Quando il tempo dedicato ai doveri prende il sopravvento, bisogna tirare il freno a mano. L’estate è sicuramente la stagione ideale per prendersi una pausa e, soprattutto, dedicarsi ai propri affetti. È così che nasce l’idea di trascorrere un weekend di fine agosto con mia madre a Ischia, per respirare la brezza marina e scoprire il suo prezioso patrimonio idrotermale, le cui proprietà benefiche sono note fin dai tempi dell’antica Roma.

Una volta arrivate alla stazione di Napoli, dopo il rito della sfogliatella – un peccato di gola che mi concedo ogni volta che metto piede in città – raggiungiamo il molo Beverello per prendere l’aliscafo che, in circa 50 minuti di navigazione, ci conduce a destinazione. Salite in auto, ci dirigiamo sulla costa settentrionale dell’isola, a Casamicciola Terme, famosa per la qualità delle cure termali ma anche per il suo tragico passato segnato da due eventi catastrofici: il terremoto del 21 agosto 2017 e l’alluvione del 26 novembre 2022.
La rinascita di Casamicciola Terme
Oggi Casamicciola prova a ripartire grazie al piano di ricostruzione voluto dal Governo, che prevede interventi di riqualificazione urbanistica nell’area estesa dal porto fino alla zona di Maio con l’obiettivo di favorire il ripopolamento e rilanciare il termalismo, una delle vocazioni storiche del territorio. Qualcosa, intanto, si muove. A fine agosto è stata inaugurata la nuova Piazza Maio, completamente ridisegnata per restituire alla comunità uno spazio di aggregazione.

Ad abbracciare il cambiamento è anche Palazzo Manzi Terme & Spa, struttura le cui origini risalgono al 1863 quando Luigi Manzi diede vita, in Piazza Bagni di Gurgitello, a uno dei primi stabilimenti termali ispirati alle antiche terme romane. La proprietà sorge proprio nei pressi della storica sorgente del Gurgitello, da cui sgorgano acque ricche di sodio, cloro, zolfo e bicarbonato. La mia sete di curiosità viene appagata da Giuseppe, front office manager e custode della memoria dell’hotel e del comune termale. Scopro così che nella lista degli ospiti illustri figura Giuseppe Garibaldi: nel 1864, raggiunse il centro per sottoporsi alle cure termali per trattare l’artrite e la ferita riportata nella battaglia dell’Aspromonte. La vasca utilizzata dal generale durante il suo soggiorno è tutt’oggi visibile all’ingresso della spa.
Il presente e il futuro di Palazzo Manzi Terme & Spa
Nel corso degli anni si sono avvicendati diversi proprietari che hanno contribuito a scriverne la storia: tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta fu l’editore e imprenditore Angelo Rizzoli, intuendo il potenziale della destinazione, ad acquisire le Terme Manzi e a rilanciarle nel panorama dell’ospitalità ischitana. Si arriva poi agli anni Duemila quando la famiglia Polito acquista e rinnova la proprietà, guidata oggi da Luigi insieme a moglie e figli che gestiscono anche un’altra struttura ischitana, il Botania Relais & Spa e il Therasia Resort Sea & Spa a Vulcano.
Anche gli spazi testimoniano la sua doppia anima, antica e moderna: basta guardarsi intorno per notare che elementi moderni ben si sposano con richiami all’epoca romana e greca. La struttura è infatti il risultato del lavoro di diversi architetti che, nel tempo, hanno contribuito alla revisione del progetto, tra cui l’ischitano Cesare Longo. L’atmosfera è eclettica: mosaici e marmi convivono con legno teak e materiali di recupero che, attraverso un sapiente mix di colori e texture, contribuiscono a creare armonia.

Palazzo Manzi Terme & Spa dispone di 55 camere e suite arredate in stile mediterraneo, con caratteristiche maioliche di Vietri, percorsi dedicati al benessere e alla longevità, sviluppati con il supporto di un’équipe di specialisti. Nulla di statico, tutto è in continuo divenire al fine di migliorare la qualità dell’offerta: nel prossimo futuro sono previsti lavori di ammodernamento delle camere, un ulteriore sviluppo dell’offerta wellness, l’apertura di un ristorante vegetariano e nuovi interventi sul fronte della sostenibilità.
L’obiettivo è anche quello di destagionalizzare l’offerta e offrire una destinazione capace di accogliere gli ospiti durante tutto l’anno. «Tra le nostre mura c’è tanta storia. Abbiamo il privilegio di essere custodi di questo bene, una delle fonti di acqua termale più importanti dell’isola. Prevediamo diversi progetti per rilanciare il benessere, un tema che ci sta molto a cuore insieme alla sostenibilità», racconta Luigi Polito.
Il lusso termale
Una volta preso possesso della stanza, indossiamo il costume e ci dirigiamo subito in spa, un’area di oltre 1.600 metri quadri, un tempio dove odori, suoni e tocchi magici diventano strumenti per ritrovare sé stessi. Entrata nella sala trattamenti, mi accolgono una musica rilassante, una luce soffusa e le mani sapienti della terapista, quanto basta per trasportarmi in una dimensione parallela, dove abbasso ogni difesa e mi abbandono completamente.
Quello che mi aspetta è un vero e proprio viaggio dei sensi che inizia con l’applicazione del fango su tutto il corpo e prosegue con un massaggio total body, da testa a piedi, per rendere la pelle liscia e setosa. Terminato il rituale, raggiungo mia madre in piscina dove, insieme, ci immergiamo nell’acqua prodigiosa che raggiunge i 36 °C.

