Da Udine, seguo le indicazioni e le coordinate geografiche ricevute via mail: impossibile inserire un indirizzo, né tanto meno il nome della mia destinazione. Entrambi sono effimeri, come un fiore d’inizio primavera. Dopo 20 minuti di guida arrivo al punto indicatomi per il parcheggio e proseguo a piedi per circa un chilometro fino a una radura circondata da alberi sul monte Joanaz, nelle Prealpi Giulie. Qui, a oltre mille metri di altitudine nel territorio di Torreano – nel verde punteggiato dal bianco delle prime fioriture di asfodelo, a poca distanza dal confine sloveno – si trova la Chamomilla, la Casetta Friland dove concedermi 24 ore di disconnessione totale.
È una delle 15 tiny house della piattaforma, per ora in Friuli, Veneto e Toscana (ma il progetto è di arrivare a 100, dal Trentino alla Sardegna): non solo un’idea diversa di ospitalità, ma quasi una terapia contro quella sensazione di stanchezza mentale, perdita di concentrazione, apatia che ormai tutti conosciamo. Il rimedio è una full immersion nella natura, senza filtri (nemmeno quelli delle spa e del detox ultra-lusso), che aiuta ad abbassare la pressione e il livello di cortisolo e migliora memoria, sonno e umore: basta già una notte, come dimostra uno studio di Friland in collaborazione con i dipartimenti di psicologia dell’Università di Trento e di Padova.
Mi attengo alle istruzioni per il self check-in ed entro nella casetta: un parallelepipedo di legno e vetro posizionato nel mezzo di uno scenario da cartolina, pronto all’occorrenza a svanire senza lasciare tracce sulla natura. Dentro, in 12 metri quadrati c’è tutto il necessario e nulla di superfluo: un letto matrimoniale, un bagno essenziale ma confortevole, un impianto di riscaldamento e ventilazione a energia solare, zanzariere e tende oscuranti, un piccolo cucinino con un kit base (olio, sale, caffè e tè) e utensili per preparare la colazione o pasti semplici, e perfino una lampada per le uscite notturne. Ma è quello che c’è fuori che più conta: l’immensità dello spazio aperto, la vista che va dalla pianura friulana alle Alpi Giulie, perdendosi all’orizzonte tra il mare e le colline slovene, e due comode sedie di legno che qui su rappresentano il massimo del lusso.
Sarei potuta venire in compagnia, per godermi le passeggiate nei boschi alpini – come quelle che portano alla Bocchetta di San Antonio, con la sua chiesetta bianca, o alle cascate di Preloh – e un brindisi in quota. Ma la verità è che ero in cerca di solitudine, silenzio, pace. Ed è esattamente quello che trovo, tra la lettura di un buon libro, il sole tiepido che mi invita a lasciare il mio rifugio per una passeggiata, il silenzio da cui emergono i suoni della natura, il passaggio occasionale di qualche escursionista e il cielo più pieno di stelle che abbia mai visto.
