California dreamin’, itinerario on the road nel sud della West Coast

California dreamin’, itinerario on the road nel sud della West Coast

Dall’energia di Los Angeles alla quiete della valle vinicola di Temecula, passando per l’adrenalina del surf da onda ad Huntington Beach: un vero caleidoscopio di esperienze.
Un surfista ad Huntington Beach, conosciuta anche come la Surf City Usa, con i suoi 16 km di ampie spiagge sabbiose: un vero paradiso per gli appassionati della disciplina

Dodici ore di volo diretto da Roma a Los Angeles non mi avevano scoraggiata. Lasciato l’aeroporto e fatto un velocissimo power nap in hotel nel quartiere di Culver City, ho chiamato un Uber calcolando che sul filo dei secondi sarei arrivata giusto in tempo per godermi il mio primo tramonto californiano. Raggiunta Santa Monica, leggermente spaesata dal lungo viaggio e disorientata su quale fosse il punto migliore per godermi lo spettacolo, mi sono lasciata guidare dal profumo di dolciumi nell’aria e dalle grida di eccitazione delle persone in cima alla ruota panoramica del parco divertimenti Pacific Park.

Imboccata la direzione giusta, mi sono incamminata fino alla fine del Santa Monica Pier: il sole stava quasi per tuffarsi in mare. Trovato uno spazio tra le persone assiepate alla balaustra del pontile e scattata la fatidica foto, mi sono guardata intorno ripensando ai giorni di pioggia battente nella mia città. Attorno a me il bagliore ambrato del cielo riflesso sull’Oceano Pacifico, un’atmosfera rilassata ma, allo stesso tempo, vibrante come solo questo angolo di Stati Uniti riesce a trasmettere con armonia. In quel preciso momento avevo giurato a me stessa: “Ora basta correre, e godiamoci il qui e ora”. Era finalmente iniziato il mio California Dreamin’, una promessa di felicità, spensieratezza e abdicazione della frenesia così travolgente da non avermi mai fatto soffrire il jet lag durante la mia esperienza: come se il mio corpo fosse entrato subito in sintonia con lo spirito di queste latitudini.

Il SoFi Stadium di Inglewood

E di questi tempi il suo epicentro, Los Angeles, è in pieno fermento e più raggiante che mai (per usare una metafora che le si addice, grazie al meteo che, già ad aprile, mi aveva regalato un assaggio d’estate): la metropoli della West Coast ospiterà infatti, da ora fino ai prossimi due anni, i più grandi eventi. Dopo le otto partite della Coppa del Mondo FIFA 2026 (da poco conclusa), sarà la volta del Super Bowl l’anno prossimo e poi della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Estivi 2028. Il “tempio dello sport”, su cui si poseranno gli occhi di miliardi di persone, è il SoFI Stadium (dal nome della banca digitale, Social Finance, che ne detiene i diritti di denominazione) di Inglewood, distretto dell’intrattenimento a sud ovest di Downtown. Calcio, football e addirittura nuoto: il campo in erba sintetica, per le Olimpiadi, verrà convertito in una piscina di 50 metri dove si disputeranno le competizioni acquatiche.

Un gioiello – a ben dire: con 5,5 miliardi di dollari, è lo stadio costato finora di più in assoluto nella storia. Un’idea di raffronto? Per l’Al Bayt Stadium di Doha, realizzato per i Mondiali di calcio del 2022, il governo del Qatar aveva speso “appena” 847 milioni di dollari. I numeri evidentemente non sono mai stati un problema per il suo proprietario, l’imprenditore americano del real estate Stanley Kroenke: quando in fase di progettazione gli fu fatto presente che per la vicinanza al LAX, l’aeroporto internazionale, l’arena non avrebbe potuto superare una determinata altezza, il patron della Kroenke Sports & Entertainment (holding che detiene, tra le varie, squadre di Premier League come l’Arsenal e di football americano come i Los Angeles Rams), rispose “non c’è problema, vorrà dire che lo costruiremo trenta metri sotto al livello stradale”.

