Il turismo culturale vale 56,6 miliardi di euro in Italia

Il turismo culturale vale 56,6 miliardi di euro in Italia

Musei, borghi, centri storici e patrimonio artistico attirano il 57% dei visitatori internazionali e concentrano oltre il 63% delle presenze sul territorio nazionale.
La Fontana di Trevi, Roma
La Fontana di Trevi, Roma. Foto da Shutterstock

Il turismo culturale in Italia genera un impatto economico di 56,6 miliardi di euro e rappresenta il 52% dell’intero indotto turistico nazionale. È il dato principale emerso dal report elaborato dall’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo e presentato in occasione degli Stati Generali della Cultura, ai quali ha partecipato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. I numeri confermano il peso crescente del patrimonio culturale nell’economia del Paese. Musei, siti archeologici, centri storici e città d’arte continuano infatti a essere il principale fattore di attrazione sia per il mercato interno sia per quello internazionale, con effetti diretti sulle attività economiche locali e sull’intera filiera dei servizi.

Cosa dicono i dati dell’infografica

Secondo il Ministero, i comuni a vocazione culturale concentrano oltre il 63% delle presenze turistiche registrate sul territorio nazionale. Si tratta di un dato che evidenzia il ruolo centrale delle destinazioni legate al patrimonio storico e artistico nella distribuzione dei flussi turistici. Anche la domanda internazionale conferma questa tendenza. Il 57% dei viaggiatori stranieri sceglie l’Italia per motivazioni culturali, contribuendo a una spesa annua che, nelle sole città d’arte, supera i 19 miliardi di euro, pari al 56% della spesa complessiva generata dal comparto.

L’analisi restituisce inoltre una fotografia delle abitudini di viaggio. Le città d’arte sono frequentate soprattutto dalle coppie, che rappresentano il 43% dei visitatori, seguite dalle famiglie con il 28%. I viaggiatori individuali raggiungono il 16% del totale e registrano una crescita del 3% rispetto all’anno precedente, mentre i gruppi organizzati si attestano al 12%.

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Il Vesuvio visto da Pompei. Foto da Shutterstock

Se da una parte i flussi continuano a concentrarsi nei grandi poli, dall’altra emerge una progressiva diversificazione delle destinazioni scelte dai viaggiatori. Luoghi simbolo come la Fontana di Trevi, il Colosseo, il Duomo di Milano, i Musei Vaticani e il Parco Archeologico di Pompei restano i principali attrattori del Paese, ma aumenta anche l’interesse verso città di dimensioni più contenute e destinazioni meno battute.

Tra queste figurano Siena, Assisi, Caserta e Bari, che stanno consolidando il proprio ruolo all’interno dell’offerta culturale italiana. Cresce inoltre l’attenzione verso siti legati a specifiche narrazioni territoriali e a forme di turismo esperienziale, una componente che sta assumendo un peso sempre maggiore nelle scelte dei visitatori. I dati più recenti mostrano, ad esempio, un incremento delle recensioni per la Casa di Giulietta a Verona, che segna un aumento del 19,1%, e per il Museo Cappella Sansevero di Napoli, che registra una crescita del 10,89%.

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