Nella sua prima esperienza di scambio casa, Rachel Levak si è goduta alla grande il lungomare di Atene, trascorrendo le mattine in spiaggia e i pomeriggi in giro per i caffè della città. «È stato fantastico e non c’erano praticamente altri americani in giro», ricorda la product manager di Miami. Inoltre, il suo soggiorno di due settimane è costato in totale 435 dollari in spese di servizio e pulizia, o circa 30 dollari a notte, perché aveva organizzato lo scambio con Andreas Sellinidis, un fotografo che vive a New York e ha una casa per le vacanze ad Atene.
Questo genere di affari sta suscitando un rinnovato interesse per lo scambio casa anche tra viaggiatori facoltosi, che potrebbero spendere cifre importanti per suite d’albergo e case vacanza (e talvolta lo fanno ancora).
Sebbene l’idea risalga agli anni Cinquanta, quando i professori universitari si scambiavano le case durante le vacanze estive, questo stile di viaggio sta tornando in auge grazie alla possibilità di lavorare da remoto e alle piattaforme digitali dedicate. «I viaggi sono diventati sempre più costosi e lucrativi», spiega Justine Palefsky, ceo e cofondatrice di Kindred, una piattaforma di scambio di case. L’azienda, lanciata nel 2021, ha registrato una rapida crescita, con un aumento delle prenotazioni di cinque volte dal 2023 al 2024 e un’adesione globale di quasi 200mila viaggiatori, aumentata del 700% dal 2024. «Offriamo un’alternativa radicata nella comunità», afferma Palefsky, «e i nostri membri possono viaggiare più spesso e fermarsi più a lungo», perché lo scambio rende i viaggi molto più convenienti.

Altre società stanno registrando una crescita simile. HomeExchange, azienda che ha contribuito a creare un settore da 5 miliardi di dollari, afferma che i suoi membri sono cresciuti del 32% rispetto all’anno scorso, superando i 250mila. Nel 2022, ha lanciato la HomeExchange Collection, una sezione rivolta ai viaggiatori di lusso, con castelli, yacht e ville. ThirdHome, invece, si rivolge al settore delle seconde case, coordinando scambi di proprietà che valgono milioni. «Una volta il lusso consisteva nell’avere di più», rivela Wade Shealy, ceo e fondatore dell’azienda.
«Ora si tratta di fare esperienze più profonde». Altre piattaforme si rivolgono a specifici tipi di viaggiatori. Behomm seleziona proprietà per creativi e amanti del design, mentre MyPlace collega gli amici degli amici in una rete privata. Hermanas, una comunità femminile su WhatsApp, ha recentemente lanciato Pollen, che consente alle abbonate di accedere agli annunci. Kommu è un’app che trae ispirazione dai social network, consentendo ai membri di cercare soggiorni tra amici di amici.
Per gli swapper di lunga data come Vivienne Steels, che da decenni utilizza Homelink per i suoi soggiorni, questa recente crescita è molto positiva. Dal Dorset, in Inghilterra, ha fatto più di tre dozzine di viaggi in homeswapping, in destinazioni come Argentina, Canada, Nuova Zelanda, Sudafrica e Stati Uniti. «È diventato tutto molto più semplice con la diffusione di internet», dice Steels. «E lo scambio ha arricchito enormemente la mia vita».