Una finestra sul Chianti: 5 resort tra vigne e colline

Una finestra sul Chianti: 5 resort tra vigne e colline

Il territorio si racconta attraverso architetture storiche, paesaggi rurali incontaminati e un’ospitalità autentica.
Castel Monastero
Castel Monastero

Colline coltivate a Sangiovese, antichi poderi in pietra, strade che serpeggiano nel verde. La regione del Chianti Classico, tra Firenze e Siena, invita a rallentare e a sentire da vicino una terra unica: la luce calda e obliqua che a mezzogiorno diventa quasi bianca; il profumo di erba secca, vite e foglie d’ulivo; il frinire delle cicale e l’eco del vento tra i cipressi; la continuità tra storia e presente. Esistono alberghi che permettono di vivere questi paesaggi senza filtri, scambiando per gioco il dentro e il fuori, lasciando scorrere come quinte il tempo e lo spazio, con la semplicità e la profondità che da sempre definiscono questa porzione di Toscana.

Pieve Aldina – Relais & Châteaux

Pieve Aldina non si vede dalla strada: appare all’improvviso, come un giardino segreto. Il nuovo Relais & Châteaux si trova lungo la “Chiantigiana”, la strada che unisce Firenze a Siena attraversando vigne e uliveti. Qui, a pochi minuti da Radda in Chianti, un antico complesso vescovile del XVI e XVII secolo è stato trasformato in un rifugio che conserva l’impronta del tempo. Quattro edifici in pietra forte, tetti a falda, cortili interni: un piccolo borgo raccolto in 40 ettari di uliveti terrazzati. L’ingresso è un portico massiccio che si apre su un giardino con un glicine che corre da un tetto all’altro, rose rampicanti e un orto disegnato come un labirinto di bosso.

Il complesso, donato nel 1043 dal conte di Piancaldoli alla moglie Aldina Ubaldini, include anche un edificio classificato come patrimonio storico italiano, un tempo residenza estiva dei Vescovi di Siena. La chiesa adiacente, Santa Maria Novella, risale al X secolo ed è uno dei migliori esempi di romanico fiorentino. La ristrutturazione ha rispettato materiali e proporzioni originali: muri spessi, travi in legno, pavimenti in cotto. La casa principale, “La Pieve”, conserva affreschi neoclassici, trompe‑l’œil, putti, grottesche e un grande scalone in marmo che porta ai salotti del primo piano. Qui si può leggere, ascoltare musica, uscire nel patio a osservare i limoni dell’orto e i riflessi del sole sui vasi in terracotta.

Borgo Scopeto

Borgo Scoperto. Foto di Lorenzo Sironi

A venti minuti da Siena, un viale di cipressi conduce a un borgo medievale che sembra appartenere ancora al passato. Borgo Scopeto Wine & Country Relais nasce da un insediamento dell’anno Mille, poi trasformato in castello dalla famiglia Sozzini e, negli anni Novanta, restaurato dalla famiglia Gnudi Angelini. Oggi è un cinque stelle immerso in una tenuta di 500 ettari tra vigneti, oliveti e boschi, con vista su Siena: dalla terrazza si distinguono la Torre del Mangia e il campanile del Duomo. La storia del borgo è leggibile nelle architetture: la torre difensiva, la villa padronale, le case dei coloni, la cappella, le stalle, la cantina. Tutto è stato restaurato con attenzione ai materiali e ai colori del Chianti. Le camere, le suite e le ville conservano dettagli originali — affreschi, travi, pavimenti in cotto — accostati a un arredo sobrio pensato per lasciare spazio al paesaggio. La vita del borgo scorre tra due piscine — una affacciata su un anfiteatro naturale di ulivi, l’altra nel giardino principale — e sentieri che attraversano la campagna. Si può pedalare tra i filari, raccogliere erbe nell’orto, camminare tra elicriso e lavanda, o semplicemente sedersi su una panchina e osservare come la collina cambia colore. Il centro benessere utilizza prodotti ottenuti dai raccolti della tenuta: vinacce, olio d’oliva, lavanda, elicriso, miele. La cucina valorizza i prodotti della proprietà e i vini di Borgo Scopeto.

