I migliori musei d’Europa: i vincitori del 2026

I migliori musei d’Europa: i vincitori del 2026

È il Den Gamle By di Aarhus a conquistare il premio European Museum of the Year.
Den Gamle By, Aarhus. Danimarca
Den Gamle By, Aarhus. Danimarca

Oggi il museo non è più soltanto un luogo di memoria, ma uno spazio dinamico di confronto, ricerca e riflessione sul presente, aperto al dialogo e all’inclusione. Questa visione trova conferma nella conferenza annuale e nella cerimonia di premiazione dell’European Museum of the Year Award (EMYA) che ogni anno, dal 1977, viene assegnato alle realtà che si distinguono non solo per la qualità dell’offerta, ma anche per la capacità di coinvolgere il pubblico e contribuire al benessere delle comunità. L’edizione 2026, organizzata dall’European Museum Forum e incentrata sul tema “Disrupting the Museum: Inclusion for All”, ha messo in luce il ripensamento del ruolo dei poli museali, sempre più critici e capaci di interpretare il cambiamento sociale. La selezione, basata su visite e valutazioni approfondite della giuria, ha visto protagonisti 34 musei provenienti da 16 Paesi del Consiglio d’Europa, dalle realtà più piccole alle grandi istituzioni nazionali, premiando progetti molto diversi tra loro ma accomunati dall’idea di uno spazio espositivo sempre più partecipativo e socialmente attivo. Identità differenti, ma unite da un comune filo conduttore: l’impegno al cambiamento.

European Museum of the Year Award – Danimarca

A vincere il titolo di European Museum of the Year Award è stato il Den Gamle By di Aarhus, un vero e proprio museo a cielo aperto che trasforma la storia urbana in uno strumento di dialogo, riflessione e azione sul presente. Un’occasione di confronto su temi come emancipazione, sostenibilità e giustizia sociale che invita a compiere una full immersion nei secoli, calpestando letteralmente la storia tra i 75 edifici tra case, botteghe, scuole e officine provenienti da tutto il territorio danese. Un patrimonio preservato grazie anche al coinvolgimento della comunità locale attraverso attività pratiche come i corsi di giardinaggio e i laboratori di riparazione degli abiti.

Council of Europe Museum Prize – Regno Unito

La sezione Young V&A del Victoria and Albert Museum di Londra, a differenza di molti musei pensati principalmente per un pubblico adulto, è dedicata ai giovani ed è stata insignita del Council of Europe Museum Prize, premio che valorizza le istituzioni capaci interpretare le sfide della società contemporanea, promuovere il dialogo interculturale e contribuire al superamento di barriere sociali e politiche. Suddiviso in tre gallerie — Imagine, Play e Design — calibrate in base alle diverse fasce età, dalla prima infanzia fino alla prima adolescenza, il polo museale trasforma i visitatori in protagonisti attivi. In questo contesto arte e design diventano strumenti utili per stimolare la creatività e sviluppare un approccio critico e partecipativo alle sfide del presente e del futuro.

Kenneth Hudson Award for Institutional Courage and Professional Integrity – Slovenia

Il Kenneth Hudson Award for Institutional Courage and Professional Integrity, assegnato al Museum of Madness, riconosce i professionisti della cultura che affrontano temi delicati con coraggio e integrità, dando voce a prospettive spesso poco rappresentate e contribuendo al dibattito sui principali temi sociali contemporanei. Ospitato nel castello di Cmurek, un ex istituto psichiatrico al confine tra Slovenia e Austria, il museo utilizza testimonianze personali e materiali d’archivio per trasformare un luogo legato all’isolamento e alla sofferenza in uno spazio di memoria, dialogo, riflessione sociale e partecipazione comunitaria.

Silletto Prize for Community Participation and Engagement – Germania

Un altro esempio significativo di partecipazione attiva è l’AlpenStadtMuseum di Sonthofen, in Germania, vincitore del Silletto Prize for Community Participation and Engagement per il costante coinvolgimento del pubblico. Ospitato in una fattoria del XVI secolo accuratamente restaurata, il museo racconta la storia di una città alpina e dei suoi abitanti che partecipano in prima persona alla definizione dei contenuti attraverso la condivisione di oggetti, fotografie e testimonianze personali. Il museo diviene così un archivio condiviso della memoria collettiva, dove iniziative educative e attività interattive favoriscono la partecipazione civica e il dialogo tra generazioni.

Portimão Museum Prize for Welcoming, Inclusion and Belonging – Svizzera

Vincitore del Portimão Museum Prize for Welcoming, Inclusion and Belonging, premio che valorizza la capacità di accoglienza e inclusione, il Museum of the Rural Civilisation of Mendrisiotto è un polo etnografico situato a Stabio, al confine tra Svizzera e Italia, dedicato alla civiltà rurale del Mendrisiotto e concepito come uno spazio civico aperto e partecipativo. Il suo approccio inclusivo si riflette in testi e guide in più lingue nonché in postazioni interattive che favoriscono il coinvolgimento di un pubblico eterogeneo. Accanto a una collezione di circa 20mila oggetti, il museo ospita anche animali vivi, come conigli e volatili domestici, che permettono di entrare in contatto con le tradizioni agricole regionali.

Museum Prize for Environmental Sustainability – Finlandia

A Lahti, in Finlandia, si trova il Lahti Museum of Visual Arts Malva, ospitato in un ex edificio industriale riconvertito che, grazie al suo approccio responsabile, ha conquistato il Museum Prize for Environmental Sustainability. Inaugurato nel 2022, è uno spazio culturale contemporaneo che ha contribuito a rigenerare il quartiere, trasformandolo in un vivace polo culturale e sociale. Il museo punta a rendere l’esperienza di visita più accessibile, inclusiva, al fine di avvicinare l’arte a un pubblico variegato, incluse famiglie, visitatori alla prima esperienza e persone con esigenze specifiche.

Le sei menzioni speciali: dall’Estonia alla Grecia

La giuria, inoltre, ha attribuito sei menzioni speciali ai musei che hanno sviluppato progetti particolarmente innovativi nel rapporto con il pubblico, offrendo esempi replicabili a livello europeo tra cui il Tartu City Museum che, situato in una ex casa nobiliare del XVIII secolo, racconta la storia della città di Tartu (Estonia) all’interno di un percorso espositivo in cui i cittadini contribuiscono attivamente alla costruzione della narrazione storica.

In Germania, l’Obersalzberg Documentation Centre, evidenza il contrasto tra l’idilliaco paesaggio alpino e gli orrori del periodo nazista con l’obiettivo di analizzare la storia in chiave critica ed educativa. Spostandosi a Holzminden, la cosiddetta “città dei profumi e dei sapori”, si trova il Sensoria Holzminden, un museo esperienziale che, stimolando l’olfatto, esplora scienza, storia e cultura. Si approda poi in Grecia dove l’ex prigione di Trikala è stata riconvertita in spazio culturale e ospita il Tsitsanis Museum, dedicato alla memoria dell’omonimo musicista e alla storia della musica popolare greca, promuovendo valori come libertà di espressione, partecipazione democratica e accesso condiviso al patrimonio culturale.

Si arriva poi in Svizzera con il CERN Science Gateway di Ginevra, pensato per rendere la ricerca scientifica accessibile, comprensibile e condivisa. Infine il Kunsthaus Baselland di Basilea, ospitato in un ex edificio industriale rinnovato, con spazi flessibili dedicati alla sperimentazione artistica.

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