W Sardinia, energia isolana e design contemporaneo nel “salotto” di Poltu Quatu

W Sardinia, energia isolana e design contemporaneo nel “salotto” di Poltu Quatu

Il terzo hotel italiano del brand di Marriott Bonvoy porta nel borgo marinaro sulla costa nord-orientale dell’isola la sua idea di lusso senza confini, tra design d’autore e spirito locale.
piscina W Sardinia
La piscina del W Sardinia con il suo Wet Deck

I pavimenti in granito sardo e marmo di Orosei, l’ariosa struttura ad archi dalle linee morbide e le iconiche finestre irregolari – la “firma” di Jean Claude Lesuisse, celebre progettista franco-belga che ha plasmato gran parte della Costa Smeralda e dintorni con le sue ville e costruzioni inserite organicamente nel paesaggio locale – sono rimasti ad accogliere gli ospiti che arrivano al W Sardinia, la più recente delle aperture del brand alberghiero parte del portfolio di Marriott Bonvoy, dopo Roma e Firenze.  

Dopo la partenza in sordina nell’estate 2025, quest’anno l’albergo ha inaugurato la sua stagione già a fine aprile, portando nel porticciolo di Poltu Quatu, affacciato su un profondo fiordo che, con la Marina dell’Orso, fa da approdo per numerose imbarcazioni, lo spirito peculiare della collezione di hôtellerie nata oltre vent’anni fa a New York catturando il mood “elettrico” e spensierato della gioventù dell’epoca.

L’evoluzione del brand W e di Poltu Quatu

Il fiordo che custodisce Poltu Quatu, che vuol dire appunto “porto nascosto”

Lungo gli ultimi due decenni e oltre, la clientela è cresciuta e con essa il brand W, che oggi – pur mantenendo in parte l’atmosfera rilassata degli esordi – dà spazio a un’idea di lusso più matura, lontana dall’ostentazione e incentrata invece su design contemporaneo e radicamento territoriale.

E il W Sardina ne rappresenta forse al momento l’incarnazione più piena e completa, con i suoi ambienti discreti ma dai dettagli curatissimi, l’atmosfera prettamente mediterranea che in qualche modo richiama anche Ibiza ma senza eccessi, uno staff multiculturale e un’accoglienza sorridente che mette ciascuno a proprio agio: dalle coppie alle famiglie, fino ai giovani gruppi di amici.

L’hotel è così oggi il cuore pulsante del borgo nato nel 1987 da un’intuizione del costruttore romano Antonio Pulcini e di recente rilanciato da Castello Sgr, che ha dato nuovo impulso all’ospitalità locale favorendo l’apertura di locali dal raffinato mood mediterraneo e cosmopolita: dall’ispirazione francese diCouCou Sardinia alla cucina giapponese contemporanea di Iyo, dai tavolini vista porto del Caffè della Piazza fino alla proposta romana de Il Marchese, e oltre.

E anche se lungo il porticciolo si contano quasi più consolle da dj che ormeggi, e la sera la grande roccia di granito che domina il porto fa da schermo per scritte luminose in inglese che sottolineano il carattere internazionale e “lifestyle” della destinazione – Some places stay on the map. Poltu Quatu stays in your heart, ne è un esempio –, la località mantiene una sua identità definita, che senza cercare una finta autenticità risulta capace di attirare un pubblico eterogeneo e numeroso.

W Sardinia: spirito sardo e animo artistico

La W Lounge, W Sardinia
La W Lounge

Anche nel caso del W Sardinia, il restyling curato dallo studio newyorkese Meyer Davis non ha intaccato lo spirito originale del luogo, ma ne ha anzi rafforzato il legame con l’isola e il carattere mediterraneo attraverso una palette cromatica ispirata ai toni di questa terra e dettagli di grande gusto.

A impreziosire la W Lounge – che richiama in chiave contemporanea le Janas, mitologiche custodi delle grotte scavate nella roccia dell’isola –, ci sono cosìil grande tappeto-scultura che richiama i colori e la conformazione del mare sardo, il banco della reception a onde, la parete scultorea del ceramista Luca Scassellati ispirata ai fondali marini, i divani dalle forme tondeggianti, i tavoli bassi che riprendono la tradizione isolana dell’intreccio dell’asfodelo e i motivi classici della tessitura sarda che tornano più volte, dai cuscini alle belle gonne delle hostess dell’accoglienza firmate Giada Curti.

