ristrutturati in uno stile rural-chic. La riservatezza è totale ma non è un mistero che celebrities come Beyoncé (che ha festeggiato qui i suoi 40 anni) o Leonardo DiCaprio siano clienti abituali. E con loro almeno il 75% di ospiti fidelizzati, super ricchi o semplici estimatori che amano tornare anche per lunghi periodi al Domaine de Murtoli (aperto da metà a aprile a dicembre) spendendo dai 280 agli 11 mila euro al giorno per un alloggio.
Una storia di famiglia diventata visione. L’imprenditore còrso Paul Canarelli, l’uomo “con i piedi nella terra”, per un quarto italiano da parte di nonna, ha ereditato alcune terre di famiglia e iniziato a restaurare dal 1993 le prime bergerie per rendere omaggio al nonno allevatore. Lotto dopo lotto, dalle montagne al mare (c’è persino un insediamento preistorico di 6mila anni fa) è nato un modello pionieristico di ospitalità diffusa e agriturismo di alta gamma quando ancora nessuno parlava di turismo slow. Oggi Murtoli è arrivato alla quarta generazione e mantiene tuttora una forte identità e coerenza continuando a puntare sulla natura. Un autorevole centro studi guidato da Ségolène Royal, ex ministro dell’Ecologia in Francia, ha da poco elaborato un documento in 100 punti che rappresenta le linee guida del Domaine sulla tutela della biodiversità.

Una ventina di rifugi nascosti tra il maquis e il mare
Antiche case rurali, mulini in rovina, bergeries abbandonate risalenti al XVII secolo. È questo il patrimonio architettonico su cui le maestranze hanno lavorato ricostruendo fedelmente i muri in pietra a secco, i tetti con tegole antiche, le travi in legno massello, i pavimenti in cotto e le pareti a calce dai toni naturali. Canarelli ha scelto personalmente ogni singolo arredo, dagli oggetti di design all’artigianato sardo, tappeti, cuscini e tendaggi.
La posizione delle case, una diversa dall’altra, è studiata con attenzione. E non è raro incontrare lungo il percorso greggi al pascolo. Casa Murtoli, la prima a essere ristrutturata, ha l’accesso privato alla spiaggia ed è pensata per ospitare grandi famiglie o gruppi di amici. Apila, avvolta dalla vegetazione, è un rifugio per coppie o piccoli nuclei. Ogni dimora dispone del proprio giardino, zone living all’aperto, cucina esterna, piscina privata scavata nella roccia (come quella spettacolare di U’ Fragnu), hammam e una vista esclusiva sulla valle dell’Ortolo, tra colline punteggiate di querce e massi granitici dalle forme sorprendenti.
Ho soggiornato in una delle venti bergeries, A’ Fica (dall’albero gigante di fico che incornicia l’ingresso dell’edificio in pietra) composta da due camere da letto con bagno privato su due livelli, soggiorno con cucina al piano centrale, un ampio parco con la piscina (la grande vasca è di roccia come le vecchie fonti per gli animali) e la cucina esterna perfettamente attrezzata. Tutti i mobili, dalle lampade con gli interruttori a pulsante alle vasche da bagno retrò con i piedi a zampa di leone, donano alle dimore un’atmosfera shabby chic.
A Mandria, il boutique hotel estensione del Domaine
È l’ultimo nato e si trova a pochi minuti dalla tenuta principale. Inaugurato a giugno 2025 è un boutique hotel di appena dieci camere e suite (tre con piscina privata) distribuite come un piccolo borgo immerso nella campagna. A Mandria interpreta la stessa filosofia del Domaine de Murtoli ma offre un’esperienza più intima e raccolta. Le camere, diverse tra loro, combinano materiali naturali, artigianato locale e linee contemporanee. Ho alloggiato nella suite Melagrana, un appartamento di 76 metri quadrati in un’ex rimessa, separato dal corpo centrale: travi a vista, lenzuola di lino bianco, oggetti di design, vasca da bagno vintage color lavanda, piscina esterna e un affaccio superlativo sulla valle.
All’interno del Domaine c’è anche il piccolo l’Hôtel de la Ferme, un cinque stelle immerso tra gli ulivi e il campo di golf da 12 buche, concepito anch’esso come un borgo raccolto attorno a una piazza centrale. Le sue 9 camere e suite combina- no materiali tradizionali, mobili d’antiquariato e tecnologie contemporanee, offrendo un’alternativa più alberghiera alle iconiche bergeries.

