Spagna, otto comarcas da scoprire lontano dalle rotte più turistiche

Spagna, otto comarcas da scoprire lontano dalle rotte più turistiche

Borghi medievali, vigneti, montagne e tradizioni locali raccontano territori diversi dalla costa alle pianure dell’interno.
Fiume Matarraña, Spagna
Fiume Matarraña. Foto dall'Ente del Turismo Spagna

In Spagna potete uscire dai principali itinerari turistici seguendo una geografia fatta di comarcas, ovvero quei territori che riuniscono più comuni sulla base di caratteristiche storiche, culturali, geografiche ed economiche condivise. Non sempre hanno uno status amministrativo ufficiale, ma rappresentano spesso identità territoriali consolidate nel tempo, riconoscibili attraverso paesaggi, tradizioni, gastronomia e modi di vivere.

Dai Pirenei alle pianure della Castiglia-La Mancia, sono numerose le aree in cui borghi, natura e patrimonio culturale si incontrano senza la pressione delle principali destinazioni turistiche. Tra queste ci sono Matarraña, Los Ancares, La Moraña, Penedès, Las Merindades, Valle de Baztán, La Alcarria e La Mancha.

Matarraña, tra borghi medievali e paesaggi mediterranei

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Valderrobres. Foto dall’Ente del Turismo Spagna

Nella provincia di Teruel, in Aragona, Matarraña si trova tra Catalogna e Comunità Valenciana ed è un territorio adatto a un viaggio senza fretta. Il paesaggio alterna montagne, uliveti, vigneti e piccoli centri storici costruiti in pietra, con i rilievi dei Ports de Beceite a fare da sfondo.

Valderrobres è uno dei principali punti di interesse, con il castello-palazzo e la chiesa gotica di Santa María la Mayor. A poca distanza si trova Calaceite, caratterizzata da edifici in pietra e vie porticate. Per entrare nel paesaggio naturale della comarca si può invece raggiungere El Parrizal de Beceite, dove un percorso su passerelle segue gole e corsi d’acqua. La gastronomia è legata ai prodotti della terra, dall’olio d’oliva al prosciutto di Teruel, fino al tartufo e ai vini della zona.

Los Ancares, tra pallozas e montagne

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Palloza a Balboa, Leon. Foto dall’Ente del Turismo Spagna

Nella parte nord-occidentale della Spagna, Los Ancares Leoneses conserva un paesaggio montano in cui l’isolamento geografico ha contribuito a mantenere architettura rurale, tradizioni e forme di vita legate alla montagna.

Il simbolo di questa zona sono le pallozas, abitazioni tradizionali di origine preromana dalla pianta circolare o ovale e con copertura vegetale. Se ne possono osservare diversi esempi nei villaggi di Pereda de Ancares, Candín, Balouta, Balboa e Sorbeira.

A Vega de Espinareda si trova il monastero di San Andrés, mentre a Burbia è ancora visibile un patrimonio di architettura popolare che permette di comprendere l’organizzazione dei villaggi montani. La Riserva della biosfera di Los Ancares Leoneses completa il quadro con boschi, valli e montagne attraversati da sentieri escursionistici. L’autunno è uno dei periodi più indicati per percorrere questi paesaggi.

La Moraña, la Castiglia delle pianure agricole

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Veduta di Arevalo. Foto dall’Ente del Turismo Spagna

A nord della provincia di Ávila, La Moraña presenta un paesaggio dominato da campi di cereali e piccoli centri storici. L’architettura mudéjar è una delle caratteristiche più riconoscibili della comarca, soprattutto nelle chiese e negli edifici realizzati in mattoni e adobe.

Arévalo è il principale centro storico della zona. Il suo castello medievale, oggi sede di un museo dedicato ai cereali, domina il paesaggio e permette di conoscere anche il rapporto tra agricoltura e storia locale. Meritano una visita anche il centro storico e le sue chiese. Madrigal de las Altas Torres è invece legata alla storia di Isabella la Cattolica.

Sul piano gastronomico, tra i piatti da cercare c’è il cochinillo asado, mentre per un’escursione nella natura si possono raggiungere le Lagune di El Oso, area umida frequentata da diverse specie di uccelli e interessante per il birdwatching.

Penedès, tra vigneti e cultura del vino

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Salon Rico Medina Azahara. Foto dall’Ente del Turismo Spagna

Tra Barcellona e Tarragona, il Penedès è uno dei territori vitivinicoli più conosciuti della Catalogna. Qui il paesaggio agricolo è strettamente legato alla produzione di vino, con vigneti, cantine e piccoli centri che permettono di costruire un itinerario dedicato all’enoturismo.

