Tra le città bianche della Puglia e il mare più selvaggio

Tra le città bianche della Puglia e il mare più selvaggio

Da Locorotondo a Ostuni, passando per Martina Franca, tra vicoli bianchi, trulli e masserie immersi nella storia.
Locorotondo
Locorotondo. Foto di Tomasz Warszewski/Shutterstock

Ci sono luoghi in Puglia dove il bianco, oltre a essere un colore, è un modo di raccontare il paesaggio. È quello delle case imbiancate a calce che riflettono la luce del sole, delle piazze che si aprono all’improvviso tra vicoli tortuosi e fiorati, delle masserie immerse negli ulivi e dei trulli che punteggiano la Valle d’Itria. È l’immagine che mi accompagna durante tutto il viaggio, che attraversa alcune delle località più affascinanti della regione, dove storia, architettura e natura si intrecciano continuamente. Da una parte i borghi custodi di tradizioni secolari; dall’altra la natura incontaminata della Riserva di Stornara e il relax dell’Ethra Reserve, una delle destinazioni balneari e wellness più complete della regione. Due anime diverse, unite dalla stessa luce mediterranea.

Le città bianche della Valle d’Itri

Locorotondo appare all’improvviso come un balcone affacciato sulla Valle d’Itria. Il suo nome racconta già la sua storia: deriva dal latino Locus Rotundus, “luogo rotondo”, che richiama la conformazione circolare del centro storico, che si sviluppa come un anello bianco sospeso sulla campagna. Passeggiando tra le sue stradine, mi lascio guidare senza una meta precisa. I balconi traboccano di gerani, gli atri si riempiono di piante e l’intero borgo sembra un giardino a cielo aperto. Mi perdo tra le “cummerse“, le tipiche abitazioni dal tetto spiovente, mentre dai belvedere lo sguardo si apre sui vigneti e sui trulli disseminati sul territorio.

Scorcio di Locorotondo. Foto di Ludovica Amici

«Qui la storia è racchiusa anche nel lavoro dei mastri trullari, custodi di un sapere antico che ha modellato il paesaggio attraverso trulli e chilometri di muretti a secco», mi spiega Conny Blasi, la guida che mi accompagna in questo itinerario. «Opere di ingegneria rurale tanto semplici quanto ingegnose, nate per delimitare i campi e proteggere i raccolti dai venti della Murgia». Questo paesaggio invita a rallentare. Al tramonto, l’aperitivo tra le vigne è uno dei rituali più suggestivi della zona e il consiglio è quello di fermarsi tra i filari della cantina I Pastini per una degustazione.

Martina Franca. Foto di pixelshop/Shutterstock

A pochi chilometri di distanza, Martina Franca racconta una storia diversa. Più elegante, quasi aristocratica. Antico ducato dei Caracciolo, conserva intatto il fascino di una città nobiliare, tra facciate barocche e palazzi monumentali. Cuore della città è Piazza Roma, dominata dall’imponente Palazzo Ducale, con gli ambienti riccamente decorati. Attraversando Porta Santo Stefano si raggiunge Piazza XX Settembre, raffinato salotto urbano dove il patrimonio artistico convive con la vivacità della vita quotidiana. Prima di ripartire, mi concedo una sosta al Nuovo Tripoli per assaggiare il bocconotto, il dolce simbolo della Valle d’Itria, preparato con ricotta e pera. Un piccolo capolavoro di pasticceria che racconta l’identità gastronomica del territorio. Celebre quanto il Capocollo di Martina Franca, affumicato con il legno di fragno, la quercia simbolo dell’altopiano murgiano.

Basilica of Santa Maria Assunta, Ostuni. Foto di Cezary Wojtkowski/Shutterstock

Poi in lontananza vedo comparire Ostuni, molto prima di raggiungerla. Arroccata sui colli, è probabilmente la più nota delle città bianche pugliesi. Le sue abitazioni “allattate” creano un suggestivo dedalo di stradine che si arrampicano fino a portarmi alla Concattedrale di Santa Maria Assunta, celebre per il suo straordinario rosone a ventiquattro raggi, considerato uno dei più grandi e spettacolari della regione. La vita cittadina ruota attorno a Piazza della Libertà, dominata dalla Colonna di Sant’Oronzo. Poco distante, l’Osteria del Tempo Perso, scavata nella roccia, offre uno degli indirizzi più suggestivi dove scoprire la cucina locale. Guardando verso la costa osservo le antiche torri di avvistamento costruite per difendere il territorio dalle incursioni ottomane e saracene. Oggi molte di queste sono state trasformate in dimore di charme, boutique hotel e ristoranti panoramici.

Dalle colline al mare: l’arrivo a Ethra Reserve

Lasciandomi alle spalle i borghi della Valle d’Itria, il mio viaggio cambia nuovamente scenario. Gli uliveti e i trulli cedono il posto alla macchia mediterranea, mentre il profilo del Mar Ionio inizia ad affacciarsi all’orizzonte. L’arrivo a Ethra Reserve, a Castellaneta Marina, avviene attraverso un lungo bosco di pini d’Aleppo. Il mare rimane nascosto fino all’ultimo, protetto dalle dune e dalla vegetazione della Riserva Naturale di Stornara. Quando raggiungo la spiaggia, davanti a me si apre un tratto di costa quasi incontaminato che si estende per cinque chilometri. Mi sdraio su un Bali bed e non faccio altro che godermi questo luogo che mi invita a rilassarmi, senza programmi né orari.

Ethra Reserve è una destinazione che riunisce quattro diverse strutture ricettive: i cinque stelle Kalidria Hotel & Thalasso Spa e Alborèa Ecolodge Resort, affiancati dai quattro stelle Valentino Resort e Calanè Resort. Un’offerta pensata per soddisfare esigenze differenti, dalle vacanze in famiglia ai soggiorni dedicati al relax. Ma è il legame con il paesaggio circostante che rende speciale questo luogo. Lo si percepisce anche nell’architettura del Kalidria Hotel & Thalasso Spa, un edificio che sembra emergere dal paesaggio, progettato da Emilio Ambasz, considerato tra i precursori dell’architettura verde contemporanea, per integrarsi nella pineta come se fosse parte della riserva stessa. Una vera opera d’arte.

Il mare come terapia

La Luna e la Spa

Il fiore all’occhiello di Ethra Reserve è la sua Thalasso Spa di 3.500 metri quadrati, un’oasi en plein air che sfrutta le proprietà rigeneranti dell’acqua marina. Un rifugio ideale dopo una giornata trascorsa tra spiaggia e natura. Entrare nelle piscine di acqua marina riscaldata è un’esperienza che amplifica la sensazione di benessere. Seguo il percorso tra idromassaggi, bagno turco, sauna e vasche salate, lasciando che sia il mare a diventare l’elemento terapeutico e protagonista dell’esperienza.

Tra le novità di quest’estate si distingue La Luna e la Spa: un percorso serale illuminato da candele e accompagnato dalle note di un violino dal vivo, che trasformano la talassoterapia in un’esperienza multisensoriale. Tra borghi sospesi sulle colline, vigneti e spiagge protette dalla macchia mediterranea, la Puglia rivela la sua straordinaria capacità di cambiare continuamente volto. Un equilibrio sottile tra cultura, natura, e benessere, che accompagna il viaggiatore dall’entroterra fino al mare. E che lascia il desiderio di tornare.

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