Questa è una città rimasta nascosta per secoli e, ancora oggi, è quasi inaccessibile: Choquequirao è un sito archeologico Inca situato nella regione di Cusco, in Perù, a circa 3.050 metri di altitudine. È considerato tre volte più grande di Machu Picchu, ma riceve in media solo una dozzina di visitatori al giorno. Il motivo è semplice: non esistono strade, treni o funivie per raggiungerlo. L’unico modo per arrivarci è un trekking di almeno quattro giorni attraverso la valle del fiume Apurímac.
Il nome Choquequirao significa “culla dell’oro” in lingua quechua. Gli archeologi ritengono che il sito sia stato costruito tra il XV e il XVI secolo, probabilmente durante il regno di Túpac Inca Yupanqui o Pachacútec. La funzione originaria non è del tutto chiara: potrebbe essere stato un centro cerimoniale, un avamposto amministrativo o l’ultimo rifugio degli Inca durante la resistenza contro i conquistadores spagnoli. Dopo l’abbandono nel XVI secolo, la vegetazione della foresta andina ha ricoperto le strutture per secoli.
Ad oggi solo il 30% del complesso è stato riportato alla luce. Le rovine visibili comprendono una piazza centrale, templi, edifici amministrativi, magazzini, canali di irrigazione e terrazze agricole. Tra gli elementi più noti ci sono le terrazze decorate con mosaici raffiguranti lama bianchi, visibili scendendo dalla piazza principale. Il sito si estende su circa 1.800 ettari, distribuiti su tre colline affacciate sulla catena montuosa del Salkantay.
Il trekking per Choquequirao
Il percorso classico parte dal villaggio di Cachora, raggiungibile in auto da Cusco in circa quattro ore lungo la strada per Abancay. Da Cachora inizia un trekking di 45 chilometri, con un dislivello che supera i 1.500 metri in discesa verso il fiume Apurímac e poi in salita verso le rovine.
Il primo giorno si cammina dal belvedere di Capuliyoc fino al campo base di Chiquisca o alla spiaggia di Playa Rosalina, sul fondo della valle. Il secondo giorno prevede la risalita verso il villaggio di Marampata, situato a circa due ore di cammino dalle rovine, dove si trova un campeggio e il quartier generale del parco archeologico. Il terzo giorno è dedicato all’esplorazione del sito. Il quarto e il quinto giorno si percorre la via del ritorno verso Cachora.

Il trekking è considerato tra i più impegnativi dell’America Latina. La difficoltà non deriva tanto dall’altitudine quanto dai continui cambi di quota: si scende nel canyon dell’Apurímac e si risale su sentieri ripidi, spesso esposti al sole. Le temperature variano sensibilmente tra il giorno e la notte, e il clima può passare rapidamente dal caldo secco del fondovalle al freddo umido delle quote più alte.
Costi e logistica
Non è necessario alcun permesso per percorrere il trekking, a differenza del Cammino Inca per Machu Picchu. L’ingresso al parco archeologico costa circa 60 soles (equivalenti a circa 15 euro) e si paga al checkpoint vicino al sito. È possibile organizzare il trekking in autonomia, affittando muli e assumendo guide locali a Cachora. In questo caso il costo complessivo si aggira tra i 150 e i 300 euro a persona, includendo trasporto, cibo e attrezzatura. I tour organizzati con agenzie di Cusco partono da circa 500-600 euro per il percorso di cinque giorni, con guide, cuochi, portatori e pasti inclusi.
Lungo il percorso non ci sono strutture ricettive. Si dorme in tenda nei campeggi di Chiquisca, Playa Rosalina, Marampata e nei pressi delle rovine. Alcuni villaggi lungo il cammino vendono acqua e generi di prima necessità, ma è consigliabile portare scorte sufficienti.
Il progetto della funivia
Da anni il governo peruviano discute la costruzione di una funivia che collegherebbe la valle al sito archeologico in circa 15 minuti, con una capacità stimata di 3mila visitatori al giorno. Il progetto, dal costo di circa 50 milioni di dollari, è stato più volte annunciato e rinviato. Parallelamente è in costruzione una nuova strada tra Playa Rosalina e Cachora, che potrebbe ridurre i tempi di accesso anche senza la funivia. Se il progetto andasse in porto, Choquequirao potrebbe trasformarsi in una destinazione di massa come Machu Picchu. Per ora resta uno dei pochi siti Inca visitabili in condizioni di relativo isolamento.
Quando andare
La stagione secca, da maggio a ottobre, è il periodo migliore per affrontare il trekking. Durante la stagione delle piogge, da novembre ad aprile, i sentieri possono diventare scivolosi e le condizioni meteorologiche meno prevedibili. Le temperature notturne possono scendere sotto lo zero anche nei mesi secchi, quindi è necessario portare abbigliamento adeguato.