Esistono regole non scritte a cui ogni viaggiatore, appellandosi al buon senso, dovrebbe attenersi. Soprattutto quando si affrontano viaggi di gruppo, è bene ricordarsi che la collaborazione, la flessibilità, la puntualità e l’educazione sono requisiti indispensabile al fine di creare un clima disteso. Stando a quanto emerso dalla classifica redatta da SafariBookings.com, piattaforma online specializzata nei safari in Africa, ogni nazionalità si distingue per tratti e abitudini differenti.
Buone maniere: giapponesi in testa e italiani in coda
Per tracciare una fotografia dei viaggiatori internazionali, sono stati interpellati 192 tour operator del settore a cui sono stati posti cinque quesiti per individuare, in base alla propria esperienza, i clienti più educati, quelli più generosi in termini di mance, i più spendaccioni, i più attivi e avventurosi e, infine, i foodies. Il primo posto non sorprende: con il 21% delle preferenze, sono i giapponesi a dominare la classifica relativa alle buone maniere, seguiti da norvegesi e svizzeri, rispettivamente con il 10,6% e il 10,4%. I connazionali, nonostante la nomea di popolo socievole, cordiale e accogliente, vengono penalizzati dalla scarsa puntualità e dal mancato rispetto delle regole. I numeri parlano chiaro: hanno ottenuto solo l’1,3% delle preferenze. A precederli sono gli australiani (2,1%) e gli spagnoli (2,3%).
Gli americani sono i più generosi per le mance
Per quel che concerne le mance, non essendo una tradizione radicata in Europa, a dominare la classifica sono gli americani, con il 29,5% delle menzioni, percentuale nettamente superiore rispetto alle altre nazionalità. In terra a stelle e strisce infatti, soprattutto sul fronte della ristorazione, le cosiddette tips hanno un peso determinante sullo stipendio dei lavoratori. Di media, si attestano intorno al 18-20% del conto.
A chiudere la top 3 sono la Germania, con il 13,1%, e il Canada con il 10%. Un trio che ritroviamo anche nella graduatoria relativa alle spese di viaggio, dove i turisti staunitensi, con il 24% delle citazioni, si confermano i maggiori big spender. Stando alle percezioni degli operatori del settore chiamati in causa, quando si parla di avventura, sono invece i viaggiatori europei ad avere la meglio: sul podio troviamo la Germania seguita da Francia e Paesi Bassi con percentuali pari a 21,1%, 17,8% e 11%.
I foodies? Il podio condiviso tra Asia ed Europa
Viaggiare significa anche scoprire le tradizioni locali passando per la tavola, un aspetto che interessa soprattutto indiani (18,7%), giapponesi (17,5%) e francesi (12,4%). I meno appassionati sono gli inglesi (2,1%). Strano ma vero, gli italiani figurano solamente in sesta posizione, anche se si confermano molto curiosi e propensi a familiarizzare con la cucina locale. «Ciò che emerge da questi risultati è come le diverse nazionalità si distinguano in ambiti differenti: i turisti giapponesi per la cortesia, gli americani per la generosità nelle mance e per la spesa, e i tedeschi per lo spirito d’avventura. Per quanto riguarda il cibo, invece, i risultati sono molto più eterogenei, suggerendo che le preferenze individuali abbiano un peso maggiore rispetto alle consuetudini nazionali», ha dichiarato Anita Kovalevska, data researcher e content manager di SafariBookings.com.