Viaggio in Islanda (quasi) low budget

Viaggio in Islanda (quasi) low budget

Come scoprire l’isola più cara d’Europa senza rinunciare all’essenziale.
Veduta aerea di Reykjavik ripresa dal quartiere residenziale Vesturbaer

In Islanda un semplice espresso può arrivare a costare sei euro. Una zuppa di pesce dai trenta in su. Un calice di vino quindici. È uno dei Paesi più cari d’Europa, eppure è possibile costruire un itinerario senza trasformare il viaggio in un investimento finanziario. La chiave non è spendere poco ma spendere bene, scegliendo attività ed esperienze irrinunciabili – come la visita a una grotta di ghiaccio o la possibilità di avvistare l’aurora boreale – e risparmiare invece su tutto ciò che è sostituibile e superfluo rispetto alla conoscenza del Paese: un cappuccino, una cena gourmet, una spa rinomata, un hotel di lusso. 

Per apprezzare davvero l’Islanda bisogna partire da un presupposto: l’essenza del viaggio è rappresentata dagli spostamenti. Si percorrono circa duemila chilometri per visitare il sud dell’isola, il lato più battuto e popolare ma l’unico accessibile se si decide di programmare un viaggio tra novembre e marzo. Su una manciata di penisole frastagliate si concentrano alcuni dei siti naturalistici più emblematici: cascate monumentali, lagune glaciali, vulcani attivi e scogliere nere battute dall’Oceano Atlantico Settentrionale. 

Arnarstapi, la scogliera spettacolare affacciata sull’Oceano Atlantico nella penisola di Snaefellsnes

Il paesaggio cambia continuamente nel giro di pochi metri: dalle distese di sabbia e ghiaccio alle rocce basaltiche, alle praterie verdi anche d’inverno. Il periodo è consigliato anche perché aumentano le chance di vedere l’aurora boreale: sono i mesi dell’anno in cui è massima l’attività solare verso i poli magnetici e le notti buie sono più lunghe. Inoltre l’autunno-inverno è bassa stagione, con prezzi calmierati e un flusso contenuto di turisti.

L’estate prossima è atteso il tutto esaurito perché il 12 agosto l’Islanda vivrà una rara e spettacolare eclissi solare totale, la prima dal 1954, visibile soprattutto nella parte occidentale dell’isola. Il fenomeno durerà un paio di minuti (tra le 17:45 e le 17:48 ora locale) provocando l’oscuramento totale del sole.

Una foglia frastagliata nell’Oceano Atlantico settentrionale

L’Islanda non arriva a 400 mila abitanti su una superficie grande poco più di un terzo dell’Italia, tre volte la Sicilia. Un referendum deciderà l’adesione all’Unione Europea. Ma di fatto siamo già in Europa: basta la carta d’identità per entrare e non si pagano sovrapprezzi telefonici, le connessioni sono di alta qualità ovunque. Uno dei primati dell’isola è la qualità dell’acqua: tra le più pure del pianeta – arriva direttamente nelle case senza necessità di depurazione – può fare la differenza nel budget di un viaggio in Islanda. Acquistarla è inutile, costoso e poco sostenibile. Basta portare una borraccia e riempirla ovunque. Bere acqua islandese, oltre a essere salutare, è sicuramente un risparmio quantificabile in almeno 100 euro per una settimana.

Una settimana in Islanda con duemila euro

Il cratere vulcanico Kerid, nel percorso del Circolo d’Oro, con il lago alla base ghiacciato durante l’inverno

Voli diretti da Roma (Icelandair) e Milano (Easyjet) collegano l’Italia con l’aeroporto di Keflavik in 4-5 ore di viaggio. Appena arrivati, la prima cosa da fare è fermarsi in un supermercato e acquistare lo skyr (il tipico yogurt-formaggio islandese proteico e leggero), pane di segale, salmone affumicato, zuppe pronte e cioccolato Omnon, il migliore. Il prezzo medio per dormire in una guest house o in un ostello è tra i 40-50 euro

Le strutture sono molto accoglienti, ben riscaldate e organizzate ma non sempre hanno il bagno in camera. Negli ostelli è disponibile la cucina per preparare un pasto. Questo significa abbattere drasticamente i costi. Alcuni alloggi propongono un extra di 17 euro per la colazione, solitamente molto abbondante, e nei periodi di alta stagione la possibilità di una cena servita. È preferibile dormire in strutture fuori dai centri urbani per avere maggiori probabilità di avvistare l’aurora boreale. Basta uscire dalla propria stanza per assistere allo spettacolo delle luci verdi danzanti nel cielo.

