Vacanze all’estero: in quali Paesi gli italiani hanno bisogno del visto (e come evitare brutte sorprese prima della partenza)

Vacanze all’estero: in quali Paesi gli italiani hanno bisogno del visto (e come evitare brutte sorprese prima della partenza)

Dall'Australia alla Cina, passando per India, Cuba e Arabia Saudita: quando non basta avere il passaporto in regola.

Per chi viaggia spesso all’interno dei confini europei è quasi naturale pensare che basti un passaporto valido o la carta d’identità (in Italia, invece, si può viaggiare addirittura esibendo la patente di guida) per partire senza ulteriori formalità. Ma appena si esce dallo spazio Schengen, le regole cambiano rapidamente. Se molte delle destinazioni più amate dagli italiani consentono l’ingresso senza visto per soggiorni turistici di breve durata, esistono numerosi Paesi che richiedono invece un’autorizzazione preventiva, da ottenere online oppure attraverso ambasciate e consolati.

La prima cosa da sapere è che non esiste una regola valida per tutto il mondo. Ogni Stato decide autonomamente le condizioni di ingresso dei cittadini stranieri e può modificarle anche in tempi molto brevi. Per questo il Ministero degli Affari Esteri raccomanda di consultare sempre il portale Viaggiare Sicuri prima della partenza, verificando la scheda aggiornata del Paese di destinazione, oltre ai requisiti richiesti dalla relativa rappresentanza diplomatica.

Tra le destinazioni dove gli italiani possono entrare senza visto per turismo figurano gran parte dell’Europa, gli Stati Uniti (previa autorizzazione elettronica ESTA), il Canada (con eTA), il Giappone, la Corea del Sud, la Thailandia, il Messico e numerosi Paesi del Centro e Sud America. In questi casi non si parla di visto tradizionale, ma spesso di un’autorizzazione elettronica da richiedere online prima della partenza oppure semplicemente di un’esenzione dal visto per soggiorni limitati. Anche se le procedure sono più snelle, restano comunque obbligatorie quando previste.

Diversa è la situazione per alcuni dei Paesi che negli ultimi anni hanno visto crescere il turismo internazionale. L’India richiede un visto elettronico (e-Visa) che può essere richiesto online prima della partenza e che consente soggiorni turistici di diversa durata. Anche l’Australia prevede un’autorizzazione elettronica (ETA o eVisitor, a seconda dei casi), mentre per Cuba è necessario ottenere il visto turistico, oggi disponibile anche in formato elettronico. La Cina, dopo le modifiche introdotte negli ultimi anni, continua ad applicare regole che possono variare in base alla durata e allo scopo del viaggio: per questo è fondamentale verificare la normativa aggiornata al momento della partenza.

Tra le destinazioni del Medio Oriente, anche Arabia Saudita richiede un visto turistico elettronico, ottenibile online, così come Oman. Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano invece un’eccezione: per i cittadini italiani il visto viene normalmente rilasciato gratuitamente all’arrivo per soggiorni di breve durata, purché il passaporto soddisfi i requisiti richiesti. Anche in questo caso, tuttavia, le condizioni possono essere aggiornate dalle autorità locali.

In Africa la situazione è ancora più eterogenea. Paesi come Kenya e Tanzania prevedono autorizzazioni elettroniche da richiedere prima della partenza, mentre altre destinazioni rilasciano il visto direttamente all’arrivo oppure richiedono una domanda preventiva presso le autorità consolari. Lo stesso vale per numerosi Stati dell’Asia centrale e del Sud-est asiatico, dove le procedure possono essere molto diverse anche tra Paesi confinanti. Informarsi con anticipo è fondamentale, perché in alcuni casi l’assenza del visto impedisce perfino l’imbarco sul volo.

Anche quando il visto non è richiesto, esistono altri requisiti che non devono essere sottovalutati. Molti Stati pretendono che il passaporto abbia una validità residua di almeno sei mesi dalla data d’ingresso, richiedono la dimostrazione di un biglietto di ritorno, la prenotazione dell’alloggio o la disponibilità di risorse economiche sufficienti per il soggiorno. Alcune destinazioni prevedono inoltre assicurazioni sanitarie obbligatorie o particolari certificazioni sanitarie. Si tratta di condizioni che variano continuamente e che vengono riportate nelle schede aggiornate di Viaggiare Sicuri.

Un errore piuttosto comune è pensare che il visto possa essere richiesto all’ultimo momento. In realtà, soprattutto durante l’estate o nei periodi di maggiore affluenza, i tempi di rilascio possono allungarsi sensibilmente. Per alcuni Paesi bastano pochi minuti attraverso una procedura online, mentre altri richiedono diversi giorni lavorativi o persino settimane. Organizzare con anticipo tutta la documentazione evita il rischio di dover rinunciare al viaggio per un semplice adempimento burocratico.

La regola più importante, quindi, resta una sola: non affidarsi mai a forum, gruppi social o informazioni trovate casualmente online. Le norme sull’ingresso possono cambiare in qualsiasi momento e l’unico riferimento ufficiale è rappresentato dal Ministero degli Affari Esteri, attraverso il portale Viaggiare Sicuri, che raccoglie in tempo reale requisiti d’ingresso, aggiornamenti sulla sicurezza, documenti necessari ed eventuali modifiche introdotte dai singoli Paesi. Controllare queste informazioni pochi giorni prima della partenza richiede solo qualche minuto, ma può evitare problemi ben più seri una volta arrivati in aeroporto.

Articoli Correlati

Iscriviti alla newsletter