Una cintura verde, la Lichtentaler Allee, si allunga per tre chilometri tra alberi secolari, magnolie in fiore e aceri giapponesi, nel silenzio interrotto dallo scorrere del fiume Oos. Non è un semplice sentiero ma una passeggiata nell’Eden che, dall’Ottocento, accompagna le giornate di turisti e abitanti di Baden-Baden, città patrimonio Unesco dal 2021. Ai piedi della Foresta Nera, in questo elegante centro termale di 60 mila abitanti dove è nato il concetto moderno di benessere, si trova uno degli indirizzi leggendari dell’ospitalità europea: il Brenners Park-Hotel & Spa. Considerato una grand dame dell’accoglienza, per oltre 150 anni è stato il punto di riferimento dell’élite internazionale.

Tra stanze e saloni sono passati musicisti, scrittori, teste coronate e protagonisti della vita politica in cerca di ispirazione, visibilità o semplicemente riposo. Oggi, dopo un’importante ristrutturazione durata quasi due anni, il Brenners torna a raccontare questa eredità con uno sguardo nuovo, mantenendo intatta la sua eleganza sobria. Gemma della collezione Oetker Hotels che riunisce alcune proprietà iconiche da Parigi ai Caraibi, alla Costa Azzurra, il Brenners incarna perfettamente la filosofia della casa-madre: lusso intimo, mai ostentato e un servizio altamente personalizzato.
Il lusso di aprire una finestra
Le due ore di auto dall’aeroporto di Francoforte scorrono veloci. Il passaggio dall’autostrada alla quiete di Baden-Baden è immediato. L’ingresso del Brenners è come il palcoscenico di un teatro Belle Époque incorniciato da drappi amaranto. L’accoglienza autentica, mai formale. Nella lobby una composizione floreale domina la scena, rinnovata come tutti bouquet, con cadenza regolare. Gli ascensori hanno un sedile imbottito. I corridoi sono ampi, i pavimenti ricoperti di moquette con richiami botanici e parquet.

Ho la stanza 215 al secondo piano, l’ultima d’angolo dell’edificio e come quelle gemelle degli altri piani che terminano con il 15, ha una particolarità: è dotata di ben cinque finestre (due nel bagno) e tre balconi. Ogni affaccio, abbellito da tendaggi di alta qualità, oltre a illuminare l’ambiente di luce naturale è un quadro. Vedo il sentiero pedonale, i meli in fiore, gli edifici storici e all’orizzonte la Foresta Nera. La natura “entra” nella stanza trasformando lo spazio. Tutto è stato rinnovato – arredi, tessuti, pavimenti – ma senza cancellare il passato. Un equilibrio che si ritrova anche nei dettagli: dal diario rilegato con le vecchie carte da parati donato come cadeau ai piccoli gesti di ospitalità.
Reinterpretare la tradizione
La trasformazione del Brenners Park-Hotel & Spa non è stata un semplice restyling ma un lavoro di rilettura identitaria. Il restauro, firmato dallo studio MM Design di Francoforte sotto la direzione della Contessa Bergit Douglas figlia di Rudolf-August Oetker, ha interessato alloggi e spazi comuni. Le 79 camere e suite sono state completamente ripensate mantenendo elementi originali come travi, arredi e dettagli architettonici affiancati da tessuti pregiati, bagni in marmo e una palette ispirata alla Foresta Nera, tra toni crema, terracotta, verde e blu profondo. Anche gli spazi comuni, dall’ingresso al foyer dell’Orangerie, sono stati riportati a nuova vita, rivelando parti della struttura ottocentesca.
Mangiare nella natura

È bello curiosare tra i vari ambienti, dalla living room alla stanza del fumo con la ricca collezione di sigari pregiati, ai due ristoranti. Il Wintergarden ha una struttura in vetro che ricorda una serra immersa nel verde: qui la cucina celebra la tradizione, tra tartare preparate al tavolo, wiener schnitzel e specialità stagionali come gli asparagi bianchi giganti. Fritz & Felix è l’anima contemporanea: design curato, quadri astratti, cucina a vista e un’atmosfera più vivace. I prodotti sono locali, dal miele di casa servito a colazione alle mele del parco. Protagoniste del menu serale le carni alla griglia come l’entrecote di manzo allevato sul Lago di Costanza. Il nome del locale si ispira alla favola di una volpe e una lepre scese dalla Foresta Nera in città.
Il lusso di rallentare: massaggi e trattamenti benessere

La spa si trova all’interno di Villa Stéphanie, edificio indipendente collegato all’hotel: un rifugio nel rifugio. Gli spazi si articolano su più livelli. C’è una piscina interna con il bosco che si riflette nell’acqua, aree relax e un percorso di saune e bagni di vapore a diverse intensità e temperature. La medical spa propone programmi su misura, consulenze specialistiche e tecnologie avanzate oltre ai trattamenti più tradizionali. Ho iniziato la mia giornata di relax con un sound bath, un risveglio dolce accompagnato dal suono dei gong tibetani le cui frequenze sciolgono ogni tensione.

Subito dopo una camminata a piedi scalzi nel parco dell’hotel, sull’erba ancora bagnata e sul brecciolino. Nel pomeriggio ho provato due trattamenti: il facial è un anti-aging che consiste nella detersione profonda del viso e un massaggio intenso seguito da una maschera schiarente. Il mindfulness massage su tutto il corpo viene praticato con oli aromatici e movimenti lenti e continui, soprattutto sulla schiena. Rituale che si conclude con una riflessologia plantare.
Baden-Baden: cosa fare e vedere

Elegante e raccolta Baden-Baden è una città che si esplora con lentezza e rigorosamente a piedi. Imperdibile una passeggiata lungo la Lichtentaler Allee che parte dal Teatro, attraversa la città tra ville storiche e scorci romantici arrivando fino al Monastero da cui prende il nome. Nove i musei tra cui il Frieder Burda per l’arte contemporanea progettato dall’archistar Richard Meier. Le terme – Friedrichsbad più classiche e Caracalla più contemporanee – raccontano una tradizione secolare, mentre il più antico Casinò della Germania conserva ancora il suo fascino ottocentesco.
Dostoevskij vi si giocò il patrimonio e fu costretto a lasciare Baden-Baden per non finire in povertà. Integrato nella città, il Parco Nazionale della Foresta Nera con i suoi diecimila ettari di colline e migliaia di specie animali offre 630 km di piste ciclabili e più di mille chilometri di sentieri escursionistici. Da qui parte anche la Schwarzwaldhochstraße, strada panoramica di 50 chilometri tra boschi, laghi e punti panoramici, ideale da percorrere a bordo di una classic-car come il Maggiolino “Herbie” disponibile nel parco auto del Brenners.