Noleggiare un’auto: cosa sapere

Una delle Ice Cave, grotte e sculture di ghiaccio millenarie nel Parco Nazionale del Vatnajokull

L’Islanda si percorre facilmente in autonomia. I tour organizzati sono comodi ma costosi e rigidi. Il self-drive resta la soluzione più intelligente. Non è obbligatorio, ma fortemente consigliato il noleggio di un’auto 4×4. Le strade principali sono ben tenute e battute quando nevica, ma ghiaccio e vento possono cambiare le condizioni in poche ore. Fondamentale scegliere l’assicurazione completa con copertura sabbia e ghiaia (le tempeste possono danneggiare la carrozzeria), la protezione cristalli e il chilometraggio illimitato. 

Il costo medio di un noleggio d’inverno è più basso rispetto all’estate e prenotando in anticipo si trovano tariffe competitive. Per evitare strade chiuse e imprevisti è bene monitorare ogni giorno i siti road.is e safe.travel.is. L’app ufficiale dell’ufficio meteorologico islandese è Veður: fornisce mappe dettagliate sul vento e se indica raffiche sopra i 15-20m/s bisogna prestare attenzione, soprattutto quando si apre lo sportello dell’auto. 

È importante rispettare il codice della strada e i limiti di velocità. Tutti i parcheggi delle attrazioni turistiche sono a pagamento, 8-10 euro al giorno per auto. Una telecamera inquadra la targa al momento dell’ingresso. Il costo dei carburanti è uguale a quello dell’Italia. 

Aurora boreale: la filosofia dell’attesa

Le “luci del nord” riflesse sul lago con tipiche case islandesi sullo sfondo

L’aurora boreale non è uno spettacolo di magia. È fisica pura: particelle solari colpiscono l’atmosfera terrestre generando luce. L’indice KP misura l’intensità dell’attività geomagnetica. Più è alto questo valore migliore è la visibilità a occhio nudo del fenomeno. Con un KP 2-3 è già visibile, con il KP 4-5 è spettacolare, oltre siamo in presenza di una tempesta geomagnetica. Ma senza il cielo limpido non si vede nulla. Un grande aiuto viene dalle app Hello Aurora o My Aurora Forecast, scaricabili gratuitamente.

Indicano il punto esatto in cui il cielo è abbastanza terso per vedere le luci del nord e geolocalizzandosi inviano notifiche in tempo reale. Alcune guest house fuori città offrono le “aurora wake-up call”: svegliano l’ospite a qualsiasi ora della notte se il fenomeno è visibile. L’aurora boreale non è sempre garantita. Bisogna armarsi di pazienza, coprirsi con indumenti molto caldi e saper cogliere il momento. 

Avvistata la prima volta, ci si abitua e sarà sempre più facile riconoscerla. C’è però una differenza significativa tra il modo in cui l’occhio umano vede l’aurora boreale e quello di una fotocamera. Si pensa che sia sempre molto luminosa e di un verde fluorescente come nelle immagini. Ma senza ausili ottici appare di colore grigio-verde e meno satura. L’aurora si può manifestare anche nei toni del rosa-viola

Se si usa una macchina fotografica serve un treppiedi, con i nuovi cellulari basta rimanere fermi qualche secondo quando si scatta. Il villaggio di Vik, oppure i piccoli comuni di Hella e Borgarnes, sono strategici. Dormire in guest house isolate aumenta le probabilità di vedere l’aurora anche dalla finestra.

