Dal primo dicembre, è scattato ufficialmente il countdown a Natale e inizia quello che per molti è il periodo più atteso, e ricco di magia, dell’anno: accompagnato da calendari golosi, piccoli rituali e momenti che anticipano la grande festa del 25 dicembre, in tutta Italia l’Avvento è punteggiato di tradizioni – da Sant’Ambrogio a Milano alle varie celebrazioni di Santa Lucia –, senza contare l’allestimento di albero e presepe. Ma è in particolare in Alto Adige che si sprigiona l’incantesimo di questo mese, grazie al contesto naturale e soprattutto alla tradizione tirolese dei mercatini di Natale allestiti nei principali centri della regione: Bolzano, Bressanone, Brunico, Merano e Vipiteno. Ciascuna località ha un fascino proprio, ma tra tutte Bressanone – antica città vescovile, tappa strategica lungo rotte religiose e commerciali e oggi grazioso centro dominato dalle cime della Plose e circondato dai vigneti di Novacella e della Valle Isarco – offre davvero tantissime sorprese, legate alla tradizione dell’Avvento e non solo.
Il mercatino di Natale nella piazza del Duomo

Dal 27 novembre, si sono accese le luci del Mercatino di Natale di Bressanone, tradizionalmente allestito nella piazza su cui affaccia la bella Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Cassiano, dalla struttura romanica e l’interno riccamente barocco con un organo monumentale e il sorprendente chiostro affrescato. Abbellita anche dalla Fontana della Vita dell’artista Martin Rainer, la piazza che fino al 1820 ospitava il mercato del bestiame brilla adesso – e fino al 6 gennaio – delle luci del grande albero di Natale e delle 44 casette di legno in cui altrettanti artigiani propongono le proprie opere e mercanzie oltre che a delizie da bere e da mangiare.
Ci sono gli oggetti in pelle e ricamati con le penne di pavone realizzate da Alexander Patzleitner allo stand Xander Federkielstickerei, l’“Holzofenbreatln” di segale cotto nel forno a legna e i dolci e biscotti di Natale del panificio Profanter, le confetture di frutta, i mieli e i succhi bio della cooperativa Bürgergenossenschaft Obervinschgau e le creme spalmabili (sempre bio e sostenibili) dell’azienda agricola Vintlerhof, le candele artigianali di Mimata, i prodotti di cosmesi naturale di Bergila, le tisane, i mix di fiori eduli e i sali aromatizzati in arrivo dai Giardini Aromatici Wipptal e molto altro ancora, offrendo davvero tantissime idee anche per i regali da mettere sotto l’albero.
Non mancano, naturalmente, anche gli ospitali stand – allestiti con tavoli coperti e lampade riscaldanti – dove fermarsi a bere una tazza di profumato e speziato Glühwein, un succo di mela caldo (arricchito, volendo, da un’aggiunta di rum o gin) o un calice di vino, e ad assaggiare pretzel, goulash, polenta con formaggio di malga, zuppa d’orzo o altre specialità. E, oltre a fermarsi ad ammirare o ad acquistare i prodotti in maglia, pelliccia e feltro realizzati con lana di pecora da Johannes Zössmayr (AlpiHome), ci si può anche ritrovare attorno al grande braciere acceso nella piazza per imparare le diverse fasi di lavorazione della lana, tipica attività artigianale di queste montagne, o per ascoltare le storie di Natale raccontate da Leni Leitgeb e Christopher Göpfert (dalle 16 alle 17, lunedì e mercoledì). Alle 16.30 in punto, invece, alzate gli occhi verso la facciata del palazzo di fronte al Duomo per assistere all’apertura di una delle 24 finestre che per l’occasione diventato altrettante caselle del Calendario dell’Avvento.
Tradizioni e appuntamenti rituali
A Bressanone, come in molte altre località del Tirolo, l’Avvento è scandito anche da precisi momenti legati a tradizioni e leggende in cui spesso religione e paganesimo si mescolano, in un mix che emoziona tutti. Se il 4 dicembre è il giorno dei Rami di Santa Barbara – quando si potano e si rinfrescano i ramoscelli di ciliegio che poi fioriscono fino alla Vigilia di Natale, ricordando il miracolo del martirio della Santa – distribuiti al mercatino di Natale in cambio di una donazione volontaria a favore del progetto partner OEW Vida y esperanza per gli scolari emarginati della Bolivia, il 5 è il giorno dell’attesa (e temuta, visto che a volte eccessi e dispetti sono “reali“) sfilata dei Krampus, uomini mascherati che percorrono le vie del centro agghindati con corna, pellicce, campanacci e fruste di betulla.
La controparte virtuosa è rappresentata da San Nicola, o Nikolaus, che nella tradizionale sfilata del pomeriggio del 6 dicembre attraversa il centro storico accompagnato dai suoi angeli, distribuendo piccoli doni e caramelle. In realtà, è proprio alla figura del santo nato nella città ellenica di Myra, le cui spoglie sono conservate a Bari e venerate in tutta Italia e oltre, che si lega tanto la tradizione tirolese dei mercatini natalizi – in origine, una fiera dedicata al Santo – quando lo scambio di regali, poi traslato al 25 dicembre e legato alla Natività e alla figura pagana di Babbo Natale, o Santa Klaus. A San Nicola è dedicato anche il laboratorio per bambini organizzato il 5 dicembre negli accoglienti spazi della Biblioteca Civica di Bressanone, luogo di incontro e cultura aperto alla comunità.
Infine, per chi è mattiniero il consiglio è anche quello di assistere almeno una volta alle messe Rorate, che si tengono nel Duomo ogni mattina d’Avvento alle 6.30: chiamate così dalle parole iniziali del primo canto (Rorate caeli desuper, “scende la rugiada dai cieli”), sono speciali messe votive dedicate alla Madonna in segno di attesa e speranza, ricche di fascino anche al di là della fede.
Oops, uno spettacolo per grandi e piccini con le musiche di Moroder