Circondate dai mosaici, sperimentiamo i getti d’acqua che sgorgano dalle pareti e, con la loro potenza, si trasformano in un vero e proprio massaggio, un toccasana per la zona cervicale e dorsale, ideale per alleviare tensioni e rigidità. Ci rilassiamo poi sulle chaise longue, sorseggiando una rinfrescante acqua aromatizzata al cetriolo e limone, prima di sperimentare il percorso romano comprensivo di sauna finlandese, bagno turco, tepidarium e docce emozionali.
Con un rinnovato brio, ci concediamo una passeggiata lungo il corso principale del paese, intitolato proprio a Luigi Manzi. Sull sfondo, il viavai del porto sullo sfondo accompagna il susseguirsi delle vetrine: l’occhio cade sui sandali di Carolina, calzature artigianali personalizzabili con decorazioni e pellami modellati dalle mani di un’abile ciabattinaia. Vedendo la luce nei mie occhi, mia madre mi ricorda la regola non scritta di casa: «Un paio entra, uno esce». Ma forse un piccolo strappo possiamo concedercelo. Il caldo torrido ci mette a dura prova e, al rientro, troviamo sollievo tra le acque della piscina sul rooftop, avvolte da un’atmosfera di assoluta quiete e coccolate dal servizio bar che, dalla terrazza del ristorante Bouganville affacciata sulla baia.
Arrivata l’ora di cena, ci accomodiamo ai tavoli esterni del Ristorante Gli Ulivi il cui menu parla di stagionalità e territorialità: ordiniamo uno spaghetto al pomodoro fresco e basilico napoletano per me e uno alle vongole rivisitato con datterino giallo e burrata mediterranea per lei, seguiti da un’insalata di pomodorini e cipolla. Tornate in camera, ad attenderci c’è una piccola coccola della buonanotte: una tisana a base di camomilla e melissa accompagnata da un biglietto scritto a mano che recita “Lascia andare lentamente il giorno” e ci trasmette un senso di ospitalità familiare.
Botania Relais & Spa: un’oasi verde tra Forio e Lacco Ameno
Siamo entrambe decisamente team colazione dolce e, anche in vacanza, non cambiamo abitudini: caffè e mini sfogliatelle sono il nostro modo preferito per iniziare la giornata, ulteriormente allietata da una nuova sessione di cascata cervicale. Il mio collo ringrazia. Poi si parte in direzione del Botania Relais & Spa, una tenuta verdeggiante nel comune di Forio, concepita come un vero e proprio hotel diffuso affiliato al circuito The Leading Hotels of the World. Un angolo di paradiso immerso in un parco di tre ettari dove, allietate da piperna, capperi e corbezzoli, ci imbattiamo in una pluralità di spazi pensati per favorire benessere e privacy.
Dalle ville alla spa, dalla zona picnic all’outdoor gym, fino ai ristoranti guidati dallo chef Tommaso Luongo: Nonna Mari, propone i piatti della tradizione ischitana come ad esempio il coniglio; Il Corbezzolo dedica il menu alla cucina tradizionale mentre Il Mirto, fine dining vegetariano insignito della Stella Verde Michelin, valorizza i prodotti provenienti dall’orto biologico sul quale si affaccia.

Un progetto che guarda con particolare attenzione alla sostenibilità, attraverso l’utilizzo di materiali naturali e fonti di energia alternative, la scelta di prodotti a chilometro zero – per lo più ischitani – e un sistema di agricoltura biologica che permette alla struttura di coprire circa il 70% del proprio fabbisogno. Arrivata l’ora di pranzo, ci rilassiamo sotto il pergolato con vista piscina dello snack bar Iris. Su consiglio dello chef ordiniamo le mezze maniche allo scarpariello, una pasta condita con pomodorini, aglio, basilico, grana, pecorino e peperoncino, e un filetto di branzino con finocchio, arancia e rucola, accompagnato da una caponata di verdure.

Il tutto mentre una leggerissima brezza, di tanto in tanto, ci regala una boccata d’aria in una giornata di caldo estremo. Con una passeggiata di qualche minuto raggiungiamo la spiaggia di San Montano, incastonata tra il verde della vegetazione mediterranea e il mare turchese: il tempo di un tuffo e rientriamo in hotel per cambiarci e preparaci a raggiungere Ischia Porto per cena. Dopo un giro nel cuore commerciale di via Roma, ci fermiamo da Quagliariè per una pizza, circondate dalle colorate sedute del locale e dalla vista sulle lussuose imbarcazioni ormeggiate in porto.Diamo un rapido sguardo al menu e, come consuetudine, ne scegliamo due diverse da condividere. La scelta ricade sulla Nerano, con fior di latte, zucchine, basilico e provolone del monaco e una Caprese, a base di pomodoro, bufala, origano, basilico e zest di limone.
Un ultimo giro per il centro ed è già ora di rientrare. Purtroppo il poco tempo a disposizione e le temperature proibitive non ci hanno permesso di girare l’isola in lungo e in largo alla scoperta delle innumerevoli meraviglie che custodisce, dal Castello Aragonese al borgo di Sant’Angelo, dalla Chiesa del Soccorso ai Giardini di Mortella. Un valido pretesto per tornare, insieme, e creare nuovi ricordi da custodire.