L’aurora boreale è finita sui titoli dei giornali negli ultimi anni, con spettacoli di rara bellezza visibili anche in luoghi inaspettati come Florida, Texas e persino Messico. Questo aumento di avvistamenti è legato al massimo solare, un ciclo che si ripete circa ogni 11 anni e corrisponde al periodo di maggiore attività del Sole, responsabile di queste eteree manifestazioni luminose.
I segnali indicano che questa fase di intensa attività — verificatasi tra il 2024 e il 2025 — potrebbe essere ormai conclusa, ma la caccia all’aurora non è affatto terminata. Anzi, la situazione potrebbe presto tornare a intensificarsi. «In passato abbiamo osservato alcuni degli eventi di meteorologia spaziale più forti e significativi proprio dopo questa fase», ha dichiarato in un comunicato Krista Hammond, responsabile della meteorologia spaziale del Met Office.
Questo significa che potremmo continuare a osservare un’attività aurorale particolarmente intensa nel 2026 e oltre. E, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le aurore boreali e australi continuano a manifestarsi anche durante le fasi di minima attività solare, in modo tutt’altro che trascurabile. La mia prima osservazione risale al 2019, nel pieno di una fase di minima attività solare. Da allora ho avuto modo di vederle più di 50 volte, sia prima che durante il periodo di massima attività, e più recentemente anche oltre. Tuttavia, riuscire ad avvistare le luci in qualsiasi momento dell’anno — soprattutto al di fuori delle fasi più favorevoli — richiede preparazione e una pianificazione accurata. Ecco cinque consigli per organizzare fin da subito un viaggio alla ricerca dell’aurora boreale.
Viaggia intorno agli equinozi
L’attività aurorale segue un ciclo di circa 11 anni, durante il quale aumenta e diminuisce di intensità. Esistono però anche periodi più favorevoli in cui le probabilità di osservare le luci sono più elevate, in particolare gli equinozi di primavera e d’autunno. Tra metà e fine marzo e nel mese di settembre, infatti, l’inclinazione terrestre e la configurazione del campo magnetico favoriscono l’interazione con il vento solare, il flusso di particelle cariche provenienti dal Sole che dà origine alle spettacolari cortine luminose visibili nel cielo. Questo significa che, in questi periodi, aumentano le probabilità di un’attività geomagnetica più intensa o frequente. Come per tutti i fenomeni naturali, non esiste alcuna certezza, ma viaggiare verso nord in prossimità degli equinozi migliora sensibilmente le possibilità di assistere a uno spettacolo luminoso, un aspetto particolarmente utile quando si cercano le aurore al di fuori delle fasi di massima attività.
Scegli destinazioni nella fascia polare
Come dimostrato durante il recente massimo solare, l’aurora boreale può spingersi in modo sorprendente anche molto più a sud, sebbene si tratti di un fenomeno raro. Nei prossimi anni è improbabile assistere a spettacoli frequenti in aree come il Texas, ma sarà ancora possibile osservare queste scie luminose lungo il confine tra Stati Uniti e Canada. Nel 2021, ad esempio, ho assistito a un’intensa manifestazione durata circa tre ore nel Parco Nazionale di Isle Royale, nel nord del Michigan, poco dopo una fase di minima attività solare.
Tuttavia, è poco probabile osservare l’aurora durante un viaggio nei 48 stati contigui degli Stati Uniti. Se l’obiettivo è vedere le luci del Nord, è necessario spingersi più a nord, verso le destinazioni situate all’interno della cosiddetta “ovale aurorale”, la fascia di maggiore attività del fenomeno, che si estende tra circa 60 e 75 gradi di latitudine nord secondo lo Space Weather Prediction Center.
