La vacanza da Robinson Crusoe esiste davvero: ecco dove e come provarla

La vacanza da Robinson Crusoe esiste davvero: ecco dove e come provarla

Un'agenzia specializzata organizza soggiorni su isole disabitate in tutto il mondo, per chi sogna di sentirsi, almeno per qualche giorno, il protagonista di un romanzo d'avventura.

Chi non ha mai fantasticato, almeno una volta, di allontanarsi dalla frenesia del mondo moderno? Non in un hotel di lusso o in un resort esclusivo, ma su un’isola deserta, con il rumore delle onde come unica colonna sonora e nessun altro essere umano all’orizzonte. Quello che per molti è un sogno ispirato alle pagine di Robinson Crusoe o al film Cast Away, oggi è diventata una vera offerta turistica.

A trasformare questa fantasia in realtà è stata Docastaway, considerata tra le prime agenzie al mondo specializzate esclusivamente in esperienze da “naufraghi”. Fondata nel 2010 dall’esploratore spagnolo Álvaro Cerezo, l’azienda organizza soggiorni su isole disabitate in alcuni degli arcipelaghi più remoti del pianeta, offrendo ai viaggiatori la possibilità di vivere completamente soli, o quasi, immersi nella natura

Due modi per sentirsi Robinson Crusoe

L’idea alla base di Docastaway è semplice: regalare l’esperienza dell’isolamento senza rinunciare alla sicurezza. Per questo la proposta prevede due formule molto diverse.

La più estrema è la Survival Mode, pensata per chi desidera vivere un’autentica avventura. I partecipanti vengono lasciati su un’isola disabitata con un equipaggiamento essenziale e devono costruire un riparo, pescare, raccogliere frutti e organizzare la propria quotidianità. Non si tratta però di una sfida estrema: il team logistico rimane sempre reperibile via radio o telefono satellitare ed è pronto a intervenire in qualsiasi momento in caso di emergenza. 

Chi preferisce un approccio più rilassato può invece scegliere la Comfort Mode, che conserva l’idea dell’isolamento ma sostituisce la sopravvivenza con una villa privata o un eco-lodge, pasti già organizzati e tutti i comfort essenziali. Una soluzione molto apprezzata anche dalle coppie in cerca di privacy assoluta. 

Dove si può vivere questa esperienza

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, non esiste un’unica isola Docastaway. L’agenzia lavora infatti con una rete di destinazioni sparse tra Oceano Indiano, Pacifico e Caraibi, selezionate dopo lunghi sopralluoghi.

Tra le aree dove è possibile vivere l’esperienza figurano le Filippine, considerate tra le mete simbolo del progetto grazie ai piccoli isolotti corallini completamente privi di abitanti; l’Indonesia, con spiagge raggiungibili solo in barca; la Polinesia Francese, ideale per chi cerca lagune turchesi e totale isolamento; il Myanmar e la Thailandia, dove alcune isole rimangono ancora prive di strutture turistiche permanenti. Completano l’offerta anche alcune destinazioni in AustraliaMessico e nei Caraibi

Ogni isola viene scelta seguendo criteri molto rigorosi: deve essere realmente isolata, sicura dal punto di vista climatico e facilmente raggiungibile dai mezzi di soccorso in caso di necessità. Secondo Docastaway, soltanto una ventina delle isole esplorate risulta effettivamente adatta a ospitare questo tipo di esperienza. 

Una vacanza che piace sempre di più

Quella del “castaway tourism” non è più una nicchia riservata agli avventurieri. Negli ultimi dieci anni Docastaway ha accompagnato oltre 800 viaggiatori, provenienti soprattutto da Europa e Nord America. Circa il 40% sceglie di affrontare l’esperienza completamente da solo, un’altra quota simile parte in coppia, mentre il restante 20% viaggia in piccoli gruppi. La permanenza media varia tra cinque e quindici giorni. 

Secondo il fondatore Álvaro Cerezo, la motivazione principale non è tanto la sopravvivenza quanto il desiderio di staccare completamente dalla civiltà. In un’epoca dominata da notifiche, connessioni continue e ritmi frenetici, trascorrere alcuni giorni senza telefono, traffico e rumori artificiali rappresenta per molti un lusso più prezioso di qualsiasi resort a cinque stelle. 

Quanto costa sentirsi un naufrago?

I prezzi variano sensibilmente in base alla destinazione, alla durata del soggiorno e alla modalità scelta. Le formule Survival sono generalmente più economiche, mentre le esperienze Comfort, con ville private e servizi personalizzati, possono raggiungere cifre decisamente elevate, soprattutto nelle destinazioni più remote.

In ogni caso non si tratta di un semplice soggiorno balneare. Ogni viaggio viene costruito su misura: trasferimenti in barca o con piccoli aerei, pianificazione logistica, eventuali escursioni e assistenza vengono organizzati direttamente dal team dell’agenzia, che segue ogni ospite dalla prenotazione fino al rientro. 

Più che una vacanza, è un esperimento di disconnessione totale. E forse è proprio questo il motivo del suo successo: per qualche giorno, il vero lusso non è avere tutto a disposizione, ma scoprire cosa succede quando non si ha quasi nulla.

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