Quattro tavole, quattro atmosfere
A Murtoli il km zero è reale: carne di vitello e agnello, formaggi, pollame, latte di pecora e uova provengono dalla fattoria della tenuta. Frutta e verdura dall’orto, l’olio d’oliva dal frantoio interno, il miele dai 250 alveari sparsi nella proprietà. A questi si aggiungono la selvaggina, i prodotti del mare e i ricci pescati all’alba, arricchiti dagli aromi e dalle erbe spontanee raccolte ogni giorno. Dal 2017 la cucina è guidata dallo chef Laurent Renard, grande conoscitore delle piante aromatiche della Corsica.
Dieci ettari di vigneti coltivati a uve bianche e rosse con metodo biologico e biodinamico hanno prodotto nel 2024 (prima annata) 16 mila bottiglie. Ogni ristorante ha un’identità precisa. La Table de la Plage è ispirato a una vecchia capanna di pescatori, immerso tra ginepri e lentischi: tavoli quasi sulla sabbia, legni sbiancati dal sale, lanterne al tramonto, grandi cuscini blu Klein e viola (il pantone del Domaine) e una cucina mediterranea costruita sul pescato del giorno e sui profumi della macchia. A La Table de la Grotte si cena dentro una cavità scavata nella roccia a lume di candela: l’agnello gira lenta- mente sul fuoco mentre in sottofondo si ascoltano canti tradizionali.
La Table de la Ferme affacciata sul golf è l’anima gourmet del Domaine, dove la cucina valorizza con eleganza il terroir isolano. Nel bar, come alternativa alla carta, si possono provare I Piattini, tapas di ricette còrse da condividere. La carta dei vini con annessa cantina annoverano le migliori etichette locali, grandi denominazioni francesi e Champagne prestigiosi. D’estate il ristorante ospita la cucina dello chef Mathieu Pacaud, una stella Michelin all’Apicius di Parigi. L’Appuntamento è invece il ristorante di A Mandria aperto anche agli ospiti esterni. Qui la cucina rende omaggio agli antichi legami tra Corsica e Italia con alcune specialità come i culurgiones, tipici ravioli sardi preparati uno a uno da Francesca (compagna di Canarelli) e dalla madre Claudia Taras, sarde doc e titolari a Porto Vecchio del take away di specialità isolane Tornerò.
Nelle sere d’estate si cena sotto gli ulivi accanto al braciere o sulla terrazza. Per l’aperitivo o il dopocena il bar propone cocktail signature ispirati alle erbe aromatiche e ai profumi del maquis. Ma l’esperienza più intima è il servizio traiteur direttamente nella propria bergerie con cene servite sotto il pergolato, colazioni lasciate in cucina all’alba o picnic preparati per una giornata in spiaggia. Tutto il pane artigianale viene da un unico fornitore, la boulangerie Maniccia del vicino villaggio di Pianottoli.

40 modi diversi di vivere la Corsica
‘Tout est proposé, rien est imposé’ è il motto del Domaine de Murtoli. Sono oltre 40 le attività leisure da poter praticare: uscite a cavallo tra dune e macchia mediterranea, golf, paddle o kayak, escursioni nella vicina Bonifacio o in barca verso le isole Lavezzi, percorsi botanici e archeologici guidati. Inoltre degustazioni di vini còrsi, lezioni di cucina tradizionale, pesca, trekking, mountain bike, passeggiate nella valle dell’Ortolo. La spiaggia privata su cui domina il Leone di Roccapina, spettacolare formazione rocciosa, offre chilometri di sabbia e acqua trasparente mentre la Spa Nucca è nascosta tra mirto, bambù e ginepri.
Le prossime aperture
Un progetto già avviato prevede l’apertura nei prossimi mesi di un hotel diffuso in Sardegna, nella zona di Oristano. Stesso charme e stile, isola differente. Questa volta sono state restaurate le case abbandonate di un piccolo villaggio nell’entroterra, Fordongianus, appena 800 abitanti, noto per le fonti di acqua termale. Una scom- messa destinata a bissare il successo del Domaine. E, dopo l’apertura di A Mandria, un ulteriore lotto con nuovi alloggi andrà ad arricchire il prossimo anno il mosaico già prezioso del Domaine.