E ancora, tanti dettagli artistici disseminati tra gli spazi interni ed esterni che – anche grazie al progetto “The Art Edit” in collaborazione con la caprese Liquid Art System – rendono l’hotel una sorta di galleria diffusa, tra quadri e sculture di artisti internazionali e opere di artisti e artigiani sardi, come i vasi in ceramica di Walter Usai che riprendono l’arcaica e affascinante “brocca della sposa”, gli arazzi di Fabrizio Sanna e i dipinti di Cinzia Murgia, selezionati in collaborazione con Kooness art studio. Mentre all’esterno, una poetica scultura è dedicata alla “luna caprese” e la grande W in acciaio e argilla, realizzata dall’artista sardo Nicola Filia, saluta gli ospiti.

Camere, suite e una piscina piena di fascino

Una camera del W Sardinia
Una camera del W Sardinia

L’attenzione alla dimensione locale continua anche nelle 157 camere e suite, tra artigianato, tessuti e amenities regionali, mentre le due panoramiche Penthouse Suite dotate di grandi terrazze esterne con private pool garantiscono riservatezza e lusso discreto.

Cuore del W Sardinia è la piscina dalle forme sinuose, circondata da lettini e cabanas, da divanetti protetti da capanne architettoniche. E dai tavoli del Wet Deck, che propone un all day menu con piatti freschi e leggeri d’impronta mediterranea come pinse, felafel, insalate, gazpacho, crudi di pesce ma anche primi piatti e secondi di carne di pesce, accompagnato in alcuni orari dal sound calibrato di dj set in sintonia con l’ambiente.

L’omaggio alla dea Tanit

Gli spazi del Tanit
I tavoli del Tanit, affacciati sulla marina

Se infatti a completare l’accoglienza del W Sardinia ci sono il centro fitness Technogym aperto 24/7, la possibilità di raggiungere spiagge meravigliose e beach club selezionati con le speedboat facendo meta anche nell’arcipelago de La Maddalena, le diverse attività alla scoperta del territorio – incluse visite a cantine e aziende casearie della zona – e l’iconico servizio Whatever/Whenever, che punta alla massima personalizzazione delle esperienze per soggiorni unici e tailor made, la proposta F&W è senz’altro un tassello importante dell’hotel.

Oltre al già citato W Deck, protagonista principale è Tanit, ristorante di pesce che trova posto nella terrazza panoramica affacciata sulla marina e ospita anche la prima colazione. Dedicato alla dea fenicia dell’abbondanza e della fertilità invocata dai marinai per avere protezione dalle onde, propone un menu essenzialmente mediterraneo che va dalle voci del Raw Bar – tra scampi del Tirreno, ostriche di diversa tipologia e caviale Giaveri – a portate che richiamano fortemente le radici sarde e il territorio, inclusa la sua tradizione di terra: dalla squisita catalana di gamberi all’accoppiata tra sedano e bottarga, dalla gustosa fregola all’aragosta del golfo ai chiusoni (tipici gnocchi acqua e farina dalla superficie ruvida) al ragout di maialino sardo, salsiccia gallurese e zafferano, proseguendo con branzino arrosto con salmoriglio sardo, trancio di maialino alla brace e altro ancora.

I dolci di Fabrizio Fiorani e i drink di Paradiso

La chiusura della cena è affidata alla Dolce Room firmata dal pastry chef Fabrizio Fiorani, uno spazio dedicato dove scegliere proposte accattivanti: dal millefoglie da completare a piacere con salse e granelle ai celebri “falsi d’autore”, praline iper-realistiche nella forma e nel sapore.

Strawberry Daiquiri W Sardinia
Lo Strawberry Daiquiri, servito a bordo piscina accompagnato da tapas mediterranee

Ma prima o dopo cena, vale anche la pena passare ai tavoli del bar: per la stagione 2026, dopo la serie di guest shift “Liquid Love” andata in scena a luglio, il W Sardinia accoglie infatti la residency stagionale del Paradiso, noto e premiatissimo cocktail bar di Barcellona guidato dall’italiano Giacomo Giannotti all’insegna di sperimentazione, gusto teatrale e “attivazioni esperienziali” che sollecitano tutti i sensi.

Per quest’angolo sardo, ha immaginato una drink list scenografica e coinvolgente e nove cocktail (e due mocktail), tra signature spagnoli e creazioni ad hoc. Come nel caso del Poltu Quatu Spritz, in cui le essenze della macchia mediterranea come mirto e timo incontrano Prosecco e Aperitivo Giannotti, e la freschezza dell’acqua di cocco.

Articoli Correlati

Iscriviti alla newsletter