Safari in Africa: come si comportano i turisti internazionali?

Safari in Africa: come si comportano i turisti internazionali?

Secondo i tour operator interpellati da SafariBookings.com, i giapponesi primeggiano per cortesia. In coda gli italiani, penalizzati dalla scarsa puntualità, mentre gli americani si distinguono per la generosità delle mance.
Safari nella savana del Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania
Safari nella savana del Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania. Foto di Joao L. Vieira /Shutterstock

Esistono regole non scritte a cui ogni viaggiatore, appellandosi al buon senso, dovrebbe attenersi. Soprattutto quando si affrontano viaggi di gruppo, è bene ricordarsi che la collaborazione, la flessibilità, la puntualità e l’educazione sono requisiti indispensabile al fine di creare un clima disteso. Stando a quanto emerso dalla classifica redatta da SafariBookings.com, piattaforma online specializzata nei safari in Africa, ogni nazionalità si distingue per tratti e abitudini differenti.

Buone maniere: giapponesi in testa e italiani in coda

Per tracciare una fotografia dei viaggiatori internazionali, sono stati interpellati 192 tour operator del settore a cui sono stati posti cinque quesiti per individuare, in base alla propria esperienza, i clienti più educati, quelli più generosi in termini di mance, i più spendaccioni, i più attivi e avventurosi e, infine, i foodies. Il primo posto non sorprende: con il 21% delle preferenze, sono i giapponesi a dominare la classifica relativa alle buone maniere, seguiti da norvegesi e svizzeri, rispettivamente con il 10,6% e il 10,4%. I connazionali, nonostante la nomea di popolo socievole, cordiale e accogliente, vengono penalizzati dalla scarsa puntualità e dal mancato rispetto delle regole. I numeri parlano chiaro: hanno ottenuto solo l’1,3% delle preferenze. A precederli sono gli australiani (2,1%) e gli spagnoli (2,3%).

Gli americani sono i più generosi per le mance

Per quel che concerne le mance, non essendo una tradizione radicata in Europa, a dominare la classifica sono gli americani, con il 29,5% delle menzioni, percentuale nettamente superiore rispetto alle altre nazionalità. In terra a stelle e strisce infatti, soprattutto sul fronte della ristorazione, le cosiddette tips hanno un peso determinante sullo stipendio dei lavoratori. Di media, si attestano intorno al 18-20% del conto.

A chiudere la top 3 sono la Germania, con il 13,1%, e il Canada con il 10%. Un trio che ritroviamo anche nella graduatoria relativa alle spese di viaggio, dove i turisti staunitensi, con il 24% delle citazioni, si confermano i maggiori big spender. Stando alle percezioni degli operatori del settore chiamati in causa, quando si parla di avventura, sono invece i viaggiatori europei ad avere la meglio: sul podio troviamo la Germania seguita da Francia e Paesi Bassi con percentuali pari a 21,1%, 17,8% e 11%.

I foodies? Il podio condiviso tra Asia ed Europa

Viaggiare significa anche scoprire le tradizioni locali passando per la tavola, un aspetto che interessa soprattutto indiani (18,7%), giapponesi (17,5%) e francesi (12,4%). I meno appassionati sono gli inglesi (2,1%). Strano ma vero, gli italiani figurano solamente in sesta posizione, anche se si confermano molto curiosi e propensi a familiarizzare con la cucina locale. «Ciò che emerge da questi risultati è come le diverse nazionalità si distinguano in ambiti differenti: i turisti giapponesi per la cortesia, gli americani per la generosità nelle mance e per la spesa, e i tedeschi per lo spirito d’avventura. Per quanto riguarda il cibo, invece, i risultati sono molto più eterogenei, suggerendo che le preferenze individuali abbiano un peso maggiore rispetto alle consuetudini nazionali», ha dichiarato Anita Kovalevska, data researcher e content manager di SafariBookings.com.

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