In Giappone esistono davvero delle isole in cui ci sono più gatti che abitanti

In Giappone esistono davvero delle isole in cui ci sono più gatti che abitanti

Da Tashirojima ad Aoshima, guida alle destinazioni "feline" tra villaggi di pescatori e santuari.
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Un gatto si rilassa ad Aoshima. Foto da Shutterstock

In Giappone esistono almeno una dozzina di isole dove la popolazione felina supera quella umana. Sono luoghi rurali, spesso difficili da raggiungere, nati come comunità di pescatori e oggi diventati mete per un turismo di nicchia legato agli animali. Le più note sono Tashirojima, nella prefettura di Miyagi, e Aoshima in quella di Ehime, ma ce ne sono altre sparse nel Mare Interno di Seto e lungo le coste dell’arcipelago.

Come sono nate le isole dei gatti

La presenza massiccia di gatti su queste isole ha un’origine pratica. A Tashirojima i felini furono introdotti nel periodo Edo per proteggere gli allevamenti di bachi da seta dai topi. Con il declino dell’industria serica e il progressivo spopolamento, i gatti sono rimasti e si sono moltiplicati. Oggi sull’isola vivono circa 50 persone e oltre 100 gatti. I residenti li considerano portafortuna e al centro dell’isola sorge un piccolo santuario, Neko Jinja, dedicato a un gatto morto accidentalmente secoli fa.

Per raggiungere Tashirojima si prende un traghetto dal porto di Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi. Il viaggio dura dai 45 ai 60 minuti e le partenze sono tre o quattro al giorno. Il biglietto di sola andata costa circa 1.250 yen (poco più di 6 euro). È possibile pernottare a Manga Island, un campeggio con bungalow a forma di gatto decorati da artisti manga, aperto da luglio a ottobre.

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Dei gatti si rilassano su una delle isole giapponesi. Foto da Shutterstock

Aoshima, nella prefettura di Ehime, presenta un rapporto ancora più sbilanciato: circa 120 gatti per una manciata di residenti anziani. L’isola non dispone di strutture ricettive, ristoranti o distributori automatici. Si raggiunge in 35 minuti di traghetto dal porto di Nagahama, con due sole corse giornaliere. È consigliabile portare cibo e acqua e rispettare la tranquillità degli abitanti.

Altre isole feline includono Manabeshima nella prefettura di Okayama, resa nota dal diario illustrato di Florent Chavouet, ed Enoshima nella prefettura di Kanagawa, la più accessibile da Tokyo. Ogijima e Sanagishima si trovano nel Mare Interno di Seto, mentre Ainoshima è raggiungibile dal porto di Kokura, vicino alla fermata dello Shinkansen.

Su tutte queste isole valgono alcune regole comuni. Non è consentito abbandonare rifiuti: si raccomanda di portare una borsa per riportarli sulla terraferma. I cani non sono ammessi per proteggere le colonie feline. I gatti sono generalmente abituati ai visitatori, ma non tutti gradiscono essere toccati o presi in braccio: è preferibile avvicinarsi con calma e rispettare i loro spazi. Gli abitanti, spesso anziani e non attrezzati per il turismo di massa, apprezzano discrezione e rispetto della loro privacy.

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