Fattoria di Vegi

Fattoria di Vegi. Foto di Martino Dini

Si arriva alla villa attraversando un viale di cipressi. Intorno, giardini, terrazze panoramiche e angoli tranquilli dove fermarsi, leggere, parlare all’aria aperta. Si può uscire a piedi o in bicicletta, fare una passeggiata a cavallo, visitare borghi e cantine, dipingere en plein air tra le vigne. Ci sono una limonaia dedicata alla pittura, un biliardo accanto alla vecchia cucina, corsi di cucina legati alla tradizione locale. La piscina in travertino, tra ulivi e filari, è uno dei punti più silenziosi della proprietà. Fattoria di Vegi si trova a Castellina in Chianti e porta con sé una storia lunga più di mille anni. Non è una villa progettata secondo un disegno unitario, ma un insieme di architetture cresciute per stratificazioni: una torre medievale, antichi spazi agricoli, ambienti residenziali aggiunti nei secoli.

Anche la facciata rompe con l’immaginario della fattoria toscana: bianca, con colonne e scalinate laterali. Per generazioni la proprietà è appartenuta alla famiglia Chiostri, storici viticoltori della zona. La cantina del 1860 porta ancora la targa del bisnonno. Il progetto di ristrutturazione lavora su ambienti vissuti, autentici. Le 23 camere sono tutte diverse: arredi su misura, materiali caldi, oggetti d’epoca. L’atmosfera fa sentire a casa. Nella bella stagione, la sala del ristorante si apre sull’aia, tra vigne e ulivi, con una cucina esterna dedicata alla griglia. Nei mesi più caldi si può scegliere anche un cestino da picnic e mangiare nei prati. Ortaggi, erbe aromatiche e olio extravergine arrivano direttamente dalla fattoria. Tra i piatti: lo spaghetto ai tre pomodori dell’orto e i pici al fagiano con tartufo nero.

Borgo San Felice

Borgo San Felice, membro di Relais & Châteaux, è un intero villaggio medievale trasformato in albergo diffuso. I lavori di recupero sono iniziati nel 1991; dal 2011 il complesso è diventato un cinque stelle che conserva la struttura originaria: la piazzetta centrale, i vicoli, le case in pietra, la cappella, l’antico frantoio, le cantine e i vigneti che lo circondano. Le camere e le suite occupano le abitazioni storiche, arredate con tessuti morbidi e colori pastello che dialogano con travi, pavimenti in cotto e infissi originali. Passeggiare tra le vie non dà l’impressione di essere in un albergo: piuttosto, quella di abitare un luogo vivo, con un suo ritmo.

Il clima familiare creato dalle persone che ci lavorano si ritrova anche la sera, sotto la pergola dove spesso si organizzano feste e cene informali. Il ristorante di punta è il Poggio Rosso, dove il cuoco Stelios Sakalis propone una cucina mediterranea che unisce tradizione toscana e influenze greco‑turche. La colazione, servita negli spazi interni ed esterni dello stesso ristorante, è ricca e colorata, con piatti espressi preparati al momento. La Botanic Spa, ricavata nell’antico frantoio, utilizza vitigni e piante locali nei trattamenti. Le vasche Kneipp, le docce emozionali e l’idromassaggio affacciato su un oliveto secolare ancorano l’esperienza al territorio.

Castel Monastero

Circondato da vigne, castagneti e lunghi filari di cipressi, Castel Monastero si trova a poco più di venti chilometri da Siena. Il borgo nasce come monastero medievale: compare nei documenti già nel 1044 con il nome di Sarna e, dal XII secolo, fu legato alla famiglia dei Berardenghi e poi al Comune di Siena. Dal 2022 è di proprietà della famiglia Marcegaglia, che ha avviato un importante lavoro di restauro per valorizzarne gli spazi. Il resort si sviluppa all’interno del borgo e negli edifici adiacenti, circondato da cinque ettari di vigneti e boschi. Le 70 camere e suite — oltre alla Villa Lavanda, una dimora indipendente di 160 metri quadrati — sono distribuite attorno alla piazza del monastero e nelle contrade che compongono il complesso.

Ogni stanza ha una propria identità, con arredi che combinano mobili antichi, materiali naturali e dettagli contemporanei. La ristorazione è affidata a Davide Canella, affiancato da Vittorio Petrillo. Due le proposte: Contrada, fine dining; e Cantina, ospitata nelle antiche cantine del monastero, dedicata alla cucina toscana più verace. Tra i piatti simbolo: il lampredotto di calamari, il fusillone al pesto di bietole con genovese di lumache e le diverse interpretazioni del piccione. La Spa Monasterii, 1500 metri quadrati dedicati a trattamenti detox, anti‑age e percorsi rigeneranti, include due piscine interne — una ad alta salinità — sauna finlandese, bio‑sauna, Hammam, percorso Kneipp e idromassaggio. All’esterno, tre piscine immerse nel verde.

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