Detto fatto, e nel 2020 il SoFi Stadium ha inaugurato: una struttura all’avanguardia per architettura – ibrido tra indoor e outdoor, grazie al tetto semitrasparente che lascia filtrare la luce e a un sistema di pannelli laterali che garantisce un costante ricircolo d’aria – e tecnologia (il suo tratto distintivo è Infinity: schermo LED 4K, di forma ovale e sospeso sopra il campo, dalla superficie di 6.500 metri quadrati), la cui capienza può arrivare a 100mila spettatori. Oggi, oltre ad assistere a match di National Football League, si può partecipare a tour guidati di un paio d’ore che raccontano aneddoti e curiosità sulla sua costruzione, oltre alla possibilità di scoprirne gli angoli più inaccessibili come gli spogliatoi e il Visit Rwanda Club (lounge esclusiva dove star come Beyoncé, LeBron James e Kim Kardashian sono habitué).

Acrobazie al Venice Beach Skatepark

Sport e divertimento scandiscono le giornate a Inglewood: nei dintorni, in dieci minuti a piedi, si può fare tappa al Cosm Los Angeles, una struttura di intrattenimento immersivo da 1.500 posti con una cupola LED di 26 metri (spesso paragonata alla Sphere di Las Vegas) che permettere di assistere a partite di basket, football e alla proiezione di blockbuster praticamente dentro la scena, senza l’uso di visori, garantendo un tasso di coinvolgimento altissimo. Ma nella “Città degli Angeli” non c’è mai una giornata uguale a quella precedente. La sua forza sta proprio nella capacità di intrattenere e di sorprendere grazie a sfumature sempre diverse, declinate nei vari quartieri che la compongono.

E così, dopo essermi calata nei panni di una sfegatata tifosa dei Lakers, nel giro di qualche ora, eccomi di fronte a una delle panchine originali utilizzate durante le riprese di Forrest Gump nelle scene in cui il protagonista racconta la sua rocambolesca vita alla fermata del bus. Una delle repliche si trova infatti all’interno degli storici Paramount Studios, tra gli studi cinematografici più antichi del mondo (le origini risalgono a oltre un secolo fa) e l’unico ad avere ancora la propria sede nel quartiere più emblematico di Los Angeles: Hollywood, a Melrose Avenue. Un tour guidato di un paio d’ore permette di varcare il leggendario Bronson Gate – il cancello d’ingresso principale, apparso in numerose pellicole iconiche della storia del cinema (come, per esempio, Il viale del Tramonto con William Holden, Gloria Swanson ed Erich von Stroheim) – e di vedere direttamente con i propri occhi i luoghi dove vengono scritti, prodotti, girati e montati film, serie tv e spot pubblicitari stavolta senza intermediari di mezzo, come telecamere e schermi.

Iconica postazione dei bagnini (lifeguard towers) a Venice Beach

Particolarmente coinvolgenti sono le visite all’interno dei teatri di posa (sono ben 29, ma non tutti accessibili, soprattutto se hanno riprese in corso): si passeggia in uno spazio sospeso, circondati da oggetti di scena, impalcature, proiettori e un aroma nell’aria resinoso e secco, tra note di legno, gesso e vernice usata per tinteggiare le scenografie. Per non perdersi nemmeno un angolo dei Paramount Studios – ma soprattutto considerata la loro vastità, oltre 260mila metri quadrati di superficie – si gira comodamente seduti a bordo di golf cart, fino a raggiungere un gigantesco set all’aperto con strade ed edifici che ricreano l’atmosfera urbana della Grande Mela: il New York Backlot (20mila metri quadrati), oltre a riprodurre otto zone distinte della città – da Brooklyn all’Upper East Side –, custodisce anche una sezione dedicata a Chicago con lo stile architettonico tipico del Midwest.

