Sulla costa della Cornovaglia, artisti e creativi stanno lasciando il segno

Sulla costa della Cornovaglia, artisti e creativi stanno lasciando il segno

Avanguardie e fermento contemporaneo.
Il porto di Falmouth, in Inghilterra

Durante un lungo weekend in Cornovaglia, contea battuta dal vento nel sud-ovest dell’Inghilterra che si protende nell’Atlantico, potreste ritrovarvi a Falmouth per cenare in uno dei locali più interessanti della zona, il Culture Restaurant. E se lo sgombro pescato all’amo con asparagi di un verde brillante potrebbe catturare la vostra attenzione, vale la pena soffermarsi anche sulle stoviglie.

Il ristorante ha infatti commissionato al ceramista Sam Marks la realizzazione di piatti e ciotole ispirati a colori e texture della costa cornica. Marks, trasferitosi a Falmouth sette anni fa, è uno dei tanti creativi che hanno lasciato Londra per la Cornovaglia, attratti dal suo spirito libero e dalla vivace comunità artistica. Le conversazioni con altri innovatori «nascono in modo naturale, davanti a una birra, mentre si nuota o si cucina sulla spiaggia», afferma. Sebbene l’identità artistica della regione sia ormai consolidata – basti pensare a musei come la Tate St Ives e il Barbara Hepworth Museum & Sculpture Garden, entrambi a St Ives, a circa un’ora da Falmouth – siamo nel pieno di una nuova ondata di creatività.

Le ceramiche di Julia Florence da Morgan’s

Un buon punto di partenza è Morgan’s, una galleria che rappresenta talenti emergenti, tra cui Jack Hilton, nipote dei celebri artisti di St Ives Rose e Roger Hilton, e Julia Florence, i cui micro vasi e le grandi urne dipinte sono lucidi e sensuali. A circa mezz’ora a ovest si trova Helston, dove la fotografa di viaggi e lifestyle Lucy Laucht si è fermata dopo quindici anni vissuti all’estero. «C’è un forte senso di cameratismo, fondamentale durante i lunghi mesi invernali, bui e umidi», racconta.

A Helston ama visitare la galleria Kestle Barton, seguita da una cena al Flora, all’interno della tenuta Trelowarren, risalente al XV secolo. Ancora più a ovest si trova Newlyn, un porto di pescatori che, nel XIX secolo, fu il centro artistico della Cornovaglia. All’epoca, il gruppo di pittori che ne prese il nome esponeva i propri acquerelli alla Newlyn Art Gallery; oggi la Newlyn School of Art raccoglie quella eredità culturale con corsi di un giorno dedicati a ritratti sperimentali, paesaggi marini e opere astratte, tutti tenuti da artisti locali.

La pittrice e curatrice Faye Dobinson propone sessioni di disegno dal vero e si esibisce anche come dj nella ballroom dell’Union Hotel, a Penzance. All’estremità della penisola della Cornovaglia si trova il villaggio di Sennen, che sei anni fa la stylist di moda Polly Wilkinson ha preferito a Londra. Ogni maggio, durante un fine settimana, organizza qui il Fayre, celebrazione bohémienne di arte, musica e artigianato locale ospitata alla Faraway House.

L’opera Two Forms (Divided Circle) al Barbara Hepworth Museum, a St Ives

L’artista e scrittore Luke Edward Hall – noto per aver progettato l’Hôtel Les Deux Gares, un albergo dal gusto massimalista nel X arrondissement di Parigi — ha trovato il tempo, tra i lavori di ristrutturazione di una vecchia cappella nel vicino distretto di West Penwith, per realizza- re alcuni dei poster della manifestazione.

Quando il Fayre non è in corso, la Faraway House, con cinque camere da letto, è disponibile inoltre per affitti esclusivi. Anche Newquay, città nota per le spiagge e molto amata dai surfisti (per un souvenir che compensa il costo della spedizione, vale la pena fare un salto da Ziran Surf Craft, a Truro, dove Andy Teasdale realizza tavole da surf su misura, modellate e decorate a mano), sta vivendo un periodo di cambiamento. «Ogni settimana aprono nuovi spazi e arrivano persone interessanti», spiega James Kennedy di Petalon, una fattoria rigenerativa e vivaio di fiori a Newquay, al cui interno ha recentemente aperto Lanteague, un complesso di studi per artisti.

Il ceramista Sam Marks nel suo studio a Falmouth

Qui si trova anche la Gorse Bakery, che propone eccellente pane a lievitazione naturale, brioche ai mirtilli e danesi al rabarbaro. Al mattino, racconta Kennedy, «si possono vedere gli agricoltori fermarsi per un caffè e un dolce prima di ripartire sui loro trattori». Tornando a Falmouth, la scena musicale e della danza è sempre più vivace. Un collettivo tutto al femminile, chiamato The Wad – parola che deriva da un antico termine cornico che significa “torcia” o “fascio di paglia” –, mette in scena performance tradizionali di Morris dance, danza popolare in cui i danzatori spesso utilizzano campanelli, bastoni o pali decorati a festa.

Poco distante, il Cornish Bank ospita festival musicali, serate “open mic”, proiezioni cinematografiche, mostre e sessioni di musica folk. Il fatto che Falmouth e le città circostanti siano animate tutto l’anno è uno dei motivi per cui la fotografa paesaggista Jenna Foxton ha deciso di stabilirvisi. «La comunità creativa qui è davvero solidale e accogliente», afferma. «È il mio punto di riferimento».

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