In vista dell’esodo estivo, gli aeroporti internazionali si preparano ad accogliere milioni di viaggiatori animati dal desiderio di esplorare nuovi luoghi, conoscere culture diverse e aprirsi a nuove prospettive. Spesso percepiti come semplici luoghi di transito, gli scali aeroportuali si stanno trasformando in vere e proprie destinazioni, capaci di attrarre l’attenzione non solo per l’offerta food & beverage e retail, ma anche per il loro valore architettonico, grazie a progetti all’avanguardia, identitari e sostenibili, in grado di offrire un’esperienza immersiva. Questa evoluzione trova conferma nel Prix Versailles 2026, un riconoscimento internazionale che valorizza i migliori esempi di progettazione e design applicati agli spazi pubblici e commerciali.
«Che siano apparsi da poco all’orizzonte o frutto di importanti interventi di rinnovamento, gli aeroporti e i terminal contemporanei sono elementi innovativi e imprescindibili dei loro territori e delle loro epoche. Sono innovativi perché riescono a risolvere l’apparente conflitto tra la crescente frequenza dei viaggi e la necessità di velocità — entrambi aspetti centrali della funzione aeroportuale — e, dall’altro lato, la singolarità di un turismo più accessibile che valorizza il tempo trascorso in luoghi che oggi non possono più essere considerati semplici spazi di transito. Sono inoltre imprescindibili, in quanto infrastrutture che lasciano un’impronta duratura sia sul territorio sia nella storia dell’umanità: nella varietà architettonica che esprimono, gli aeroporti stanno diventando scenari attrattivi, simboli di dinamiche economiche, culturali e sociali che continueranno a plasmare le società del futuro, a metterle in relazione e a unificarle», ha dichiarat Jérôme Gouadain, segretario generale del premio.
Ecco i sette premiati che reinterpretano l’identità dei luoghi attraverso spazi verdi, piazze urbane e riferimenti alla cultura locale, incarnando un’idea di sostenibilità che non si limita agli aspetti energetici.