Ricordatevi di aguzzare bene la vista perché da lì, alzando lo sguardo verso il versante meridionale del Mount Lee, si riesce ad avvistare in lontananza la scritta a caratteri cubitali forse più conosciuta sulla Terra: l’Hollywood Sign, alta 14 metri e lunga dieci volte tanto. Eppure la sua origine con il cinema non c’entrava proprio nulla, eretta nel 1923 come “Hollywoodland” per pubblicizzare l’omonimo e all’epoca nuovo quartiere residenziale. A tal riguardo, i più sportivi — a LA non ci si annoia proprio mai! — possono scegliere di ammirarla praticamente “in prima fila” percorrendo il Brush Canyon Trail, all’interno del Griffith Park: un sentiero escursionistico che, in circa quattro chilometri, porta a un ampio belvedere con vista che si estende all’infinito sulla contea di Los Angeles (la più popolosa di tutti gli Stati Uniti, con oltre 10 milioni di residenti). L’escursione è interessante anche dal punto di vista botanico, tra piante succulente, come l’agave, e fitti cespugli di penniseto, che ricordano il vicino Messico.

I canali di Venice inaugurati il 4 luglio 1905 da Abbott Kinney come la “Venezia d’America

Di una vista magnifica dall’alto, dirimpetto ai grattacieli di Downtown, si può godere anche dai giardini e dal labirinto del Getty Center: una tappa imperdibile per gli amanti dell’arte. Fondato per volontà del magnate del petrolio Jean Paul Getty, questo museo – completamente gratuito e da circa 2 milioni di visitatori all’anno – ospita quattro giganteschi padiglioni con dipinti a partire dal Medioevo, passando per Barocco, Impressionismo, Espressionismo, sculture, fotografie e arti decorative: tra i pezzi più prestigiosi, Venere e Cupido di Jacopo Sansovino e Iris di Vincent Van Gogh. L’incanto di questo indirizzo non sta solo nelle meravigliose collezioni che custodisce, ma anche nel dialogo armonioso tra la sua architettura dalle linee morbide, a firma dell’archistar Richard Meier, e il paesaggio circostante, una collina dalla vegetazione semidesertica nel distretto residenziale di Brentwood. Da lassù, nelle giornate di cielo limpido si intravede in lontananza anche l’Oceano Pacifico: lo sfondo più rappresentativo nell’immaginario legato a Los Angeles.

Ma per viverlo da vicino, altrettanto evocativa è una passeggiata a Venice Beach (e non perdetevi, nei dintorni, anche il Venice Canal Historic District, con curatissime ville affacciate su canali solcati da ponticelli pedonali) dove artisti di strada, venditori ambulanti, skaters, runners, ristoranti e caffetterie animano i tre chilometri di lungomare che, per i Giochi Olimpici 2028 ospiteranno le gare di ciclismo su strada e di triathlon, oltre a essere il punto di partenza della maratona. Lo sport da queste parti è una vera e propria fede, di cui il surf è il dogma cardine. E allora vale la pena spingersi a sud di Los Angeles, superando di una trentina di chilometri il LAX, fino ad arrivare ad Huntington Beach per respirare l’atmosfera da Un mercoledì da leoni.

Questa città costiera nella contea di Orange – sì, proprio l’ambientazione della serie tv cult dei primi anni Duemila, The O.C. – è stata la prima ad aver ospitato, nel 1959, il campionato nazionale di surf degli Stati Uniti. E proprio qui, non a caso, si trova l’International Surfing Museum: uno spazio dove immergersi a tutto tondo in questa disciplina, tra collezioni di cimeli, quadri che riattraggono leggende del passato, come l’hawaiano Duke Kahanamoku – atleta olimpionico di nuoto, considerato il padre del surf moderno che esportò in California, Australia e Nuova Zelanda, e così in tutto il mondo – e di oggi, su tutti Kelly Slater (ben 11 titoli iridati), oltre alla surfboard più grande del mondo, detentrice del Guinness dei primati con i suoi quasi 13 metri di lunghezza.