Dal cuore del ghiacciaio alle acque geotermiche

La famosa Diamond Beach, spiaggia di sabbia nera disseminata di pepite di ghiaccio

Tra le esperienze imperdibili in Islanda c’è l’escursione alle Ice Cave del Vatnajökull, il ghiacciaio più grande d’Europa che occupa l’8% della superficie totale dell’isola. La gita ha un costo di 120 euro se si raggiunge il meeting point con i propri mezzi. Le grotte di ghiaccio naturale non sono permanenti: si formano e cambiano aspetto ogni anno. Si entra in un paesaggio effimero che probabilmente non esisterà più nel giro di pochi mesi.

L’accesso è possibile solo con guide certificate e i percorsi mutano di stagione in stagione. L’escursione richiede 3-4 ore tra spostamento in super-jeep (40 minuti di sterrato), camminata sul ghiacciaio e visita alle varie cavità: piccole grotte, tunnel, pareti che sembrano opere d’arte contemporanea con la luce che riflette sui ghiacci millenari dalle tonalità tra l’azzurro e il blu elettrico. Obbligatorio l’uso di scarpe impermeabili e dei ramponi forniti dalle guide, oltre a un abbigliamento adeguato perché il vento in quota può essere molto intenso.

Dalla laguna di Jökulsárlón si staccano gli iceberg che galleggiano lungo il canale fino al mare, spaccandosi sulla scogliera in tante pepite di ghiaccio che si depositano sulla spiaggia di sabbia nera chiamata Diamond Beach. Dopo un’esperienza così “glaciale” il contrasto più piacevole si trova a qualche ora di strada più a ovest, nelle acque calde della Secret Lagoon di Flúðiruna delle piscine geotermiche più antiche d’Islanda. Molto meno scenografica e mediatica della Blue Lagoon o della Sky Lagoon che sono più costose e affollate.

È una vasca naturale circondata da piccoli geyser fumanti e da un paesaggio rurale. Il costo è contenuto, attorno ai 30 euro, e l’atmosfera rilassata. Immergersi nell’acqua a quaranta gradi indossando il cappello di lana mentre l’aria invernale segna sotto zero con il vapore che sale verso il cielo, è forse il modo più islandese per concludere una giornata tra ghiaccio e vento. La piscina è ben organizzata con spogliatoi, armadietti e phon, gli asciugamani hanno un costo extra, meglio portare con sé un telo in microfibra e le ciabatte.

DOVE DORMIRE E MANGIARE

Gli alloggi in legno del Camp Lodge Fossatun, in posizione isolata, ideali per avvistare l’aurora boreale

Reykjavík

Reykjavík Residence Hotel

Nel cuore della capitale, unisce il comfort di un boutique hotel alla comodità di veri appartamenti con cucina attrezzata che permettono di gestire in autonomia colazioni e pasti leggeri. In posizione centrale per raggiungere il porto, musei e caffè.

Brasserie 1892

Una taverna tipica in pieno centro. Il piatto simbolo è la Fiskisùpa, la zuppa di pesce islandese servita dentro una pagnotta di pane appena sfornata: cremosa, profumata e sostanziosa.

Uno dei piatti tipici islandesi: il Plokkfiskur, stufato di merluzzo e patate

Borgarnes

Fossatun Camping Pods & Lodge Cottages

Situato nella regione occidentale, il complesso di Fossatun propone cottage e camere con cucina comune affacciati su un paesaggio di fiumi e piccole cascate. L’ambiente è semplice e conviviale, perfetto per chi viaggia on the road e cerca una base tranquilla prima di esplorare la penisola di Snæfellsnes. Ideale per avvistare l’aurora boreale.

Hella

Árhus Cottage & Camping

Nel Sud, vicino al Golden Circle, Árhus Cottage & Camping è gestito da una coppia di italiani e dispone di piccoli cottage in legno con bagno e cucina privati affacciati lungo il fiume Ytri-Rangá. Una base strategica per esplorare cascate, geyser e lagune glaciali. Nelle notti limpide regala magnifiche aurore boreali.

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