I Luoghi del Cuore: la classifica (provvisoria) del FAI svela i tesori d’Italia da proteggere

I Luoghi del Cuore: la classifica (provvisoria) del FAI svela i tesori d’Italia da proteggere

Antiche abbazie, grotte rupestri e ville rinascimentali: fino al 15 dicembre si può votare per salvare dall'oblio ciò che rischia di essere dimenticato o abbandonato.
Lame di Puglia. Foto Paolo Fedele
Lame di Puglia. Foto Paolo Fedele

Esistono luoghi che restano impressi nella mente e, magari, anche nel cuore: una piccola chiesa immersa in un paesaggio bucolico, una villa con un trascorso importante o ancora una cascina storica, angoli non necessariamente conosciuti ma ricchi di fascino. Al fine di preservarne l’esistenza nel tempo e salvarli dal degrado, dal 2003 il Fondo Ambiente Italiano (FAI) promuove “I Luoghi del Cuore”, il censimento nazionale che invita i cittadini a votare i beni culturali e ambientali più amati. Giunta alla XIII edizione, la votazione è aperta fino al 15 dicembre e tutti possono candidare la destinazione preferita e sostenerne la salvaguardia.

I tre luoghi più votati nella classifica nazionale avranno modo di accedere a un sussidio rispettivamente di 70mila, 60mila e 50mila euro previa la presentazione di un piano. Tutti gli altri, al raggiungimento dei 3mila voti, potranno partecipare al Bando I Luoghi del Cuore e richiedere un contributo fino a 50mila euro.

Grotte rupestri di Verzino. Foto Salvatore Paravati

La classifica provvisoria

In cima alla classifica provvisoria (il prossimo aggiornamento sarà pubblicato a settembre mentre per la versione definitiva bisogna attendere febbraio) ci sono le Lame di Puglia. Si tratta di antichi solchi fluviali – lunghi anche oltre 40 chilometri – formati dall’azione erosiva dell’acqua sulla roccia calcarea. In passato sono stati utilizzati dalle comunità contadine ma oggi, purtroppo, sono rischio a causa dello stato di abbandono e delle trasformazioni del territorio.

Con la seconda posizione ci si sposta in Calabria, ai piedi della Sila, alla scoperta delle Grotte rupestri di Verzino, un articolato insediamento scavato nella roccia, abitato dalla preistoria fino agli anni Cinquanta del Novecento. Il complesso, in seguito, fu adibito a ricovero per gli animali, prima di essere restaurato e aperto al pubblico nei primi anni Duemila.

Convento di Renavacata dei Frati Cappuccini, Camerino. Foto Straccini

A chiudere il podio è il Convento dei Frati Cappuccini Renacavata, fondato dall’Ordine dei Frati Cappuccini nel 1528 a pochi chilometri da Camerino. Ancora oggi abitato dai frati, è il cuore spirituale del “Cammino dei Cappuccini”, un itinerario di quasi 400 chilometri percorso ogni anno da migliaia di pellegrini.

Villa San Leonardo al Palco, Prato. Foto Paolo Panzera

In quarta posizione, alle pendici dell’Appennino pratese, si posizione Villa San Leonardo al Palco, nata come residenza di campagna del mercante Francesco Datini nel Trecento e trasformata poi in convento dai francescani. Il complesso, che include la chiesa, i chiostri e un giardino rinnovato di recente grazie ai fondi PNRR, per oltre tre secoli è appartenuto ai frati per poi passare, a fine Settecento, nelle mani di famiglie nobili fiorentine e pratesi e, dalla metà del Novecento, alla Diocesi di Prato. Dal 2016 è abitata da una comunità religiosa che offre percorsi spirituali e culturali a chi vuole concedersi un’esperienza contemplativa.

Si prosegue con Monselice dove, al quinto posto, troviamo il Santuario Giubilare delle Sette Chiese che, nato tra Cinquecento e Seicento per volontà della famiglia veneziana Duodo, riproduce in miniatura il pellegrinaggio giubilare romano. Il complesso monumentale, adagiato lungo il pendio del Colle della Rocca, si snoda tra sei cappelle e l’Oratorio di San Giorgio, custodi di pregevoli opere d’arte e reliquie.

Ponte San Michele, Paderno d’Adda (LC). Foto fonte portale

Progettato dallo svizzero Julius Röthlisberger e inaugurato nel 1889, il Ponte San Michele di Paderno d’Adda, in sesta posizione, rappresenta una delle più importanti realizzazioni dell’ingegneria dell’Ottocento. La struttura in ferro a doppio uso ferroviario e stradale che collega Paderno e Calusco, è oggi al centro della mobilitazione dei Luoghi del Cuore FAI per preservarne il valore storico e promuoverne un possibile riutilizzo ciclopedonale.

Fondata nel 1267 dagli Umiliati, la Cascina Monlué di Milano rappresenta un significativo esempio di grangia monastica. Definita un “Complesso edilizio con valore storico-testimoniale” dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici, quest’antica azienda agricola – settima in graduatoria – circondata da una rigogliosa vegetazione e affiancata dall’abbazia di San Lorenzo, è oggi al centro di un progetto di rigenerazione che punta a unire recupero architettonico e artistico del complesso con una nuova vocazione culturale e sociale.

L’ottavo posto spetta al Convento di San Domenico di Taggia, custode di un ricco patrimonio artistico con opere di Brea, Canavesio e Parmigianino e un suggestivo chiostro tardogotico affrescato circondato da volte a crociera e affreschi dedicati alla vita di San Domenico.

Abbazia dei santi Nicola e Paolo VI, Rodengo Saiano
Abbazia dei santi Nicola e Paolo VI, Rodengo Saiano. Foto fonte portale

La penultima posizione va alla Chiesa di San Giovanni Evangelista di Portogruaro che, fondata nel 1338, custodisce preziosi affreschi del Cinquecento, oltre alla venerata statua della Madonna del Rosario. Oggi è purtroppo inagibile a causa di gravi problemi strutturali.

A chiudere la top 10 è l’Abbazia benedettina dei Santi Nicola e Paolo VI di Rodengo Saiano, fondata nell’XI secolo e ampliata con l’arrivo dei monaci olivetani (una congregazione religiosa della famiglia benedettina), che arricchirono il complesso con chiostri, opere agricole e importanti decorazioni artistiche. Custodisce affreschi di Girolamo Romanino, Lattanzio Gambara e altri maestri bresciani, oltre a preziosi intarsi lignei.

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