Se l’Hofburg di Bressanone – ex dimora nobiliare e Palazzo Vescovile, che oggi ospita il ricco Museo Diocesano e l’interessante collezione permanente di presepi di diverse epoche e provenienze, inclusi i singolari presepi liturgici in terracotta realizzati da Martin Rainer e la sua famiglia – merita di certo una visita di per sé, fino al 6 gennaio vale la pena ritrovarsi nella sua affascinante corte interna anche dopo l’orario di chiusura del museo.

Qui ogni anno, infatti, Bressanone ospita uno speciale spettacolo di luci e musica che quest’anno celebra il suo decimo anniversario: per celebrare al meglio, quest’anno lo show ideato e animato dagli artisti francesi Spectaculaires è arricchito dalla colonna sonora firmata dal leggendario musicista e premio Oscar Giorgio Moroder, nato a Ortisei.
Proiettato sulla facciata centrale e sui due loggiati laterali dell’Hofburg (ogni giorno alle 17.30 e alle 18.30; il sabato anche alle 19.30), Oops è un delicato e sorprendente racconto del mondo dell’infanzia, che ne mette insieme meraviglia e spensieratezza, paure, pericoli ed emozioni, raccontando l’avventura di un personaggio di fantasia che per recuperare il suo palloncino rosso si addentra in mondi immaginifici pieni di rimandi alla cultura popolare.
Un momento di pura magia, che per una ventina di minuti circa trasporta grandi e bambini in un’altra dimensione ma che ha anche un concreto rivolto sociale: con ogni biglietto acquistato, infatti, si sostiene un progetto UNICEF in Zambia dedicato all’infanzia, mentre al primo piano della Hofburg si può visitare la bella mostra fotografica Every Child is Life, realizzata in collaborazione con l’UNICEF Italia e The VII Foundation, che raccoglie le immagini scattate a distanza di un anno dalla olandeseIlvy Njiokiktjien e dalla armena Anush Babajanyan per documentare la nascita e la crescita di nove bimbi dal Mali alla Mongolia e oltre, sopravvissuti a condizioni difficili proprio grazie alla presenza dei centri sanitari sostenuti dall’UNICEF.
La visita della città
Il periodo natalizio è l’occasione per visitare Bressanone in maniera speciale: ogni domenica d’Avvento, Visit Brixen propone un tour guidato di circa 2 ore (biglietto 10 euro) attraverso i vicoli, le strade, le piazze e i portici del centro storico, fermandosi per una bevanda corroborante al Mercatino e salendo fino in cima all’imponente Torre Bianca, con il suo carillon di campane e le tante storie raccontate tra un piano e l’altro e i numerosi scalini, fino a raggiungere i “salottini” panoramici affacciati sulla città.

