Per molti viaggiatori Palazzo Farnese è il motivo principale per raggiungere Caprarola. Ed è facile capire perché. Considerato uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale italiana, il palazzo domina il borgo con la sua scenografica pianta pentagonale e rientra tra le testimonianze più ambiziose del potere della famiglia Farnese nel XVI secolo.
Progettato da Jacopo Barozzi da Vignola a partire da una precedente fortificazione, il complesso si distingue per la ricchezza degli interni, dagli appartamenti affrescati alla monumentale Scala Regia (in copertina), fino alla celebre Sala del Mappamondo, una delle manifestazioni più alte dell’ingegno umano: meno di un secolo dopo la scoperta dell’America, c’è già una rappresentazione fedelissima del perimetro del Nuovo Mondo. A completare la visita ci sono i giardini storici, le terrazze panoramiche e il rapporto costante tra architettura e paesaggio che rende Palazzo Farnese una delle mete culturali più affascinanti del Lazio.
Palazzo Farnese, un esempio significativo di architettura rinascimentale italiana
Costruito nella seconda metà del Cinquecento per il cardinale Alessandro Farnese, Palazzo Farnese nasce dalla trasformazione di una precedente fortezza progettata da Antonio da Sangallo il Giovane e viene portato a compimento da Jacopo Barozzi da Vignola, tra i più importanti architetti del Rinascimento italiano. L’edificio colpisce già dall’esterno per la sua insolita pianta pentagonale, concepita per esigenze difensive ma trasformata in una raffinata residenza di rappresentanza. All’interno si susseguono ambienti che testimoniano il prestigio della famiglia Farnese, tra saloni affrescati, appartamenti monumentali e sale decorate con cicli pittorici in cui è illustrata la storia della casata e la visione del mondo del XVI secolo.

Tra gli spazi più celebri spiccano la Scala Regia, considerata uno dei capolavori dell’arte italiana rinascimentale, e la citata Sala del Mappamondo, dove carte geografiche e rappresentazioni dei continenti narrano l’immaginario geografico dell’epoca. La visita prosegue poi nei giardini rinascimentali, tra terrazze, fontane e percorsi panoramici che si aprono sul paesaggio della Tuscia.
Dove mangiare dopo la visita a Palazzo Farnese
Una giornata a Caprarola difficilmente si conclude con la sola esplorazione del palazzo, la cui posizione lo rende un ottimo punto di partenza per esplorare il territorio circostante. Nel raggio di pochi chilometri si incontrano il Lago di Vico, i boschi dei Monti Cimini, il borgo di Canepina e località come Sutri, creando l’occasione ideale per trasformare un’esperienza culturale in una giornata dedicata alla scoperta della Tuscia e della sua tradizione gastronomica, tra indirizzi storici, osterie di territorio e ristoranti contemporanei che interpretano le tradizioni locali con sensibilità diverse. Ecco cinque soste da prendere in considerazione.
Vineria Vignola

Nel centro storico di Caprarola, a breve distanza dal percorso che conduce a Palazzo Farnese, Vineria Vignola è una scelta ideale per chi cerca un ambiente informale ma curato. La proposta valorizza prodotti del territorio e ingredienti stagionali, mentre l’incredibile e infinita selezione di vini permette di approfondire il patrimonio enologico della Tuscia e del Lazio ma c’è spazio anche per chi ama le etichette francesi, in particolare lo Champagne. È un indirizzo perfetto per una pausa rilassata dopo la visita, senza allontanarsi dal borgo.
Trattoria del Cimino dal 1895

Lungo la strada che sale verso Palazzo Farnese si incontra una delle insegne storiche della ristorazione della Tuscia. Ospitata in un edificio del Trecento e gestita dalla stessa famiglia dal 1895, la Trattoria del Cimino continua a essere un punto di riferimento per chi vuole conoscere la cucina tradizionale del territorio. Il menu propone ricette laziali e della Tuscia preparate con rispetto della tradizione, accompagnate da una delle carte dei vini più interessanti della zona.
N’uovo Vino e Cucina

All’interno del resort Antico Borgo di Sutri, a pochi chilometri da Caprarola, N’uovo Vino e Cucina rappresenta l’anima contemporanea della gastronomia locale. Lo chef lavora sulle eccellenze della Tuscia reinterpretando ingredienti e ricette tradizionali con tecniche moderne. L’ambiente elegante e affacciato sul verde rende il ristorante una scelta particolarmente adatta a chi desidera trasformare la visita a Palazzo Farnese in un’esperienza più ampia dedicata al territorio.
Rivafiorita

Affacciato direttamente sulle rive del Lago di Vico, Rivafiorita permette di aggiungere alla giornata una delle tappe naturalistiche più suggestive della Tuscia. Nato come ristorante di famiglia, continua a proporre le ricette tramandate da nonna Annetta, con una cucina che ruota attorno ai prodotti del lago. Il protagonista è il pesce d’acqua dolce, dal coregone al persico, preparato secondo ricette semplici che valorizzano la materia prima e il contesto paesaggistico.
Il Calice e la Stella

A Canepina, sulle pendici del Monte Cimino, Il Calice e la Stella è uno degli indirizzi più rappresentativi della cucina di territorio della Tuscia. Il locale valorizza piccoli produttori, tradizioni contadine e ingredienti locali attraverso una proposta che unisce sostanza e accoglienza. Da non perdere il Fieno di Canepina, la sottilissima pasta tipica del borgo proposta sia nella versione classica sia in quella realizzata con farina di canapa.