Vilafranca del Penedès è un buon punto di partenza per conoscere il territorio e la sua storia vitivinicola. Sant Sadurní d’Anoia è invece conosciuta come una delle capitali del cava (un vino spumante spagnolo prodotto con metodo classico) e ospita alcune delle principali cantine della regione.

Le visite alle cantine permettono di conoscere le diverse fasi della produzione e di degustare i vini locali direttamente nelle zone di produzione. Per alternare il paesaggio agricolo a quello naturale si può raggiungere il Parc del Foix, caratterizzato da boschi mediterranei, zone umide e dal bacino del fiume Foix.

Las Merindades, tra gole e borghi medievali

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Ojo Guareña. Foto dall’Ente del Turismo Spagna

Nel nord della provincia di Burgos, ai piedi della Cordigliera Cantabrica, Las Merindades riunisce paesaggi montani e un patrimonio storico particolarmente concentrato. Il nome deriva dalle antiche merindades medievali, territori amministrativi che hanno contribuito alla storia della Castiglia settentrionale.

Frías è uno dei luoghi più conosciuti della comarca: è considerata una delle città più piccole di Spagna e conserva un castello costruito sulla sommità di una rupe, oltre alle caratteristiche case addossate al pendio. A Puentedey il borgo si sviluppa invece sopra un grande arco naturale di roccia.

Il territorio comprende anche il Salto del Nervión, una delle cascate più alte della penisola iberica, il Parco Naturale delle Hoces del Alto Ebro y Rudrón e il Monumento Naturale di Ojo Guareña, uno dei maggiori complessi di grotte della Spagna. È una zona adatta soprattutto a chi vuole alternare visite culturali, escursioni e itinerari naturalistici.

La Alcarria, la Spagna rurale raccontata da Cela

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Campi di lavanda vicino Brihuega. Foto dall’Ente del Turismo Spagna

La Alcarria, nella provincia di Guadalajara, è legata soprattutto al libro Viaggio nella Alcarria di Camilo José Cela, pubblicato nel 1948. Il territorio è caratterizzato da colline, campi agricoli, piccoli borghi in pietra, castelli e monasteri.

Pastrana è uno dei centri più rappresentativi, con il Palazzo Ducale e un centro storico legato alla storia del Rinascimento spagnolo. Brihuega è invece conosciuta per i campi di lavanda, particolarmente frequentati durante la fioritura estiva. Hita conserva edifici e strade di origine medievale. Per conoscere il paesaggio rurale si può seguire il corso del fiume Tajuña, tra campi, boschi e sentieri percorribili a piedi o in bicicletta.

Valle de Baztán, nella Spagna verde

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Parco Naturale del Señorío de Bertiz. Foto dall’Ente del Turismo Spagna

Nel nord della Navarra, vicino al confine francese, la Valle de Baztán presenta un paesaggio fatto di montagne, prati, boschi, corsi d’acqua e casali. La cultura basca è parte integrante dell’identità della valle, insieme a una gastronomia legata ai prodotti locali. Elizondo, capoluogo della valle, è il punto di partenza per visitare il territorio. Le case signorili e gli edifici lungo il fiume Baztán ne caratterizzano il centro. Amaiur-Maya conserva invece i resti dell’antico castello e un piccolo centro storico.

Il Parco Naturale del Señorío de Bertiz permette di attraversare boschi e giardini storici, mentre i sentieri della valle collegano villaggi, mulini, ponti e casali. Tra maggio e ottobre si concentrano inoltre molte feste e sagre locali, tra cui il Baztandarren Biltzarra di Elizondo.

La Mancha, tra mulini e paesaggi del Don Chisciotte

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I Molini di Consuegra, Toledo. Foto dall’Ente del Turismo Spagna

La Mancha è probabilmente il territorio più riconoscibile tra quelli raccontati in questo itinerario. I suoi paesaggi di pianure, vigneti e mulini a vento sono diventati parte dell’immaginario legato al Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes.

Consuegra, con i suoi mulini sulla collina del Cerro Calderico, offre uno dei punti più rappresentativi del paesaggio manchego. Almagro conserva invece il Corral de Comedias, teatro del Seicento ancora utilizzato, oltre a un centro storico caratterizzato da architettura tradizionale. Meritano una tappa anche El Toboso, Tembleque, Puerto Lápice e Manzanares.

Il paesaggio cambia nelle Tablas de Daimiel, parco nazionale che protegge una delle principali zone umide dell’interno della penisola iberica e rappresenta un importante habitat per l’avifauna. Anche la tavola racconta l’identità della regione: tra i prodotti più noti ci sono il formaggio Manchego, lo zafferano e i vini della denominazione La Mancha, mentre tra le preparazioni tradizionali si trova il pisto manchego.

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