Un momento della Surf City Dog Contest ad Huntington Beach

Passeggiando per il lungomare e le strade di Huntington Beach – il cui nome è un omaggio al magnate delle ferrovie tra i costruttori della first transcontinental railroad, una delle opere più visionarie della Storia moderna che mise in collegamento la East Coast con la West Coast – ogni riferimento è, neanche a dirlo, al surf: murales, negozi specializzati, caffetterie e locali a tema. Quindi, la domanda viene spontanea: “Perché non provarlo?”. Una scuola che offre lezioni per tutti i livelli è la Corky Carroll’s Surf School con uscite lungo la rinomata spiaggia di Bolsa Chica (area protetta con oltre 200 specie di uccelli): uno spot adatto anche ai principianti per le acque poco profonde e le onde non estremamente impegnative dalla parete che si rompe dolcemente favorendo così la spinta della schiuma.

Magari, come me, non arriverete a prendere parte all’annuale appuntamento con gli US Open of Surfing ma il divertimento è garantito: dopo una veloce spiegazione teorica e qualche esercizio a riva, tavola sotto braccio, eccomi in mezzo al mare provando (giusto per qualche secondo, o forse anche centesimo di secondo) il brivido dello stare in piedi sull’acqua. Se invece preferite restare a terra e misurarvi con uno sport di squadra, sarete facilmente accontentati: ai piedi dell’Huntington Beach Pier, pontile che taglia in perpendicolare l’Oceano Pacifico per una cinquantina di metri, si incontra una fitta fila di campi di beach volley stracolmi di persone soprattutto nel fine settimana quando famiglie, giovani e losangelini in fuga dalla città si riversano in spiaggia e lungo la ciclabile. Quest’ultima si estende per 20 chilometri fino all’elegante Newport Beach con il suo porticciolo, le ville lussuose e le boutique di alta moda dove immaginarsi spuntare all’improvviso i protagonisti di The O.C. Seth Cohen e Marissa Cooper (amara scoperta: il teen drama era sì ambientato da queste parti ma con le location di riprese altrove).

Escursione a cavallo nella valle vinicola di Temecula

Tornando però ad Huntington Beach, prima di andare via, non dimenticate di prendere parte a un falò sulla spiaggia: una vera e propria tradizione, celebrata in particolare nel fine settimana, con oltre 500 aree dedicate (sia pubbliche che private) lungo tutto il litorale. Affacciatevi all’imbrunire dalla terrazza del Paséa Hotel per ammirare una distesa a perdita d’occhio di bracieri accesi: il loro rosso vivido sarebbe stato poi lo stesso colore che avrebbe accompagnato il mio primo risveglio nella valle vinicola di Temecula, a un centinaio di chilometri verso l’entroterra, con il disco infuocato alto in cielo già alle sei di mattina. Sorprendente come il Golden State – soprannome della California che si deve alla Corsa all’Oro di metà Ottocento – riesca a offrire panorami così diversi percorrendo anche solo brevi distanze: così dalle spiagge dorate di Huntington Beach, nel giro di un’oretta di macchina, ecco sotto di me una distesa di vigneti ordinati affacciandomi dalla mongolfiera su cui ero salita per vedere l’alba.

Quel giorno il cielo era così terso da riuscire a vedere in lontananza il Pacifico, una rarità fortuita, ci aveva rivelato dalla cesta il pilota di Grape Escape Balloon Adventures. Ma era il verde a prevalere tra vigne, campi di lavanda, uliveti e frutteti arrampicati lungo le pendici delle colline: una vallata dalla ricchezza botanica unica, merito di una condizione climatica molto particolare tra oceano e deserto. E se pensando ai vini della California, viene in mente quasi subito la rinomata Napa Valley, Temecula – la più importante area di produzione enologica nel sud dello Stato – non ha nulla da invidiarle, con oltre venti varietà di uva che prosperano nella regione tra cui Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Sauvignon Blanc, Malbec, Riesling e Chardonnay.

