Estate in Vespa: le più belle esperienze organizzate dagli hotel

Estate in Vespa: le più belle esperienze organizzate dagli hotel

Dai vicoli di Trastevere alle strade a picco sul mare della Costiera Amalfitana, passando per Radda in Chianti e San Gimignano: sette idee per un tour su due ruote.
Tour in vespa. Foto di Lucky Business/Shutterstock
Tour in vespa. Foto di Lucky Business/Shutterstock

La Vespa d’epoca avanza lungo via Veneto e sfreccia intorno al Colosseo, condotta da Marcello; il foulard e l’abito di Sylvia ondeggiano nel vento, la luce scivola sulla carrozzeria, e la città diventa lo scenario di un film. È l’immagine che il cinema ha consegnato al mondo da quando La Dolce Vita di Fellini ha trasformato per sempre il modo di guardare Roma e l’Italia intera. Da allora, la Vespa ha continuato a insinuarsi nei film, nei romanzi, nelle fotografie di famiglia, nelle campagne pubblicitarie che raccontavano un Paese giovane, curioso, pronto a partire. È rimasta uguale a se stessa eppure sempre diversa, capace di attraversare le epoche senza perdere identità. Un’icona di libertà e, soprattutto, dello slancio verso la modernità che negli anni Cinquanta e Sessanta ridefiniva desideri e immaginario collettivo.

Oggi, quell’eredità culturale vive anche nel turismo: molti hotel hanno trasformato la Vespa in un modo nuovo di esplorare il territorio, costruendo itinerari che uniscono paesaggio, storia e quel senso di emancipazione che nessun altro mezzo restituisce allo stesso modo. Dalla Roma di Vacanze Romane alle strade del Chianti, dal Lago di Como alla Sardegna, fino ai Sassi di Matera, la due ruote continua a essere un filo rosso che attraversa il Bel Paese, invitando a viaggiare con un ritmo diverso, più intimo e più vicino ai luoghi.

Dolce Vita

Nel 1952, Roma diventa il set di Vacanze Romane. Audrey Hepburn e Gregory Peck attraversano il centro storico in Vespa, forgiando la percezione della città come un luogo dove sentirsi liberi tra monumenti e vicoli grazie a un mezzo leggero, quasi complice. L’Hassler Roma riprende questa immagine con un tour privato che restituisce la stessa sensazione di esplorare la Capitale dall’interno. L’esperienza dura circa tre ore e segue un percorso che alterna parchi, scorci nascosti e luoghi storici: Villa Borghese, il Colosseo, l’Aventino con il Giardino degli Aranci, Piazza Navona, il Pantheon. Attraversato il Tevere, si entra nei vicoli di Trastevere fino al Gianicolo. Dal 25 al 28 giugno Roma ospiterà il raduno internazionale per l’80° anniversario della Vespa. Sono attese decine di migliaia di appassionati da tutto il mondo per celebrare l’icona italiana delle due ruote.

Lago di Como a pelo d’acqua

Negli anni Sessanta, la Vespa diventa anche un oggetto di desiderio: simbolo di giovinezza, anticonformismo, di un’Italia che scopre il piacere di muoversi senza meta. Le campagne pubblicitarie dell’epoca — “Alla loro felicità manca solo la Vespa” — raccontavano la libertà come condizione possibile. Sul Lago di Como, quella leggerezza ritorna al MUSA Lago di Como, che mette a disposizione vespe brandizzate per seguire la linea dell’acqua da Menaggio a Lenno. Le tappe includono Villa Carlotta, con i giardini in fiore, e Villa del Balbianello, una delle dimore più scenografiche del lago.

Chianti, Siena e Monteriggioni

Nel dopoguerra, la Vespa diventa il mezzo delle prime vacanze popolari: agile, capace di portare lontano anche chi non aveva mai viaggiato. È in quegli anni che si consolida l’idea della Vespa come compagna di fuga, come strumento di evasione dalla quotidianità. In Toscana, questo spirito sopravvive tra le campagne che disegnano il paesaggio intorno a Pieve Aldina. L’albergo Relais & Chateaux propone due itinerari — da 6 o 8 ore — che attraversano alcuni dei luoghi più suggestivi del Chianti. Si parte da Radda, si attraversano Castellina e Gaiole, poi la strada si apre verso Siena. L’ingresso in Piazza del Campo è cinematografico, con le vie strette che si aprono sulla piazza. Il rientro passa da Monteriggioni, con le sue mura dal fascino intatto, e nel tour più lungo si prosegue fino a San Gimignano e Volterra, tra botteghe artigiane e orizzonti.

Da Golfo Aranci a Porto Cervo con Abi d’Oru

All’inizio degli anni Sessanta, la Vespa entra anche nell’arte: la vediamo ritratta da Renato Guttuso, decorata da Salvador Dalí, fotografata accanto a capi di Stato e celebrità. E poi nelle fotografie di famiglia: milioni di scatti che raccontano estati, partenze e ritorni. In Sardegna, terra calorosa e accogliente, quella dimensione personale e domestica torna al centro. L’Abi d’Oru, affacciato sulla spiaggia di Marinella, organizza itinerari tra Porto Rotondo, Golfo Aranci e le calette più belle della zona, come Cala Sabina e Cala Sassari. Una deviazione verso l’entroterra porta a San Pantaleo, il borgo degli artisti, mentre proseguendo lungo la costa si raggiungono Porto Cervo, Poltu Quatu, Baja Sardinia e Cannigione. Il rientro nel tardo pomeriggio è magico: la strada si svuota, la luce si abbassa e si ha la sensazione di poter tenere per mano il sole.

Monferrato tra vigne e colline

La forza simbolica della Vespa sta anche nella sua continuità: dal 1946 a oggi sono stati prodotti circa 120 modelli, eppure nella percezione collettiva è sempre “una sola”. Il modello GTS 125 garantisce una guida fluida e silenziosa, ideale per muoversi nel Monferrato tra colline, strade strette e borghi. Le Marne Relais — tra Costigliole d’Asti e le Langhe — propone tour giornalieri o di mezza giornata che attraversano vigneti, “bricchi” e punti panoramici che cambiano tinta a seconda della stagione. Così il Relais, composto da due dimore e da una suite tra i vigneti, diventa il punto di partenza ideale per scoprire lentamente il territorio: tra vino, cucina e scorci paesaggistici da cartolina.

Su due ruote tra grotte e altipiani

Infine, a Matera, la celebre due ruote diventa un ponte tra epoche: un mezzo contemporaneo che attraversa una città ancestrale scolpita nella roccia. Gli hotel Vetera e Sant’Angelo collaborano con “Matera in Vespa”, realtà locale specializzata in tour che toccano i Sassi e la Murgia. Il percorso breve, dalla durata di un’ora, attraversa Sasso Caveoso, Sasso Barisano e la Civita, con la possibilità di entrare in una casa grotta. Quello più lungo aggiunge il Belvedere di Murgia Timone, da cui Matera appare come una scultura di pietra incastonata nel libro del tempo.

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