Istanbul, con oltre 17 milioni di abitanti, è la città più popolosa della Turchia nonché l’unica al mondo a estendersi su due continenti, Europa e Asia, separati dallo stretto del Bosforo. A quanto pare però non è l’unico primato. Nel distretto di Eyüpsultan, sorge la Biblioteca Rami ovvero la più grande del Paese che, in occasione nell’undicesima edizione dei Green Library Awards 2026 promossi dall’International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA), ha ricevuto il primo premio nella categoria “Grand-Scale Project”.
Il progetto “Trasformare una caserma storica del XIX secolo in uno spazio urbano resiliente al cambiamento climatico e aperto alla comunità”, ha trionfato tra i 62 lavori presentati da 27 Paesi per la sua capacità di conservare un importante edificio storico integrandolo con principi di sostenibilità ambientale e utilità sociale. Il riconoscimento, istituito da Environment, Sustainability and Libraries Section (ENSULIB) dell’International Federation Library Association and Istitutions, è stato consegnato ad agosto durante l’IFLA World Library and Information Congress 2026 di Busan, in Corea del Sud, uno dei principali appuntamenti internazionali per il mondo delle biblioteche.

Rami, la biblioteca più grande di Istanbul
Aperta 24 ore su 24, sette giorni su sette, la Biblioteca Rami nasce dalla riconversione della Caserma Rami, risalente al XIX secolo e utilizzata attivamente fino agli anni Sessanta. Il progetto, avviato nel 2014, ha adottato un approccio fondato sulla conservazione e sul riuso adattivo dell’edificio storico, preservandone l’identità architettonica e, per quanto possibile, i materiali originali. Con 36mila metri quadrati di spazi coperti, abbraccia un’idea moderna e inclusiva di biblioteca restituendo alla comunità una collezione di 2 milioni di libri e 4.200 posti a sedere per rispondere alle diverse esigenze culturali, educative e sociali.
Dalla riapertura nel 2023 alla fine del 2025, sono stati oltre 8 milioni i visitatori. Nonostante l’avvento del digitale, sono ancora in molti a non saper rinunciare al piacere di un gesto semplice come tenere un libro di carta tra le mani e sfogliarne le pagine, una dopo l’altra. Particolare attenzione è dedicata alla tutela del patrimonio documentario, grazie all’attività del centro di restauro Şifahane, noto anche come “l’ospedale del libro”, specializzato nel restauro di manoscritti antichi e rari.

La Biblioteca Rami affascina non solo per l’architettura, ma anche per la vocazione multifunzionale e inclusiva: al suo interno trovano spazio una biblioteca digitale, una dedicata ai giovani, una agli adulti e numerose sezioni specialistiche per lo studio, la ricerca e la formazione, oltre ad aree destinate ad attività culturali e alla socialità. Un luogo vivo e aperto a un pubblico di ogni età e abilità, dove incontrarsi, partecipare a incontri, corsi e laboratori dedicati anche alla conoscenza del cambiamento climatico e ai temi della sostenibilità, intesa in senso ampio, come un approccio che pone al centro cultura ed educazione, integrandole con l’efficienza energetica e la valorizzazione del verde.
All’esterno, la biblioteca si estende su 51 mila metri quadrati, con 696 alberi, circa 99 mila arbusti e un laghetto artificiale di 1.000 metri quadrati. Elementi che non hanno soltanto una funzione estetica: contribuiscono alla conservazione della biodiversità e, creando zone d’ombra, aiutano a schermare i raggi solari diretti e a ridurre la temperatura degli spazi esterni.
Istanbul sul podio seguita da Cina e Irlanda
Qui nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: l’acqua piovana, raccolta dalle ampie superfici delle coperture, viene difatti recuperata e riutilizzata per l’irrigazione delle aree verdi e per gli scarichi dei servizi igienici. Sul fronte dell’efficienza energetica, la struttura utilizza apparecchiature a basso consumo, illuminazione LED, sensori e sistemi legati all’energia solare, affiancati da una gestione intelligente dei rifiuti e dalla progressiva digitalizzazione dei processi operativi interni.

Scorrendo la classifica dei i Best Green Library/Grand-Scale Project, al secondo e terzo posto si sono qualificate la Jinjiang Library in Cina, con il progetto “Biblioteca di quartiere Greenwood”, e la Munster Technological University in Irlanda, con “La coppia ideale? Unire biofilia e sostenibilità nelle biblioteche della MTU”. Tra i partecipanti sono presenti anche le Biblioteche UniTrento, che prendono parte all’iniziativa con la proposta “Le biblioteche del futuro sono verdi: il modello sostenibile dell’Università di Trento”, unica realtà italiana tra quelle coinvolte.