In sidecar tra i paesaggi della regione vinicola più importante del sud della California, Temecula

Non solo, così ancora poco conosciuta (seppur molto apprezzata dai local, è una meta assai gettonata per weekend rilassanti non lontano da Los Angeles e San Diego) ha il vantaggio di essere estranea dal turismo di massa e di poter mantenere intatta la propria autenticità. In zona sono una sessantina le aziende vinicole che offrono tour in cantina, pranzi tra i filari (bellissima la vista da Altissima Winery) e sistemazioni dove alloggiare, come Ponte Winery e Chapin Family Vineyards. Un ricordo ancora vivido è il profumo inebriante di fiori e agrumi che ero riuscita a percepire anche sotto il casco indossato durante l’escursione su due ruote (anzi tre) organizzata da Bryan Giardinelli di Side Car Tours: a bordo di motocarrozzette ispirate ai modelli BMW della Seconda guerra mondiale si parte all’esplorazione della valle di Temecula fermandosi, di tanto in tanto, tra soste panoramiche e degustazioni di vino e olio lungo la strada. A proposito di vita lenta, quasi avevo dimenticato che l’indomani avrei avuto il volo di rientro: non mi sarei più voluta svegliare dal mio California Dreamin’.

LOS ANGELES

DOVE DORMIRE 

The Shay 

Nel distretto modaiolo di Culver City, The Shay (parte di Hyatt) mette a disposizione camere accoglienti, oltre a una bella piscina panoramica sul rooftop dove rilassarsi o prendere un aperitivo con vista su Los Angeles. Punto di forza è la vicinanza all’aeroporto internazionale, per evitare il gran traffico della città.

Palihouse West Hollywood 

Charme provenzale e atmosfera rilassata: il Palihouse West Hollywood, lungo la West 3rd Street (strada pedonale costellata di caffetterie), offre 95 camere, una piscina e l’incantevole Lobby Lounge Café and Bar dove accomodarsi dalla colazione alla cena: seduti ai tavolini all’aperto, ci si gode la brulicante vita di West Hollywood.

DOVE MANGIARE 

Blue Bottle Coffee 

Per una colazione veloce a Culver City, Blue Bottle Coffee è una caffetteria con torrefazione in-house dove fermarsi per una tazza di nero e un ottimo avocado toast. In giro per Los Angeles, ci sono altri diciassette punti vendita.

Brightside California Kitchen 

A Santa Monica, appena fuori dal caos del Santa Monica Pier, un bistrot allegro e curato che accontenta tutti: in menu, insalate, bowl, tacos, burger e sandwich. Si può scegliere di mangiare al bancone o alle banquettes.

El Carmen 

Tequila bar a West Hollywood specializzato in tacos, con oltre 400 diverse Tequila e Mezcal in carta provenienti da un centinaio di produttori diversi. Atmosfera onirica luci soffuse e un lungo bancone dove ordinare Margarita pluripremiati.

Fig Tree 

Locale storico e a conduzione familiare, dove gustare confort food sul lungomare pedonale di Venice Beach con il Pacifico sullo sfondo: piatti di mare e di terra, in compagnia di diverse opzioni vegetariane.

The Original Farmers Market 

Con oltre 90 negozi di alimentari di alta qualità e ristoranti che offrono cucine da ogni parte del mondo, questo mercato coperto nel quartiere di Fairfax (aperto tutti i giorni) è un luogo di ritrovo amatissimo dai residenti.

DA SAPERE

Per organizzare al meglio un itinerario in California, il portale ufficiale dell’ente del turismo (Visitcalifornia. com) fornisce informazioni, curiosità e consigli adatti a ogni tipo di viaggiatore.

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