Rientrano in questa area destinazioni come Islanda, Groenlandia meridionale, Lapponia, Yellowknife e Fairbanks, dove le aurore sono più frequenti e visibili anche in condizioni geomagnetiche non particolarmente intense. Durante un viaggio tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 in Groenlandia e Islanda, ad esempio, ho potuto osservare aurore particolarmente intense per tutta la notte, anche quando le previsioni dell’attività aurorale erano deboli.
Concediti del tempo sul posto
Quando si viaggia con l’obiettivo specifico di osservare l’aurora boreale, consiglio di trascorrere almeno quattro o più notti nella destinazione scelta, soprattutto al di fuori delle fasi di massima attività solare. Questo permette di avere un margine sufficiente affinché l’attività geomagnetica coincida con cieli almeno parzialmente sereni, entrambe condizioni fondamentali per assistere allo spettacolo.
Personalmente, nei viaggi legati agli equinozi, punto di solito ad almeno sei notti. Molte delle mie destinazioni preferite, dalla Groenlandia a Churchill in Canada, richiedono infatti già un certo impegno logistico per essere raggiunte. Avere più tempo a disposizione consente non solo di vivere appieno il luogo, ma anche di compensare eventuali imprevisti legati ai voli. Non c’è nulla di peggio di un viaggio breve per inseguire l’aurora che si riduce ulteriormente a causa di cancellazioni o ritardi: per questo è fondamentale dare priorità al tempo sul posto.
Soggiorna in strutture “aurora-friendly”
Ecco il mio trucco preferito per inseguire l’aurora: scegliere un alloggio situato più a nord, dove sia possibile osservare le luci direttamente dalla veranda o, ancora meglio, dal letto. Le scie luminose possono comparire in qualsiasi momento e, anche se le app di previsione offrono un certo margine di anticipo, la caccia all’aurora dipende spesso dall’essere nel posto giusto al momento giusto. Soggiornare in strutture lontane dall’inquinamento luminoso, da cui si possa osservare il cielo senza nemmeno uscire, rappresenta già una condizione ideale. In questi casi è utile impostare delle sveglie notturne per controllare il cielo e non perdere l’elemento più importante: cogliere il momento giusto per guardare il cielo.
Tra le mie sistemazioni preferite per l’aurora ci sono l’Hotel Arctic a Ilulissat, in Groenlandia, e il Borealis Basecamp nei dintorni di Fairbanks, in Alaska. Le loro strutture a cupola con pareti trasparenti permettono di osservare il cielo direttamente dal letto, e il Borealis Basecamp offre anche servizi di sveglia dedicati all’aurora. Un’ultima nota sui tempi: l’aurora boreale è generalmente più attiva tra le 22:00 e le 2:00 ora locale, anche se si tratta di una fascia indicativa che varia a seconda del luogo e delle condizioni della singola notte. In Alaska, ad esempio, l’attività tende a intensificarsi nelle prime ore del mattino, intorno alle 3:00. È molto più facile riuscire a coglierla quando è visibile direttamente dal proprio alloggio, piuttosto che dover uscire e allontanarsi dai centri abitati, ed è per questo che consiglio strutture pensate appositamente per l’osservazione dell’aurora.
Partecipa a un tour guidato
Uno dei modi più semplici per aumentare le probabilità di vedere l’aurora è prenotare un tour dedicato alle luci del Nord. Le guide locali conoscono a fondo la “caccia” all’aurora, dai punti di osservazione più sicuri ai momenti della notte in cui il fenomeno è più probabile in una determinata area. Un tour guidato può essere utile in qualsiasi fase del ciclo solare, perché riduce gran parte dell’incertezza legata alle previsioni e permette di evitare anche la complessità dei dati tecnici come Kp, Bz o velocità del vento solare.
Detto questo, familiarizzare con questi concetti e con le basi dell’osservazione può aiutare a proseguire la ricerca anche al di fuori delle uscite organizzate. Per approfondire, sono utili gli e-book sull’aurora di Vincent Ledvina oppure eventi dal vivo come l’Aurora Summit di novembre nella Penisola Superiore del Michigan.