Merita poi anche una visita dedicata, in maniera autonoma, l’insolito Pharmaziemuseum, o Museo della Farmacia: aperto ai visitatori dall’autunno 2002 nel palazzo che ospita una farmacia dal 1693 – ma già esistente da prima in un piccolo negozio di fronte – e dal 1787 gestita ininterrottamente dalla famiglia Peer, racconta oltre 400 anni di attività con un’affascinante raccolta di sostanze, strumenti, libri e curiosità sul mondo dei medicamenti e della sua evoluzione: dalla polvere di unicorno alle moderne pillole! E poi, già solo entrare nell’edificio – vi si accede attraverso una moderna porta-blister trovandosi tra le luci-scultura dell’artista Manfred Alois Mayr – e salire lungo la scala centrale con la balaustra in legno colorato è un’esperienza; mentre il deposito nel sottotetto custodisce una incredibile collezione di altri reperti, purtroppo non aperta al pubblico.
L’Hotel Elephant e la sua proposta gourmet

Il raffinato ambiente del bar dell’Hotel Elephant, foto di Mattia Aquila
Per rendere ancora più unico il soggiorno a Bressanone durante il periodo dell’Avvento – e naturalmente anche nel resto dell’anno – un indirizzo da segnare è quello dell’Hotel Elephant: un luogo di grande charme, che riesce a unire il comfort moderno con il fascino di una storia lunga oltre 500 anni in cui vicende d’epoca intrecciano quelle di famiglia, raccontate da una notevole collezione di quadri e testimonianze di ogni genere. In attività come locanda fino almeno dal 1442, è di proprietà della famiglia Heiss-Falk sin dal 1773, quando Anton Sperzger, fondatore della tradizione familiare, l‘acquisì ed elevò la struttura a vero e proprio albergo, sapendo adeguare molto bene l’accoglienza alla nascita e allo sviluppo del turismo locale, che vide Bressanone attraversata dai facoltosi viaggiatori europei impegnati nel Gran Tour e poi da chi si muoveva con l’innovativa ferrovia del Brennero.
Il nome di“casa dell’elefante”, poi diventato Elephant, risale invece al 1570: pochi anni prima, nel 1551, a Bressanone fece sensazione il passaggio di un pachiderma – chiamato Soliman – in arrivo dall’India e diretta a Vienna, donato dal re del Portogallo Giovanni III a suo nipote l’arciduca Massimiliano d’Austria. Ospitato per due settimane nelle stalle accanto all’albergo per riprendersi dal lungo viaggio, l’animale decretò in qualche modo la fama e la fortuna della struttura, che ancora oggi è disseminata di statue e rappresentazioni elefantesche di ogni forma e foggia, dalle maniglie ai ricami sui cuscini.
Guidato oggi da Elisabeth Heiss e suo figlio Michael Falk con la moglie Eleonora Corazza, che rappresentano la settima ed ottava generazione, l’Hotel Elephant è un quattro stelle che, alle 30 camere e suite della casa storica, ne ha di recente aggiunte 13 di cui 5 suite (4 sono dedicate alle donne della famiglia) ricavate dal restyling del tetto e dell’intero piano della soffitta. Nelle ex scuderie è stata invece realizzata una nuova ed elegante zona benessere, mentre a disposizione degli ospiti ci sono pure le camere della bella dependance di Villa Marzari, dimora d’epoca circondata da un bel parco che in estate si anima con piscina all’aperto, club house e campi da tennis.

Per quel che riguarda l’aspetto culinario, l’Hotel Elephant è un ottimo indirizzo da segnare anche per chi non dovesse soggiornarvi. Sono infatti aperti al pubblico esterno entrambi i ristoranti presenti in struttura: per assaggiare piatti della cucina locale come canederli eschlutzer (ravioli) di ricotta e spinaci o proposte moderne come le vellutate di verdure, il salmerino con barbabietole e rafano o la squisita tartare preparata espressa davanti al tavolo, ci si può accomodare al Ristorante Elephant, in un’atmosfera accogliente tra boiserie e stube in maiolica.
Mentre al ristorante gourmet Apostelstube – una stella Michelin e soli quattro tavoli in un ambiente ispirato all’architettura Art Déco – il giovane chef Mathias Bachmann propone un intrigante viaggio gastronomico che segue le tappe del lungo percorso fatto secoli fa dall’elefante Soliman. In entrambi i casi, i piatti sono accompagnati dalla selezione di oltre 900 etichette di vini locali e internazionali dell’enoteca, mentre il bancone e la sala del bar, rinnovata senza perdere lo charme anni Venti, è il luogo ideale per fermarsi per un aperitivo o un dopocena.