Dove si trova il borgo che vanta il vicolo più stretto d’Italia

Dove si trova il borgo che vanta il vicolo più stretto d’Italia

A Ripatransone, borgo medievale in provincia di Ascoli Piceno, un passaggio angusto è diventato attrazione turistica ma forse il primato dovrebbe spettare a Termoli.
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Il vicolo di Ripatransone | Foto da Shutterstock

Il vicolo più stretto d’Italia si trova ufficialmente a Ripatransone, borgo medievale in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche. Situato in via Francesco Lunerti 14, nel centro storico del paese, il passaggio misura 43 centimetri nel punto più largo e si restringe fino a 38 centimetri nella parte superiore. Dimensioni che lo rendono negli ultimi anni una delle attrazioni più fotografate e condivise sui social network della regione.

Il vicolo è diventato una meta fissa per i visitatori. È facilmente individuabile grazie alla segnaletica turistica collocata nei pressi di piazza XX Settembre e via Margherita. Il passaggio è percorribile a piedi, anche se la larghezza ridotta costringe molti visitatori ad attraversarlo di lato, trattenendo il respiro e appiattendosi contro le pareti di mattoni. Chi riesce nell’impresa può richiedere un attestato ufficiale rilasciato dall’Ufficio Turistico locale, una sorta di certificato che documenta l’attraversamento.

La storia del vicolo e la rivalità con Città della Pieve

Il primato di Ripatransone non è sempre stato indiscusso. Per molto tempo il titolo di vicolo più stretto d’Italia spettava a via Baciadonne, a Città della Pieve in Umbria, un corridoio largo 53 centimetri che attirava curiosi e appassionati di stranezze urbane. La situazione cambiò nel 1968, quando il professor Antonio Giannetti effettuò un censimento sistematico dei vicoli del centro storico di Ripatransone. Le misurazioni certificarono che il passaggio di via Francesco Lunerti era più stretto di quello umbro, spostando il record nelle Marche.

L’origine del vicolo risale al Medioevo, quando fungeva da passaggio di servizio tra due abitazioni contigue. Non era pensato per essere attraversato regolarmente, ma serviva probabilmente per consentire il deflusso delle acque piovane o come collegamento secondario tra le proprietà. Nel corso dei secoli, ampliamenti edilizi e trasformazioni urbanistiche hanno progressivamente ridotto la distanza tra gli edifici. Le pareti si sono avvicinate fino a creare lo stretto corridoio visibile oggi, una conseguenza non pianificata della stratificazione architettonica tipica dei borghi medievali italiani.

Il vicolo non ha subito modifiche ed è rimasto sostanzialmente immutato. Le pareti in mattoni mostrano i segni del tempo e dell’usura, con superfici irregolari che rendono il passaggio ancora più angusto in alcuni punti. Non esiste illuminazione artificiale all’interno, quindi la luce naturale filtra dall’alto creando un effetto di penombra che accentua la sensazione di strettezza.

Cosa vedere a Ripatransone

Ripatransone è inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Il paese sorge sul crinale che separa le valli del Menocchia e del Tesino, a circa 494 metri di altitudine. La posizione elevata garantisce una vista che nelle giornate limpide si estende fino al Mare Adriatico, distante circa 20 chilometri in linea d’aria. Dalla terrazza panoramica del centro storico si possono scorgere le colline circostanti, i campi coltivati e, all’orizzonte, la linea azzurra della costa.

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Una donna prova a passare dal vicolo di Ripatransone. Foto da Shutterstock

Il centro storico conserva un impianto medievale ben leggibile, con una rete di vicoli stretti, piazzette raccolte e scalinate che collegano i diversi livelli del borgo. Le strade principali sono fiancheggiate da palazzi nobiliari risalenti al Rinascimento e al periodo barocco, molti dei quali conservano portali in pietra, stemmi araldici e finestre decorate.

Tra i punti di interesse architettonico c’è la Chiesa di Santa Maria Maddalena, che custodisce opere d’arte sacra dei secoli XVI e XVII. Il Palazzo del Podestà, con la sua torre civica, domina la piazza principale ed è uno degli edifici più rappresentativi del potere comunale medievale. La scalinata di via Margherita è uno dei luoghi più fotografati del borgo: una rampa di gradini in mattoni che sale tra le case offrendo scorci panoramici sulla valle sottostante.

Il Museo Civico Archeologico, ospitato nel Palazzo Bonomi-Gera, raccoglie reperti che vanno dalla preistoria all’età romana, documentando la presenza umana nel territorio piceno fin da epoche remote. Il Museo della Civiltà Contadina e Artigiana, invece, conserva attrezzi agricoli, utensili domestici e oggetti della vita quotidiana che raccontano le tradizioni rurali della zona fino al Novecento.

E se invece il vicolo più stretto fosse a Termoli?

In queste ultime settimane è spuntata fuori un’altra rivalità a causa di un video del canale Instagram “Miti da sfatare”: Francesco Martinelli, titolare della pagina, si trovava a Termoli ed è andato a misurare con un metro questo vicolo che misura 34 centimetri. Perché il Fai allora incorona Ripatransone? Per definire “vicolo” bisogna avere dei criteri: la pavimentazione, la percorribilità e la presenza di una porta o di una finestra e in quello di Termoli non c’è, quindi è da considerare un’intercapedine. Non ci sono però prove giuridiche che definiscono un “vicolo” come tale in quanto “possessore” di una porta o di una finestra ma viene definito solo come passaggio e questo, per il passaggio di Termoli, è un fatto sostenuto da diverse prove storiche. Probabilmente questo debunking non convincerà il Fai a cambiare le proprie regole ma possiamo dire che ci sono due vicoli “più stretti”: uno ufficiale a Ripatransone e uno ufficioso a Termoli.

I vicoli più stretti del mondo

Il primato italiano non regge il confronto con alcune strettezze registrate all’estero. Nel borgo provenzale di Gassin, nel sud della Francia, esiste un passaggio che raggiunge appena 29 centimetri nel punto più stretto. Si tratta di un vicolo non ufficialmente catalogato, ma frequentemente citato come il più angusto d’Europa.

Tra le vie ufficialmente registrate, il record mondiale spetta alla Spreuerhofstraße, nella città tedesca di Reutlingen, nel Baden-Württemberg. La stradina, larga appena 31 centimetri nel punto più stretto, è inserita nel Guinness dei primati dal 2007. A differenza del vicolo di Ripatransone, la Spreuerhofstraße è una strada pubblica a tutti gli effetti, con tanto di nome e numero civico, il che le ha permesso di ottenere il riconoscimento ufficiale.

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