Coloniale ma cosmopolita, tradizionale ma anche innovativa, elegante ma sempre rilassata. Bangkok è tante cose, e il Mandarin Oriental le riassume tutte. Un posto speciale, lo capisci appena arrivi. Il profumo nell’aria, i bracciali di fiori in dono, le salviette fresche imbevute di lemongrass, un infuso di erbe e ginger mi accolgono al check-in nell’immensa lobby, salotto esclusivo con composizioni verdi, lanterne d’ottone e l’affaccio sul giardino tropicale e le piscine. Davanti, il fiume Chao Phraya scorre placido, solcato da un via vai di decine di barche. Si trova qui, immerso nel parco, il cuore dell’hotel: il celebre edificio The Oriental, l’anima coloniale dell’hotel, dove tutto ebbe inizio.
Un mito con 150 anni di storia
Il Mandarin Oriental Bangkok è il luogo dove è nata l’ospitalità di lusso in Thailandia, diventando un indirizzo leggendario in Asia. È stato il primo grande hotel del Paese, il primo ad affacciarsi sul Chao Phraya, il primo ad aprire una spa e persino il primo a ospitare un jazz bar. La storia inizia nel 1876, quando viene inaugurato The Oriental, il primo hotel di lusso del Regno del Siam.

Nel 1974 si è unito al The Mandarin di Hong Kong, dando vita al primo hotel del gruppo Mandarin Oriental. Nei suoi centocinquant’anni di vita ha accolto sovrani, capi di Stato, celebrità e innumerevoli artisti: da un giovane Joseph Conrad a W. Somerset Maugham, che scrisse qui parte delle sue opere; Noël Coward rimase colpito dalla vista sul fiume, mentre John le Carré lavorò proprio in queste sale a The Honourable Schoolboy.
Per celebrare il 150° anniversario, l’hotel quest’anno ha dato vita a Unfolding Legacies, un ricco programma di mostre, eventi e collaborazioni che ne raccontano la storia attraverso fotografie d’archivio, installazioni contemporanee, un nuovo volume dedicato all’hotel e perfino una fragranza esclusiva, Light of Bangkok, creata insieme a Parfums Dusita e ispirata ai profumi dei suoi giardini.
Camere e suite: eleganza senza ostentazione

Luminose e raffinate, con toni chiari, sete thailandesi e arredi su misura, le 331 camere e suite reinterpretano il fascino coloniale con un linguaggio contemporaneo. Ogni dettaglio richiama la cultura locale, combinando lusso e discrezione, soprattutto nelle suite dedicate ai grandi autori, che conservano un carattere classico. La più prestigiosa?

È la Royal Oriental Suite, nell’edificio storico, una fastosa residenza affacciata sul giardino e sul Chao Phraya, con oltre seicento metri quadrati distribuiti tra saloni, sala da pranzo, cucina, palestra privata e terrazze, pensati per offrire il massimo della privacy (e del comfort) senza rinunciare all’atmosfera magica dell’hotel. La mia suite mi regala una vista sorprendente, dalla piscina al fiume, dai grattacieli ai templi antichi. La vera sorpresa però è un peccato di gola: la riproduzione fedele dell’edificio The Oriental fatta di cioccolata, dolce assaggio di un vero viaggio epicureo.
Un paradiso gourmet
Con tanti ristoranti e bar di tutti i tipi, il Mandarin Oriental Bangkok è una vera mecca culinaria, un luogo in cui si potrebbe facilmente trascorrere l’intera vacanza, cedendo alla tentazione di non uscire mai. La giornata inizia al The Verandah, la terrazza storica dove fare colazione osservando il lento risveglio del Chao Phraya. Non è un pasto qualunque, ma un tour tra le ricette del mondo, dai gusti speziati dell’India alla dolcezza della Francia, fino all’agrodolce Tailandese.

A proposito di sapori thai, per scoprire la cucina più autentica, vale la pena salire su una delle eleganti barche in legno dell’hotel che attraversano il fiume per una serata esclusiva al Baan Phraya, ospitato in una raffinata dimora storica, in un bel giardino, con un ricco menu che reinterpreta creativamente la cucina reale locale rielaborata dalla brava chef Phatchara “Pom” Pirapak. È un must l’afternoon tea al The Authors’ Lounge, probabilmente uno degli indirizzi più belli della città, con selezioni di finger food, scones, tramezzini e dolci servito tra eleganti arredi coloniali e grandi finestre immerse nel verde: fotografie d’epoca e dettagli originali raccontano la nascita del leggendario hotel.

Assicuratevi però di regalarvi una cena anche a Le Normandie by Anne-Sophie Pic, il ristorante francese guidato dall’omonima chef stellata. L’ambiente è elegante senza risultare impostato e, una pietanza dopo l’altra, si vive un’esperienza indimenticabile. Il viaggio prosegue tra le atmosfere seducenti del The China House by Chef Fei, due stelle Michelin: qui si gusta tutto il sapore di una nuova e audace interpretazione della cucina Chaoshan.

Per gli amanti del pesce, l’indirizzo imperdibile però è il Lord Jim’s, dedicato al romanzo di Joseph Conrad, con pescato fresco in tutte le salse e un servizio impeccabile. Chiudete in bellezza al famoso Bamboo Bar, del 1940: è stato il primo cocktail bar aperto in Thailandia dove, in un ambiento dark e sensuale, si ascolta jazz dal vivo gustando drink d’autore, che mantengono intatto il fascino esotico entrato nella storia della città.
La spa è un viaggio sensoriale, che comincia in barca
In Thailandia il benessere è parte della cultura: all’Oriental Spa diventa un’esperienza sensoriale, che inizia quando salgo su una delle imbarcazioni private dell’hotel, per attraversare il Chao Phraya. In pochi minuti approdo in un’oasi di armonia. La spa è ospitata in un’antica casa tradizionale in teak, perfettamente restaurata. Mi accoglie una terapista sorridente, per farmi rinfrescare con una salvietta che profuma di oli essenziali e un infuso al ginger, tra orchidee e artigianato locale.

Ho scelto il Traditional Thai Massage, uno dei massaggi signature, da provare su un tipico futon: alterna pressioni profonde, allungamenti e movimenti ispirati alle antiche pratiche. La nota in più? Dopo il trattamento, sorseggiando un Nam Bai Toey – infuso di foglie di pandan, dal profumo quasi vanigliato –, si può provare un’attività digital detox firmata Mandarin Oriental, dal mandala da colorare alle foglie di palma da intrecciare, per staccare la spina. Un gesto semplice e un invito alla serenità. Forse è questo il segreto dell’ospitalità del Mandarin Oriental. Il vero lusso è fatto di esperienze e gesti inaspettati, che regalano tempo, sapori e ricordi indelebili.